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Conversazioni sull'Iran - Quarta stagione

A settembre iniziano le nuove Conversazioni sull’Iran. Ecco come aiutarci attraverso il nuovo progetto di crowdfunding

niziate nell’ormai lontano aprile 2020, le “Conversazioni sull’Iran” sono divenute nel tempo una realtà che ha superato la fase sperimentale iniziata nel primo lockdown.

Dopo la prima incoraggiante stagione (aprile-luglio 2020), la seconda (settembre – dicembre 2020) si è conclusa con una Notte di Poesia per Shabe Yalda (21 dicembre) che ha visto la partecipazione di migliaia di spettatori per oltre 4 ore di diretta.

La terza stagione, iniziata il 10 gennaio 2021 e terminata a fine luglio, ha contato ben 75 episodi. Il Primo Stream Festival di Nowruz (18 – 20 marzo) è stato un successo clamoroso che contiamo di bissare il prossimo anno.

All’interno della terza stagione abbiamo dedicato molto spazio alle elezioni presidenziali che si sono tenute il 18 giugno, senza mai trascurare l’interesse per la cultura, la storia e l’arte della Persia.

Interesse che personalmente coltivo dal 2005 e che mi ha portato a scrivere sei libri, tutti per Infinito Edizioni, a creare un blog – Diruz – interamente dedicato all’Iran e anche a organizzare in passato viaggi in questo Paese affascinante e troppo spesso sottovalutato.

Le dirette sono trasmesse in simultanea su Facebook YouTube, Twitter, LinkedIn e Twitch. I podcast sono distribuiti su tutte le principali pattaforme, da Spotify Apple Podcast .

La campagna di crowdfunding punta a copire le spese per l’abbonamento a Streamyard , e ad altri software necessari a una migliore resa tecnica del progetto. Inoltre, per ampliare la partecipazione, abbiamo bisogno fondi per una campagna pubblicitaria e per tutti gli strumenti che possano rendere sempre più interessanti le nostre dirette.

Qui trovate l’archivio video e audio di tutte le quasi duecento conversazioni trasmesse online: https://www.diruz.it/conversazioni-sulliran/

Il modo migliore per seguirci è iscriversi al mio canale YouTube o seguirici su questa pagina: https://www.diruz.it/diruz-in-diretta/

Grazie per quello che potrai donarci!

Ecco il link: https://sostieni.link/29353

Diruz in diretta

Conversazioni sull'Iran

Segui in diretta da qui tutte le Conversazioni sull’Iran di Antonello Sacchetti. Se non hai tempo o voglia di cercare l’evento sui social, basta fare sempre riferimento a questa pagina.

Per l’archivio video e audio di tutte le puntate clicca qui.

Prossimi appuntamenti

Martedì 19 ottobre alle ore 21: A scuola di cinema iraniano. Negah presenta un corso con Claudio Zito.

Mercoledì 20 ottobre alle ore 21: Presentazione della rivista Arabpop. Diretta con Anna Gabai e Giacomo Longhi.

Giovedì 21 ottobre alle ore 21: La misura della distanza. Presentazione del libro di Gabriella Bampo

Venerdì 21 ottobre alle ore 21: Rassegna Persiana #6. I fatti della settimana in Iran. Diretta con Davood Abbasi.

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Archivio delle dirette

Tutti i video e gli audio delle “Conversazioni sull’Iran” dall’aprile 2020 in poi. Interviste, presentazioni di libri, chiacchierate

Open in Spotify

Lettere persiane/1

Sabato 28 marzo 2020 con Davood Abbasi in diretta Instagram da Teheran abbiamo “trasmesso” la prima di una serie di conversazioni che terremo ogni sabato alle ore 18 (italiane) per trascorrere insieme questa quarantena parlando di Iran. Ieri abbiamo affrontato le origini e le tradizioni del Noruz.

Sabato 4 aprile parleremo di poesia persiana contemporanea.

Seguiteci sugli account @anto_sacchetti e @persia_viaggi !

Ecco il video della prima puntata:

Lettere Persiane/1 Ieri con Davood Abbasi in diretta Instagram da Teheran abbiamo "trasmesso" la prima di una serie di conversazioni che terremo ogni sabato alle ore 18 (italiane) per trascorrere insieme questa quarantena parlando di Iran. Ieri abbiamo affrontato le origini e le tradizioni del Noruz. Sabato 4 aprile parleremo di poesia persiana contemporanea. Seguiteci sugli account @anto_sacchetti e @persia_viaggi !

Pubblicato da Antonello Sacchetti su Domenica 29 marzo 2020

Presentazione ‘Iran,1979’

Il video integrale dell’incontro con Antonello Sacchetti tenutosi il 15 ottobre 2019 a Roma presso la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo

Il 15 Ottobre 2019 la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo ha ospitato la presentazione del libro “Iran, 1979. La Rivoluzione, la Repubblica islamica, la guerra con l’Iraq” di Antonello Sacchetti, Infinito Edizioni.

Autunno in Persia

GRUPPO CHIUSO

«L’impero della mente». Così lo studioso britannico Michael Axworthy definisce l’Iran. Alla scoperta di un Paese unico, in cui la modernità convive con l’eredità culturale di una civiltà antichissima. Si visiteranno le città d’arte, i siti archeologici e i musei più belli ed importanti. Ma si viaggerà anche attraverso l’Iran di oggi, i suoi giovani, la sua cultura contemporanea, la sua Poesia e la sua Storia più recente. E naturalmente attraverso la sua cucina. Sarà un viaggio da sud a nord, che partirà dall’antichità di Persepoli e si concluderà con la modernità di Teheran.

Quando

Dal 29 ottobre all’11 novembre 2019

Con chi

Il giornalista Antonello Sacchetti, autore di diversi libri sull’Iran e curatore del blog Diruz – L’Iran in italiano (www.diruz.it) e Davood Abbasi, docente universitario iraniano.

Programma

GIORNO DATA ITINERARIO
1 Martedi 29/10/2019 Aereo Italia – Istanbul
Aereo Istanbul – Shiraz
Trasferimento in hotel
Pernottamento a Shiraz
2 Mercoledi 30/10/2019 Shiraz citta’
Moschea Nasir ol Molk
Madrasa del Khan
Complesso Karim Khan Zand
Hammam di Vakil
Giro nel bazaar
Tempo libero per pranzo e caffènel bazaar
Moschea di Vakil
Castello (Arg) di Karim Khan da fuori
Tomba di Hafez
Cena
Pernottamento in albergo
3  Giovedi 31/10/2019 Shiraz-Persepoli-Naqsh-e-Rostam-Pasargad-Shiraz
Giornata dedicata al periodo Achemenide (550-331 a.C.)
Partenza per Persepoli e visita della citta’
Visita di Naqsh-e-Rostam
Pausa pranzo
Partenza per Pasargad
Visita alla tomba di Ciro
Ritorno a Shiraz
Cena e pernottamento
4 Venerdi 01/11/2019 Shiraz-Kerman
Partenza da Shiraz
Visita a Sarvestan, palazzo di Bahram quinto Sassanide
Sosta su lago Maharlu
Pausa pranzo a Neyriz
Moschea del venerdi di Neyriz
Arrivo a Kerman
Cena e pernottamento
5 Sabato 02/11/2019 Kerman-Shahdad 
Giro nel centro di Kerman
Trasferimento a Rayen e visita alla fortezza (Arg)
Ritorno in direzione di Mahan e visita a Giardino del Principe (Bagh-e-Shazde’)
Trasferimento nel deserto di Lut per vedere il tramonto
Escursione nel deserto di Lut (possibile, a pagamento, pure convocazione di astronomo con telescopio per osservazione stelle)
Cena in casa tradizionale a Shahdad
Ritorno a Kerman e pernottamento
6 Domenica 03/11/2019 Shahdad-Yazd
Escursione nel deserto di Lut solo a patto che si parta ben prima dell’alba
Pausa pranzo ad Anar o Rafsanjan
Arrivo a caravanserraglio Zineddin
Cena nel caravanserraglio
Ballo dei legni dell’etnia beluci (possibile su richiesta)
Proseguimento fino a Yazd per pernottamento
7 Lunedi 04/11/2019 Yazd città
Visita a Torri del Silenzio
Visita a Tempio del Fuoco centrale zoroastriano
Visita a moschea del venerdi di Yazd
Pausa pranzo
Presentazione tappeti
Giro nel quartiere antico
Prigione Alessandro
Cupola 12 Imam
Cena e pernottamento    
8 Martedi 05/11/2019 Yazd-Isfahan
Partenza da Yazd e arrivo a Meybod
Visita a caravanserraglio Abbasi di Meybod
Visito a Piccionaia di Meybod
Visita a castello Narin di Meybod
Pausa pranzo
Partenza per Isfahan
Visita a moschea del venerdi di Naeen
Arrivo a Isfahan e check-in
Giro nella piazza, cena in piazza, e presentazione generale del centro storico
Pernottamento a Isfahan
9 Mercoledi 06/11/2019 Isfahan
Isfahan (visita della città):Masjed-e Jameh (Moschea)
Naqsh-e Jahan Square (o Meydan Imam Square)
Kakh-e Alì Qapu (Palazzo)
Pranzo in zona Bazaar-e Bozorg
Masjed-e Shah (Moschea Reale)
Masjed-e Sheikh Lotfollah (Moschea della Regina)
Pol-e Si-o-Seh (Ponte delle 33 Arcate)
Cena e pernottamento a Isfahan
10 Giovedi 07/11/2019 Isfahan
Quartiere Armeno: visita Kelisa-ye        Vank (Cattedrale)
Isfahan (visita della città):Kakh-e Chehel Sotun (Palazzo delle 40 Colonne)
Kakh-e Hasht Behesht (Palazzo degli 8 Paradisi)
PranzoPonte Pol-e Khaju
Cena e pernottamento a Isfahan
11 Venerdì 08/11/2019 Isfahan-Kashan
Visita a villaggio di Abyaneh
Arrivo a Kashan e visita a giardino Fin
Pausa pranzo
Visita in quartiere antico e a casa Tabatabaee Visita a moschea Agha Bozorg Pernottamento a Kashan
12 Sabato 09/11/2019 Kashan – Teheran
Arrivo a Qom e visita al mausoleo
SOLO PERSIA VIAGGI offre anche visita a una delle sedi della scuola teologica della citta’ e puo’ organizzare incontro e dibattito con religioso islamico sciita che parla italiano Arrivo a Teheran
Visita a museo archeologico nazionale
Visita al palazzo Golestan
Museo dei gioielli
Teheran centro e ambasciata Usa
Cena nel centro
Pernottamento
13 Domenica 10/11/2019 Teheran nord
Ponte della natura
Palazzo di Saad Abad
Pranzo Bazaar di Tajrish
Cena a Darband o Velenjak, a Teheran nord
14 Lunedi 11/11/2019 Aereo Teheran – Istanbul
Aereo Istanbul – Italia

Condizioni

QUOTA INDIVIDUALE 2.985 EURO

SUPPLEMENTO SINGOLA: 400 EURO

CAPARRA DI 1.100 EURO

N.B. La caparra verrà restituita qualora il gruppo non si formasse. In caso di rinuncia da parte del viaggiatore, la caparra non verrà restituita.

SALDO ALLA PARTENZA

I servizi inclusi sono:

➢ guida di alto profilo (studiosi, docenti) specializzata in lingua italiana a disposizione che curerà personalmente l’interazione con tutto il personale di servizio locale

➢ tariffe aree per i voli internazionali

➢ tutte le formalità da Teheran per il rilascio del visto in Italia

➢ spese consolari

➢ assicurazione sanitaria (obbligatoria per il visto) e bagaglio

➢ accoglienza e assistenza in aeroporto all’arrivo e alla partenza

➢ sistemazione come previsto dall’itinerario in alberghi da noi accuratamente selezionati per la miglior ospitalità e rapporto qualità/prezzo

➢ colazione a buffet in albergo, pranzi e cene (dalla colazione del secondo giorno, compreso cena dell’ultimo giorno) in caratteristici ristoranti iraniani in tutte le località visitate, nei nostri mezzi di traporto verranno offerti il té, biscotti e acqua minerale.  

➢ trasporto dall’albergo alle località da visitare e ritorno con pulmino VIP con aria condizionata e di qualità a completa disposizione per l’intera giornata 

➢ tutti gli ingressi ai siti archeologici ed ai musei

➢ gadget di viaggio personalizzati

Non sono inclusi: 

➢ assicurazione annullamento viaggio

➢ tutte le spese personali, lavanderia, chiamate telefoniche

➢ mancia alla guida

➢ mancia all’autista

➢ spese per visite o programmi non compresi nel programma ordinario (astronomo, escursione con quattro per quattro nel deserto, giardino degli uccelli, ecc…)

➢ tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”.

PER INFORMAZIONI E ADESIONI: antonello.sacchetti@gmail.com

cell. 339 1369642

Quel che resta della rivoluzione


Sono passati 40 dalla rivoluzione islamica iraniana che trasformò la monarchia del paese in una Repubblica Islamica sciita. Ma cosa è rimasto di quel conflitto e come è cambiato l’Iran? Ne abbiamo parlato con Antonello Sacchetti, giornalista appassionato di Iran. Nel suo libro “Iran, 1979. La rivoluzione, la Repubblica islamica, la guerra con l’Iraq”, Sacchetti ripercorre quegli anni attraverso la testimonianza di persone che la rivoluzione l’hanno vissuta sulla propria pelle, anche da prospettive diverse: da chi fu un rivoluzionario a chi invece era più vicino allo Scià Mohammad Reza Pahlavi. “Nel raccogliere queste testimonianze – racconta Sacchetti – ho avuto la sensazione che molte di queste persone quasi non aspettassero altro che raccontarle. In fondo la memoria serve a liberarci.”

“Ho dato spazio ai racconti personali – spiega Antonello ai nostri microfoni – perché una rivoluzione, come in genere tutti gli avvenimenti storici, è qualcosa che coinvolge la vita delle persone delle famiglie. Spesso sono eventi raccontati attraverso i numeri e le gesta dei grandi personaggi. In questo racconto ho voluto mettere anche una parte molto privata di tante persone“.

1979: lo spartiacque nella narrazione dell’Iran

L’intervento di Antonello Sacchetti al Seminario “Iran Patrimonio dell’Umanità. Le relazioni culturali tra Italia e Iran”. Sala Tatarella – Palazzo dei Gruppi Parlamentari – Camera dei Deputati. Roma, 12 febbraio 2019.

La rivoluzione del 1979, oltre a segnare profondamente la storia contemporanea dell’Iran, rappresenta uno spartiacque nella narrazione dell’Iran. Tanto che forse non è esagerato parlare di due narrazioni completamente diverse, prima e dopo la rivoluzione. Possiamo anche affermare che dopo quarant’anni, questa cesura non è ancora ricomposta.

Un momento del convegno del 12 febbraio 2019

Cosa era l’Iran per gli italiani prima della Rivoluzione? Il fascino dell’antica Persia – materia di studiosi e intellettuali – era messo in secondo piano rispetto alle cronache mondane legate alla figura dello scià, almeno per il pubblico di massa. Era quindi una narrazione costruita soprattutto attraverso rotocalchi, con protagonista un sovrano colto, affascinante e amante delle belle donne e della bella vita.

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La rivoluzione, 40 anni dopo

Quella iraniana fu l’ultima grande rivoluzione del Novecento, la prima ad essere trasmessa in televisione e a essere immortalata dai reporter di tutto il mondo. Esistono quindi moltissime immagini di quegli eventi, oggi facilmente reperibili sul web: le manifestazioni di massa, la fuga dello scià Mohammad Reza Pahlavi dall’Iran, il ritorno dell’ayatollah Ruhollah Khomeini e l’instaurazione della Repubblica islamica. Eventi noti pressoché a tutti. Ma conosciuti probabilmente in modo superficiale proprio perché dati ormai per assodati, come se l’Iran fosse da sempre una Repubblica islamica, un antagonista degli Stati Uniti e un nemico di Israele. Il “peccato originale” dell’Iran contemporaneo – agli occhi dell’osservatore occidentale – è proprio la rivoluzione del 1979. Una rivoluzione quasi sempre bollata come “irrazionale” e retrograda, colpevole di aver inaugurato la stagione del fondamentalismo islamico.  Una narrazione semplicistica che non prende in considerazione i perché di quella rivoluzione.

Da Mossadeq a Khomeini: dove lo scià fallisce

Dal 1963, con la cosiddetta “Rivoluzione bianca”, lo scià vara una serie di riforme con cui vuole scardinare l’impianto “tradizionalista” della società iraniana: concede il diritto di voto alle donne, vara la riforma agraria, tenta di creare una burocrazia manageriale, combatte l’analfabetismo inquadrando i giovani universitari nel cosiddetto “Esercito del sapere” e inviandoli a insegnare nei paesini più sperduti. Incoraggia i giovani ad andare a studiare in Europa e negli Usa perché sogna di creare una nuova classe dirigente di stampo occidentale. Paradossalmente, moltissimi di questi studenti all’estero costituiranno un nucleo fondamentale dell’opposizione allo scià: a contatto con altri modelli di partecipazione politica e di potere, trovano ancora più intollerabile l’autocrazia dello scià. Il golpe del 1953 aveva deposto il governo democraticamente eletto di Mossadeq, “colpevole” di aver voluto nazionalizzare il petrolio e si era aperta una lunga stagione di repressione. Il partito comunista (Tudeh) era al bando, così come le opposizioni liberali e nazionaliste. In questo contesto, la voce di Khomeini che dalla città santa di Qom tuona contro le riforme “immorali” dello scià, diviene subito un punto di riferimento per chi non si riconosce nel progetto ambizioso e paternalista dell’imperatore. Nei disordini che nei primi anni Sessanta seguono all’arresto e poi all’esilio di Khomeini, ci sono già in nuce, tutti gli elementi politici che ritroveremo nella rivoluzione di quindici anni dopo: l’ayatollah parla la stessa lingua del popolo, ne comprende le paure e i bisogni. Lo scià invece, cresciuto in un collegio svizzero, non conosce davvero l’Iran: immagina di rimodellarlo a suo piacimento, di farne uno tra i primi dieci Paesi industrializzati del mondo. Un’impresa titanica e probabilmente anche molto narcisistica. Anche perché, accanto a questi progetti di riforme sociali ed economiche, non pone in cantiere alcuna apertura politica.

Il peso dell’economia

A questi fattori politici, vanno poi aggiunti quelli economici. Fino a metà degli anni Settanta, il boom delle esportazioni petrolifere consente allo scià investimenti enormi. Alcuni senza dubbio di valore, come infrastrutture, scuole, servizi. Altri frutto unicamente della propria mania di grandezza, quali le spese record per gli armamenti o le celebrazioni kitsch del 1971 a Persepoli per i 2.500 anni di monarchia. Quando il mercato petrolifero si contrae, cominciano i guai. La riforma agraria si era rivelata un fallimento, con l’espulsione di manodopera dalle campagne e la creazione di un nuovo sottoproletariato nelle grandi città. In un Paese segnato da enormi diseguaglianze economiche, in cui cento famiglie detengono in pratica la maggior parte della ricchezza del Paese, crescono di colpo la disoccupazione e l’inflazione. Lo scià – libero dal controllo di qualsiasi forma di opposizione – reagisce accentrando ulteriormente il potere. Alla parvenza di bipartitismo (liberali e conservatori, sempre comunque fedelissimi allo scià) in vigore ormai da decenni, impone il partito unico della “Rinascita” (Rastakhiz). Il controllo del Paese è affidato alla Savak, la polizia politica che applica in modo sistematico arresti arbitrari, tortura e omicidio. 

Il rapido precipitare degli eventi

Una prima crepa nel regime si apre con l’elezione alla Casa Bianca del democratico Jimmy Carter che impone all’alleato persiano una timida apertura in tema di libertà di opinione. Bastò che la pressione si allentasse un po’ perché le voci di un dissenso soffocato da venticinque anni si levassero in modo fragoroso. Di lì in poi, sembra quasi che un meccanismo misterioso orchestri la tempesta perfetta che nel giro di quindici mesi porterà alla caduta dello scià e all’avvento di Khomeini.

Khomeini a Teheran

Tutto precipita nel volgere di pochi mesi. L’anziano religioso in esilio da quindici anni diventa di colpo la figura di riferimento di un movimento quanto mai eterogeneo, che conta al proprio interno marxisti e islamisti, liberali e nazionalisti, tutti uniti dal desiderio di farla finita con la dittatura dello scià. La fazione di Khomeini finisce col prevalere perché è l’unica ad avere un legame con il Paese reale. Le altre, ridotte da anni alla clandestinità e all’esilio, hanno perso contatto con il popolo. I religiosi hanno moschee su tutto il territorio nazionale e godono della fiducia delle masse popolari. È impressionante notare come fino all’autunno 1978 nessuno, all’interno del movimento rivoluzionario, parli di “repubblica islamica”, che diventa poi di colpo la parola magica, capace di mobilitare tutti sotto la guida di Khomeini. Che ha teorizzato da tempo il velayat-e faqih, la teoria del “Governo del giureconsulto”, tutt’ora alla base dell’ordinamento costituzionale iraniano, ma non ne ha di certo fatto una parola d’ordine della rivolta. 

La prima pagina di Lotta Continua del 17 gennaio 1979

Quanto fu davvero islamica la rivoluzione? 

Probabilmente non nacque come tale, almeno nelle intenzioni di una parte consistente dei suoi protagonisti. Ma è innegabile che fin dal suo inizio, la cadenza degli avvenimenti fu scandita dalle ricorrenze e dai riti islamici e che tutti i suoi leader più importanti erano esponenti religiosi. Un altro fattore decisivo per l’affermazione di Khomeini è quello geopolitico. Alla fine della Guerra fredda mancavano ancora dieci anni e l’Iran, coi suoi duemila chilometri di confine con l’allora Unione Sovietica, era una pedina fondamentale. I servizi segreti dei Paesi occidentali agirono di concerto per far sì che tra le fazioni rivoluzionarie quella islamista prevalesse su quella marxista. Ad esempio, è ormai accertato che quando nel 1983 Khomeini decide di sbarazzarsi dei comunisti iraniani, può utilizzare i dossier che l’agente sovietico Vladimir Kuzichin, un tempo comandante della sezione del Kgb di Teheran, aveva passato alla Gran Bretagna che a sua volta li aveva girati alla Cia che pensò di “girare” il regalo al governo iraniano, in chiara funzione anti-sovietica. 

Il ritorno di Khomeini a Teheran

La rivoluzione iraniana non si realizza tramite un’insurrezione armata, ma con una combinazione frenetica di sedici mesi di proteste, sei di manifestazioni di massa e cinque di scioperi. La guerra imposta dall’invasione di Saddam Hussein sarà poi il mito fondante, capace di ricompattare il Paese contro l’aggressore esterno e di mettere a tacere ogni forma di dissenso, sacrificando di fatto un’intera generazione. La rivoluzione iraniana incise in modo fondamentale sull’Islam politico, sovvertendo la concezione quietista dello sciismo e realizzando una forma del tutto inedita di Stato. Stato che -ristrutturato e rafforzato dal processo rivoluzionario – costituisce oggi la vera risorsa, l’asset più importante dell’Iran nel contesto drammaticamente irrisolto del Medio Oriente del XXI secolo. 

Iran, 1979. Le prossime presentazioni

Prossimo appuntamento mercoledì 28 agosto, ROMA, nell’ambito della manifestazione Letture lungo il Fiume, lungotevere Castello, ore 19

– mercoledì 16 gennaio, ROMA, presso Casetta Rossa, via Giovanni Battista Magnaghi, 14, ore 18,30. Dialoga con l’autore Fabrizio Ciocca;
– sabato 19 gennaio, ROVERETO (TN), presso la libreria Arcadia, via Felice e Gregorio Fontana, 16, ore 19,00;
– domenica 20 gennaio,  VILLORBA DI TREVISO (TV), presso la libreria Lovat, via Newton 13, ore 18,00;
– lunedì 21 gennaio, TRIESTE, presso la libreria Lovat, viale XX Settembre 20, (c/o stabile Oviesse, terzo piano), ore 18,00;
– martedì 22 gennaio, MESTRE (VE), presso il Centro Candiani;
– mercoledì 23 gennaio, TORINO, presso la libreria Trebisonda, via Sant’Anselmo, 22. Dialoga con l’autore Giacomo Longhi;
– giovedì 24 gennaio, GENOVA, presso il Circolo Arci Zenzero, via Giovanni Torti, 35, ore 17,45.

Febbraio:
– mercoledì 6 febbraio, ROMA, presso il Caffè Letterario, via Ostiense 95, ore 18,00. Dialoga con l’autore Simona Maggiorelli.

Marzo:
– sabato 2 marzo, MILANO, presso la libreria Le Libragioni, via Giuseppe Bardelli, 11. Dialoga con l’autore Gabriella Persiani.
– sabato 9 marzo, PARMA, presso la libreria Diari di bordo, Borgo Santa Brigida, 9.

– domenica 10 marzo, FERRARA, presso la Libreria Altrove, via Aldighieri 29. Modera Silvia Belcastro.

Aprile:

– venerdì 5 aprile, ROMA, presso l’Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino, via Alberto Caroncini, 19, ore 17.
– giovedì 11 aprile, ROMA, presso Punto Einaudi Merulana, Via Sant’Alfonso, 3, ore 18,30.

Maggio:

– venerdì 3 maggio, ROMA, presso la libreria Koob, Piazza Gentile da Fabriano, 16, ore 18,30. Nell’ambito dell’incontro “Quarant’anni dopo. Raccontare la rivoluzione iraniana”, con Chiara Mezzalama e Abolhassan Hatami.
– giovedì 16 maggio, NAPOLI, presso la libreria Tamu, via Santa Chiara 10 h, ore 18,00;
– venerdì 24 maggio, PADOVA, presso la libreria Pangea, Via S. Martino e Solferino, 106, ore 18,00;
– sabato 25 maggio, ROVERETO (TN), presso la libreria Arcadia, via Felice e Gregorio Fontana, 16, ore 19,00.

Giugno:

– giovedì 13 giugno, BOLOGNA, presso la libreria Modo InfoShop, Via Mascarella, 24/b, ore 19,00.

– venerdì 21 giugno, ROMA, presso la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo, Via Opita Oppio, 41, ore 19.00.

Luglio:

– giovedì 18 luglio, CAORLE (VE), nell’ambito del  Premio Giornalistico Papa Ernest Hemingway, ore 22.

Agosto:

– mercoledì 28 agosto, ROMA, nell’ambito della manifestazione Letture lungo il Fiume, presso Bibliobar, lungotevere Castello, ore 19.

Ottobre:

– martedì 15 ottobre, ROMA, presso la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo, Via Opita Oppio, 41, ore 19.00.

Iran, 1979. Il nuovo libro di Antonello Sacchetti

Il nuovo libro di Antonello Sacchetti “Iran, 1979. La Rivoluzione, la Repubblica islamica, la guerra con l’Iraq”, edito da Infinito edizioni.

La storia dell’Iran non comincia certo nel 1979, ma la rivoluzione, con il suo prezzo altissimo di sangue e di verità, con le lacerazioni insanabili e con le ferite solo in parte ricomposte, è ormai una parte fondamentale, imprescindibile della storia e dell’identità del Paese. Non può e non deve essere assolutamente considerata una “parentesi storica” (come Benedetto Croce definisce il fascismo per l’Italia), o un “incidente di percorso” lungo la strada che porterà forse un giorno a una democrazia liberale di stampo occidentale.

La rivoluzione, oltre a segnare la storia dell’Iran e di tutto il Medio Oriente, ha toccato la vita di milioni di iraniani: ha diviso e lacerato famiglie, distrutto vite e carriere, dato speranze illusorie e liberato energie insospettabili, affossato e realizzato sogni, segnando profondamente l’esistenza sia di chi quegli eventi storici li ha vissuti sia di chi è nato dopo e ne ha toccato con mano e ne subisce tuttora le conseguenze. Ripercorrerne le origini, anche attraverso le testimonianze dirette di chi l’ha vissuta, è un esercizio fondamentale. La rivoluzione, come diceva Mao Tse Tung, non è un pranzo di gala. Nemmeno quarant’anni dopo.

“Ho letto queste pagine con lo stesso ritmo frenetico con il quale sono accaduti i fatti raccontati con passione e precisione da Sacchetti, impressionata, ancora una volta, dalla violenza che sconvolse l’Iran di quegli anni, dal caos e dal terrore come uniche leggi, ma anche dalle tante e complesse ragioni storiche che portarono allo sconvolgimento di quell’area geografica, la cui onda lunga lambisce e condanna ancora oggi tanti Paesi a scenari di guerra e di morte”. (dalla prefazione di Chiara Mezzalama)

Per saperne di più: https://www.infinitoedizioni.it/prodotto/iran-1979la-rivoluzione-la-repubblica-islamica-la-guerra-con-liraq/

 

Prossime presentazioni:

 

Gennaio:
– mercoledì 16 gennaio, ROMA, presso Casetta Rossa, via Giovanni Battista Magnaghi, 14, ore 18,30;
– sabato 19 gennaio, ROVERETO (TN), presso la libreria Arcadia, via Felice e Gregorio Fontana, 16, ore 19,00;
– domenica 20 gennaio,  VILLORBA DI TREVISO (TV), presso la libreria Lovat, via Newton 13, ore 18,00;
– lunedì 21 gennaio, TRIESTE, presso la libreria Lovat, viale XX Settembre 20, (c/o stabile Oviesse, terzo piano), ore 18,00;
– martedì 22 gennaio, MESTRE (VE), presso il Centro Candiani;
– mercoledì 23 gennaio, TORINO, presso la libreria Trebisonda, via Sant’Anselmo, 22. Dialoga con l’autore Farian Sabahi;
– giovedì 24 gennaio, GENOVA, presso il Circolo Arci Zenzero, via Giovanni Torti, 35, ore 17,45.

Febbraio:
– mercoledì 6 febbraio, ROMA, presso il Caffè Letterario, via Ostiense 95, ore 18,00.

Marzo:
– sabato 2 marzo, MILANO, presso la libreria Le Libragioni, via Giuseppe Bardelli, 11. Interviene Gabriella Persiani.
– sabato 9 marzo, PARMA, presso la libreria Diari di bordo, Borgo Santa Brigida, 9.

 

 

 

 

 

La registrazione della presentazione dell'8 dicembre 2018 a Più Libri, Più Liberi con Farian Sabahi e Luca Giansanti. 

Capodanno in Persia

Capodanno in Persia

Iran: l’Impero della Mente, come lo chiamò lo studioso inglese Micheal Axworthy, nella sua celebre opera Empire of Mind (tradotta in italiano con il titolo “Breve storia dell’Iran”, Einaudi). Non solo le città del tour classico, ovvero Teheran, Shiraz, Yazd e Isfahan, ma anche lo spettacolare deserto di Lut, i castelli della regione del Kerman, e la natura impervia dell’est dell’Iran, in un mix di storia, natura e sapori.

Quando

Dal 28 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019.

 

GIORNO DATA ITINERARIO
1 Venerdi

28/12/2018

§ Aereo

Roma – Teheran

§ Incontro con la guida in aeroporto

§ Trasferimento in hotel

§ Pernottamento a Teheran in albergo

2 Sabato

 29/12/2018

§ Visita di Teheran citta’

§ Museo Archeologico nazionale (parte antica)

§ Palazzo Golestan

§ Museo dei Gioielli

§ Ponte della natura oppure Ambasciata Usa

§ Volo per Shiraz

§ Pernottamento a Shiraz

3 Domenica

 30/12/2018

  • Shiraz citta’

§  Visita alla moschea Nasir-ol-Molk o delle Rose

  • Madrasa del Khan
  • Bazaar di Vakil
  • Pranzo
  • Moschea di Vakil
  • Hammam di Vakil
  • Tomba di Hafez
  • Cena in ristorante tradizionale
4  Lunedi

31/12/2018 

  • Partenza per Persepoli
  • Visita di Persepoli
  • Visita tombe rupestri di Naqsh-e-Rostam
  • Visita di Pasargade (Tomba di Ciro)
  • Ritorno a Shiraz
  • Cena
  • Pernottamento a Shiraz
5 Martedi

01/01/2019

 

  • Trasferimento Shiraz-Kerman
  • Lago di Maharlu
  • Visita a palazzo di Bahram, presso Sarvestan
  • Moschea del venerdi di Neyriz
  • Pernottamento a Kerman
6 Mercoledi

02/01/2019 

  • Visita di Kerman
  • Complesso Ganj-Ali-Khan. Piazza e Hammam
  • Moschea del venerdi di Kerman
  • Fortezza di Rayen
  • Giardino Shazde’ di Mahan
  • Escursione nel deserto di Lut con astronomo (optional)
  • Escursione con 4 per 4 (optional)
  • Escursione normale nel deserto
  • Ritorno a Kerman
7 Giovedi

03/01/2019 

§  Partenza da Kerman per caravanserraglio ZINEDDIN

§  Escursione la mattina presto nel deserto con 4 per 4 (optional)

§  Visita di Fahraj

§  Arrivo a Caravanserraglio di Zeinoddin

§  Osservazione tramonto

§  Cena in caravanserraglio

§  Altro luogo dove si puo’ disporre di astronomo (optional)

§  Ballo del legno dei beluci

§  Pernottamento nel caravanserraglio

8 Venerdi

04/01/2019

 

§  Giro di Yazd

§  Torri del Silenzio

§  Tempio del fuoco zoroastriano

§  Passeggiata in quartiere antico

§  Prigione Alessandro

§  Cupola 12 Imam

§  Pranzo

§  Presentazione sui tappeti

§  Museo dell’acqua

§  Piazza Amir Chakhmaq 

§  Cena

§  Pernottamento a Yazd 

9 Sabato

05/01/2019

  • Yazd-Meybod-Naeen-Isfahan
  • Partenza da Yazd
  • Piccionaia di Meybod
  • Caravanserraglio di Meybod
  • Pranzo
  • Moschea Naeen
  • Arrivo a Isfahan e cena in piazza
  • Pernottamento a Isfahan 
10 Domenica

06/01/2019

 

§ Isfahan

§ Moschea della Regina o Shaikh Lutfullah

§ Moschea dello Scia’

§ Tempo libero bazaar

§ Visita palazzo delle 40 colonne

§ Cena e pernottamento a Isfahan  

11 Lunedi

07/01/2019

  • Isfahan
  • Visita a cattedrale armena di Vank
  • Visita a moschea del venerdi’ antica
  • Palazzo Ali Qapu
  • Giro nel bazaar
  • Visita ai ponti
  • Cena in ristorante tradizionale/albergo

§ Pernottamento a Isfahan  

12 Martedi

 08/01/2019

§ Isfahan-Kashan-Qom-Ibis

§ Visita a villaggio zoroastriano di Abyaneh

§ Visita a giardino Fin di Kashan

§ Visita a casa Tabatabee di Kashan

§ Visita a Qom

§ Cena in albergo Ibis

§ Pernottamento presso albergo Ibis

13 Mercoledi

09/01/2019

 

§ Volo per Roma da aeroporto IKIA

 

QUOTA INDIVIDUALE: 2.850 EURO

SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA: 270 EURO

CAPARRA DI 700 EURO DA VERSARE ENTRO IL 30 NOVEMBRE

SALDO ENTRO IL 15 DICEMBRE  

La quota comprende

• tariffe aeree per i voli internazionali

• spese consolari

• assicurazione medico, bagaglio

• tutte le formalità da Teheran per il rilascio del visto in Italia

• accoglienza e assistenza in aeroporto all’arrivo e alla partenza

•  sistemazione come previsto dall’itinerario in alberghi da noi accuratamente selezionati per la miglior ospitalità e rapporto qualità/prezzo

• colazione a buffet in albergo, pranzi e cene (dalla colazione del secondo giorno, compreso cena dell’ultimo giorno) in caratteristici ristoranti iraniani in tutte le località visitate, nei nostri mezzi di traporto verranno offerti il té, biscotti e una bottiglia d’acqua al giorno. Occasionalmente potrà essere effettuato un simpatico pic-nic all’iraniana, qualora le esigenze di viaggio lo rendessero necessario

• trasporto dall’albergo alle località da visitare e ritorno con mezzi con aria condizionata e di qualità a completa disposizione per l’intera giornata

• guida professionale specializzata in lingua italiana a disposizione che curerà personalmente l’interazione con tutto il personale di servizio locale

• tutti gli ingressi ai siti archeologici ed ai musei

• un volo interno per raggiungere località distanti e i trasferimenti dagli aeroporti agli alberghi

La quota non comprende

• assicurazione annullamento viaggio

• tutte le spese personali, lavanderia, chiamate telefoniche

• mance alla guida e all’autista

• tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”.

 

Per informazioni e per il programma dettagliato: 

Antonello Sacchetti

antonello.sacchetti@gmail.com – 339 1369642

Viaggio in Iran 19 aprile – 1 maggio 2019

Persepoli

ATTENZIONE: GRUPPO CHIUSO

«L’impero della mente». Così lo studioso britannico Michael Axworthy definisce l’Iran. Alla scoperta di un Paese unico, in cui la modernità convive con l’eredità culturale di una civiltà antichissima. Si visiteranno le città d’arte, i siti archeologici e i musei più belli ed importanti. Ma si viaggerà anche attraverso l’Iran di oggi, i suoi giovani, la sua cultura contemporanea, la sua Poesia e la sua Storia più recente. E naturalmente attraverso la sua cucina.

Con chi

Davood Abbasi, docente universitario iraniano.

Quando

Dal 19 aprile al 1° maggio 2019

GIORNO DATA ITINERARIO
1 Venerdi

19/04/2019

30 F

§ Aereo

Roma – Teheran

§ Incontro con la guida in aeroporto

§ Trasferimento in hotel

§ Pernottamento a Teheran

2 Sabato

20/04/2019

31 F

  • Visita di Teheran citta’
  • Museo Archeologico nazionale (parte antica)
  • Palazzo Golestan
  • Museo dei Gioielli
  • Ponte della natura oppure Ambasciata Usa
  • Volo per Shiraz
  • Pernottamento a Shiraz
3 Domenica

21/04/2019

1 Ord

§  Visita alla moschea Nasir-ol-Molk o delle Rose

  • Madrasa del Khan
  • Bazaar di Vakil
  • Pranzo
  • Moschea di Vakil
  • Hammam di Vakil
  • Tomba di Hafez
  • Cena in ristorante tradizionale
4  Lunedi 22/04/2019

2 Ord

  • Trasferimento a Marvdasht e visita di Persepoli
  • Visita Tombe rupestri di Naqsh-e-Rostam
  • Visita di Pasargade (Tomba di Ciro)
  • Ritorno a Shiraz
  • Cena
  • Moschea Re delle Lampade
  • Pernottamento a Shiraz
5 Martedi

23/04/2019

3 Ord

  • Trasferimento Shiraz-Kerman
  • Visita a Bishapur
  • Visita a Tang-e-Chogan, Stretto del gioco del Polo di epoca Sassanide
  • Pernottamento a Kerman
6 Mercoledi 24/04/2019

4 Ord

  • Visita di Kerman
  • Complesso Ganj-Ali-Khan. Piazza e Hammam
  • Moschea del venerdi di Kerman
  • Fortezza di Rayen
  • Giardino Shazde di Mahan
  • Mausoleo del sufi Nematollah Vali a Mahan
  • Arrivo a Shahdad
  • Cena nel deserto di Lut con astronomo
  • Pernottamento in casa tradizionale a Shahdad
7 Giovedi 25/04/2019

5 Ord

§  Partenza da Shahdad per caravanserraglio Zineddin

§  Visita di SarYazd o Fahraj (qualora si arrivi in orario)

§  Cena in caravanserraglio

§  Altro luogo dove si puo’ disporre di astronomo

§  Ballo del legno dei beluci

§  Pernottamento nel caravanserraglio di Zineddin

8 Venerdi

26/04/2019

6 Ord

§  Giro di Yazd

§  Torri del Silenzio

§  Passeggiata in quartiere antico

§  Prigione Alessandro

§  Cupola 12 Imam

§  Pranzo

§  Presentazione sui tappeti

§  Museo dell’acqua

§  Piazza Amir Chakhmaq 

§  Cena

§  Pernottamento a Yazd            

9 Sabato

27/04/2019

7 Ord

  • Yazd-Meybod-Naeen-Isfahan
  • Partenza da Yazd
  • Moschea di Fahraj
  • Castello Narin di Meybod
  • Caravanserraglio di Meybod
  • Moschea Naeen
  • Arrivo a Isfahan e cena in piazza
  • Pernottamento a Isfahan
10 Domenica

28/04/2019

8 Ord

§ Isfahan

§ Moschea della Regina o Shaikh Lutfullah

§ Moschea dello Scia’

§ Tempo libero bazaar

§ Visita palazzo delle 40 colonne

§ Cena e pernottamento a Isfahan

11 Lunedi

29/04/2019

9 Ord

  • Isfahan
  • Visita a cattedrale armena di Vank
  • Visita a moschea del venerdi’ antica
  • Palazzo Ali Qapu
  • Giro nel bazaar
  • Visita ai ponti
  • Cena in ristorante tradizionale/albergo

§ Pernottamento a Isfahan

12 Martedi

30/04/2019

10 Ord

§ Isfahan-Kashan-Qom-Ibis

§ Visita a villaggio zoroastriano di Abyaneh

§ Visita a giardino Fin di Kashan

§ Visita a casa Tabatabee di Kashan

§ Visita a Qom

§ Cena in albergo Ibis

§ Pernottamento presso albergo Ibis

13 Mercoledi

01/05/2019

11 Ord

§ Volo per Roma da aeroporto IKIA

Condizioni

QUOTA INDIVIDUALE 2.850 EURO

SUPPLEMENTO SINGOLA: 360 EURO

CAPARRA DI 700 EURO DA VERSARE ENTRO IL 10 DICEMBRE 2018 

N.B. La caparra verrà restituita qualora il gruppo non si formasse. In caso di rinuncia da parte del viaggiatore, la caparra non verrà restituita.

SALDO ENTRO IL 15 MARZO 2019

La quota comprende

  • tariffe aeree per i voli internazionali
  • spese consolari
  • assicurazione medico, bagaglio
  • tutte le formalità da Teheran per il rilascio del visto in Italia
  • accoglienza e assistenza in aeroporto all’arrivo e alla partenza
  •  sistemazione come previsto dall’itinerario in alberghi da noi accuratamente selezionati per la miglior ospitalità e rapporto qualità/prezzo
  • colazione a buffet in albergo, pranzi e cene (dalla colazione del secondo giorno, compreso cena dell’ultimo giorno) in caratteristici ristoranti iraniani in tutte le località visitate, nei nostri mezzi di traporto verranno offerti il té, biscotti e una bottiglia d’acqua al giorno. Occasionalmente potrà essere effettuato un simpatico pic-nic all’iraniana, qualora le esigenze di viaggio lo rendessero necessario
  • trasporto dall’albergo alle località da visitare e ritorno con mezzi con aria condizionata e di qualità a completa disposizione per l’intera giornata
  • guida professionale specializzata in lingua italiana a disposizione che curerà personalmente l’interazione con tutto il personale di servizio locale
  • tutti gli ingressi ai siti archeologici ed ai musei
  • un volo interno per raggiungere località distanti e i trasferimenti dagli aeroporti agli alberghi

La quota non comprende

  • assicurazione annullamento viaggio
  • tutte le spese personali, lavanderia, chiamate telefoniche
  • mance alla guida e all’autista
  • tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”.

Per informazioni: antonello.sacchetti@gmail.com – 339 1369642

Climbing Iran. Incontro a Roma il 13 giugno

Climbing Iran. Incontro a Roma il 13 giugno con Francesca Borghetti, autrice del film documentario Climbing Iran. Partecipano Antonello Sacchetti, giornalista ed esperto di Iran, e Stefano ardito, scrittore e alpinista.

Appuntamento mercoledì 13 giugno alle 18,30 presso il Punto Einaudi Merulana, Largo Sant’Alfonso 3, Roma.

 

Come le sanzioni contro l’Iran colpiscono anche l’Italia

Intervista di Sputnik ad Antonello Sacchetti sulle conseguenze economiche del ritiro degli Usa dal JCPOA.

Le nuove sanzioni contro l’Iran rappresentano un’azione unilaterale di per sé molto pesante e molto grave. Ricordiamo che il famoso accordo del 14 luglio 2015 non è un accordo bilaterale fra Stati Uniti e Iran, ma ovviamente un accordo di un gruppo, 5 più 1, cioè i membri di sicurezza dell’ONU con la Germania e l’Iran. Il programma sul nucleare iraniano è stato uno dei casi diplomatici internazionali più scottanti degli ultimi 20 anni. Quando si ritira in modo totalmente autonomo la controparte più rilevante da un accordo come questo l’accaduto non può non avere un peso politico pesantissimo. L’agenzia internazionale per l’energia atomica ha smentito i sospetti degli Stati Uniti, sostenuti anche da Israele. Dall’entrata in vigore dell’accordo le ispezioni dell’AIEA si sono svolte regolarmente e non hanno mai rilevato violazioni. Nelle indicazioni di Trump inoltre non vi sono dati precisi, si tratta più di un umore.

Leggi l’intervista completa su Sputnik 

Chi era Ruhollah Khomeini

Era il 4 giugno 1989, lo stesso giorno del massacro di Tien An Men. A Teheran si consumava quello che molti definirono l’ultimo atto della rivoluzione iraniana. La morte dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica, è l’atto conclusivo di un processo rivoluzionario iniziato dieci anni prima, culminato con la cacciata dello scià Reza Pahlevi e la proclamazione della repubblica. I funerali di Khomeini, a cui partecipano almeno tre milioni di persone, sono l’ultimo grande evento di massa, l’ultimo grande atto della rivoluzione. Parafrasando Enrico Berlinguer, potremmo dire che quel giorno la rivoluzione iraniana “esaurisce la sua spinta propulsiva”. E il Paese entra in una fase storica diversa. La Storia si diverte a volte a giocare con i numeri: nel 1979 la rivoluzione, nel 1989 la morte di Khoemeini, nel 1999 la rivolta degli studenti, nel 2009 l’apertura di Obama e le elezioni presidenziali quanto mai importanti. Ma chi era Khomeini? Che importanza ha nella storia dell’Iran e del Medio Oriente? Qual è stato il suo contributo al pensiero politico islamico?

 Che rivoluzione è stata?

 A pensarci bene, quella iraniana è una rivoluzione ben strana, avvenuta contro l’apparente logica politica, come la rivoluzione comunista. Marx l’aveva profetizzata per i Paesi industrializzati, come Germania e Inghilterra, e invece si realizzò in Russia e in Cina, economicamente sottosviluppate. Lo stesso paradosso l’ha fatto registrare la rivoluzione islamica, la quale è avvenuta in Iran e non nei Paesi in cui sono nati i primi movimenti islamisti sunniti (Pakistan o Egitto), che hanno teorizzato per primi la creazione di uno stato islamico. Proprio nell’Iran, dove la tradizione sciita non prevede affatto che il clero prenda in mano le redini della politica. La teologia sciita afferma, già dalla fine del IX secolo, che la ricomposizione tra politica e religione sia affidata al Mahdi, il dodicesimo Imam nascosto che tornerà alla fine dei tempi per riportare l’ordine di Dio in terra. Fino ad allora religione e politica devono restare separate e non spetta certo al clero sciita chiedere o realizzare uno Stato islamico. In questo contesto il pensiero di Khomeini e i suoi sviluppi dopo il 1979 sono una novità sconvolgente, per il pensiero sciita. Sono tanti gli ayatollah che prendono le distanze da lui e lo criticano anche aspramente. Tra questi, Al Sistani, oggi punto di riferimento per milioni di sciiti iracheni. Non a caso Renzo Guolo definisce quella iraniana una “rivoluzione contro la tradizione religiosa”, che si realizza anche perché in Iran il clero è l’unica forza organizzata in grado prima di resistere e poi di sostituire la macchina repressiva dei Pahlavi. Ma resterà una rivoluzione più “sciita” che “islamica” e irrimediabilmente circoscritta all’Iran, malgrado gli sforzi di Khomeini di esportarla nei Paesi arabi.

L’impasto ideologico

Khomeini elabora la sua ideologia politica (la cosiddetta velayat e-faqih, letteralmente ”governo del giureconsulto”), attraverso diciassette lezioni nella moschea del bazar della città irachena di Najaf. Queste lezioni saranno raccolte in un libro intitolato La tutela del giureconsulto: il governo islamico.

I suoi discorsi – registrati su audiocassette – entrano clandestinamente in Iran e infiammano l’opposizione islamica. Sono tanti gli iraniani che si radunano in montagna, lontano degli occhi e dalle orecchie della Savak, la terribile polizia segreta dello scià, per ascoltare i suoi sermoni. Ma in molti credono che Khomeini avrà un ruolo marginale: una volta caduto lo scià, si ritirerà a vita privata, avrà un ruolo meramente religioso. Che le cose sarebbero andate diversamente lo si capisce un po’ alla volta. Certi atteggiamenti lasciano comunque il segno.

L’1 febbraio 1979, sull’aereo che lo riporta in Iran dopo 15 anni di esilio impostogli dallo scià, un giornalista gli chiede cosa prova a tornare in patria. “Hich”, “Niente”, è la glaciale risposta. È il destino di Dio che si compie, non c’è nessuno spazio per i sentimenti dei singoli, sembra voler dire. Sta di fatto che non pochi iraniani rimangono sbalorditi da quella battuta. E anche un po’ offesi. Un’amica, poco più che bambina nel 1979, ricorda ancora oggi: “La gente era morta nelle strade inneggiando a lui, all’aeroporto di Merabad lo aspettavano 4 milioni di persone. E quando gli chiedono cosa prova, lui risponde “niente”! Chissà, forse avremmo dovuto capire allora come sarebbe andato tutto quanto”. Quello stesso giorno Khomeini si reca in visita al cimitero di Beheshte Zahra e promette: “Man tu dahan-e in dolat mizanam (Io prendo a schiaffi questo governo)”.

E poi annuncia:

“Il diritto appartiene al popolo e il governo non ha il diritto di mantenerlo sotto la sua tutela: ma fino ad oggi è così che il popolo è stato trattato dallo scià e dal suo governo, violando le leggi internazionali. Per questo noi non riconosciamo la sua legittimità! “.

Slogan e obiettivi

“Ashura è sempre. Kerbala è ovunque”, amava ripetere Khomeini. Ashura e Kerbala, il tempo e il luogo del martirio dell’imam Hussein, figura chiave dello sciismo. Come dire: per il martirio è sempre il momento giusto. Ma la frase non è sua. Il fondatore della Repubblica islamica riprese una massima di Ali Shariati, filosofo iraniano poco conosciuto in Occidente. Avversario dello scià, formatosi nella Parigi del secondo dopoguerra, Shariati vedeva nello sciismo un movimento rivoluzionario marxista e terzomondista. Alcuni studiosi hanno accostato il suo “sciismo rosso” (che lui stesso distingueva dallo “sciismo nero” dei Safavidi) alla teologia della liberazione che proprio in quegli anni agitava il mondo cattolico. Shariati muore nel 1977, probabilmente ucciso dai sicari dello scià, e non fa in tempo a vedere la rivoluzione iraniana. Ma Khomeini attingerà a piene mani dal suo bagaglio ideologico, conquistandosi – almeno all’inizio – le simpatie della sinistra di tutto il mondo. I primi discorsi di Khomeini da leader della rivoluzione sono prettamente politici, non religiosi. Parla dei bisogni materiali del popolo, promette di dare l’acqua e la luce gratis a tutti. I suoi toni diverranno apocalittici soltanto dopo, nei terribili anni della guerra contro l’Iraq. Allora arriverà a dire che “la rivoluzione non è stata fatta certo per abbassare il prezzo dei pomodori “, ma per redimere il mondo. Visioni profetiche e questioni profane: va tenuto presente che il clero si impone in virtù non solo di un’organizzazione capillare, ma anche di un’enorme disponibilità economica. Nello sciismo, infatti, il fedele può scegliere una propria guida religiosa (marja’ al taqlid, “fonte di imitazione”) a cui devolvere anche il proprio sostegno economico. Khomeini, fin dal suo primo esilio in Turchia, accumulò un’autentica fortuna (valutabile in milioni di euro) proprio dalla sua rapida affermazione presso i bazarì, i commercianti benestanti. Che sono uno dei pilastri della società iraniana, oggi come ieri. Non c’è passaggio storico nella storia recente che avvenga senza l’approvazione dei bazarì. La rivoluzione del 1979 non fu opera soltanto di studenti, intellettuali e mullah. Il bazar ebbe un ruolo chiave nel cambio di regime e ha oggi un ruolo altrettanto decisivo nel mantenimento dello status quo.

Il leader

Khomeini è stato senza dubbio un comunicatore abilissimo. La tv iraniana manda ancora oggi in onda i suoi lunghissimi discorsi, intervallati da pause lunghissime e cariche di tensione. Dopo di lui la Repubblica islamica non è stata più la stessa cosa anche perché non c’è stato un leader altrettanto abile e carismatico. Sotto la sua influenza si è formato un’intera generazione di pasdaran, di “uomini nuovi”, fedeli alla Repubblica islamica più che alla famiglia di origine. Quella generazione ha oggi cinquant’anni e con Ahmadinejad ha conquistato i vertici del potere politico per la prima volta. Ma è una generazione orfana, senza un vero capo e quindi destinata a combattersi e a dividersi. Anche perché il mondo intorno non è più quello dell’epoca di Khomeini. Che – a suo modo – aveva previsto il grande cambiamento. L’ 1 gennaio 1989, pochi mesi prima di morire, scrive una lettera al segretario del Partito comunista sovietico Mikhail Gorbaciov in cui annuncia l’imminente crollo del comunismo e l’ascesa dell’Islam come pensiero politico negli anni Novanta. Se da leader Khomeini è apocalittico, da uomo politico è molto più pragmatico. Tuona contro Israele, ma durante la guerra con l’Iraq accetta volentieri la collaborazione di Tel Aviv. Che fornisce armi, informazioni e assistenza tecnica (circa 1.300 consiglieri).

 L’eredità

Cosa rimane di Khomeini? Chi arriva oggi a Teheran sbarca nel grande e modernissimo aeroporto a lui intitolato e vede ovunque sue immagini, negli uffici, nei murales. Ma quello che è avvenuto in Iran dopo di lui è frutto di dinamiche spesso contrapposte e in genere poco conosciute all’esterno. Nel 1988 si è conclusa l’immane e inutile strage della guerra con l’Iraq e sono stati liquidati migliaia di oppositori interni in carcere da anni. L’Iran dei primi anni Novanta è stremato da dieci anni di guerra e lotte interne. Cerca stabilità, punta alla ricostruzione. Da allora, alla presidenza si sono succeduti il pragmatico Rafsanjani, abile ad accumulare un patrimonio personale enorme, il timido riformista Khatami, l’incendiario ex pasdaran Ahmadinejad. Ma a comandare davvero è sempre la Guida Suprema Khamenei, succeduto a Khomeini nel 1989 e vero monarca col turbante. Come dicono alcuni, l’Iran è il Paese musulmano in cui si vota di più e si cambia di meno. Prevale sempre la logica del clan, non il senso dello Stato. Chi “è dei nostri” (khodi) decide, chi no (kheir-e khodi) subisce. Il concetto di “società civile”, entrato nel dibattito politico con Khatami, è ancora poco applicabile al contesto iraniano.

Il 70 per cento degli iraniani ha meno di 30 anni ed è quindi nato dopo la Rivoluzione. Khomeini è un’icona da celebrare in pubblico o disprezzare in privato. La Repubblica islamica sopravvive da quasi trent’anni al suo fondatore e per il momento non si intuiscono trasformazioni profonde e immediate. Khomeini è senza dubbio una figura tragica e forse sottovalutata a livello storico. Capace di crimini terribili e di intuizioni politiche notevole. Riflettere su Khomeini può essere utile per cercare di capire l’Iran e il ruolo che ha e avrà nel quadro geopolitico e culturale dei prossimi anni.

Cuore di Tenebra, trasmissione di Radio 3. Puntata del 21 maggio 2011 dedicata alla figura di Khomeini.  Antonella Ferrera ricostruisce la vita del fondatore della Repubblica islamica iraniana, anche attraverso un’intervista ad Antonello Sacchetti divisa in più parti.

Per ascoltare la puntata: Radio3 – Cuore di tenebra

L’Iran e le sfide del presente e del futuro

Secondo una credenza popolare del nord dell’Iran, quando tre rane cantano, vuol dire che sta per piovere. “La pioggia quando arriva?”, chiede Nima Yooshij alla rana in una sua celebre poesia del 1952: una metafora della rivoluzione, ma anche una premonizione.
Di lì a poco, infatti, l’Iran avrebbe conosciuto il golpe anti-Mossadeq, la “rivoluzione bianca”, voluta dallo scià per modernizzare il Paese, la rivoluzione del 1979 e la nascita della Repubblica islamica. Un Novecento vivace e drammatico ha portato nel terzo millennio un Iran con un’identità forte e apparentemente immutabile.
E oggi? Dopo lo storico accordo sul nucleare del 2015, la Repubblica islamica sembrava avviata a entrare a titolo definitivo nel mercato globale ma, almeno per il momento, le cose non sono andate nel senso sperato. l’Iran continua a rappresentare un Paese “altro”, affascinante e controverso, misterioso e per certi versi indecifrabile; in ogni caso da tenere a debita distanza!
Quali sfide e quali compromessi comporta tutto questo per la cultura e il popolo iraniano? Insomma: “La pioggia quando arriva?».
Partendo dal suo ultimo libro “La rana e la pioggia”, Antonello Sacchetti parla dell’Iran dei nostri giorni, Paese chiave in un Medio Oriente in continua trasformazione.

Antonello Sacchetti (Roma, 1971) è giornalista, blogger ed esperto appassionato di Iran.
Ha pubblicato con Infinito edizioni: I ragazzi di Teheran (2006), Misteri persiani (2008), Iran. La resa dei conti (2009) e Trans-Iran (2012). Dal 2012 cura il blog Diruz. L’Iran in italiano, da lui fondato. L’ultimo lavoro, La rana e la pioggia (2016).
Affascinato dall’Iran e dalla sua storia, ha intrapreso diversi viaggi in questo paese: “A me piace imparare l’Iran, studiarne la lingua, la cultura, la storia, conoscere gli iraniani, confrontarmi con le loro storie personali. Alla fine, quello che mi rimane è la bellezza dell’Iran”.

 

 

Viaggio in Iran nella primavera 2018

Viaggio in Iran nella primavera 2018

“Iran: l’Impero della Mente”, come lo chiamo’ lo studioso inglese Micheal Axworthy, nella sua celebre opera Empire of Mind (tradotta in italiano con il titolo “Breve storia dell’Iran”, Einaudi).

 

Viaggio in Iran nella primavera 2018

Non solo le città del tour classico, ovvero Teheran, Shiraz, Yazd e Isfahan, ma anche lo spettacolare deserto di Lut, i castelli della regione del Kerman, e la natura impervia dell’est dell’Iran, in un mix di storia, natura e sapori.

Con chi

Con Anita Mousavian, architetto e guida turistica ufficiale iraniana.

Quando

Dal 20 aprile al 2 maggio 2018.

 

Programma di viaggio

Venerdì 20 aprile

Roma – Teheran

  • Incontro con la guida in aeroporto
  • Trasferimento in hotel
  • Pernottamento a Teheran

Sabato 21 aprile

  • Visita di Teheran citta’
  • Museo Archeologico nazionale (parte antica e parte islamica)
  • Museo dei Gioielli
  • Ponte della natura oppure Ambasciata Usa
  • Cena a Darband
  • Pernottamento a Teheran

Domenica 22 aprile

  • Volo per Shiraz
  • Visita alla moschea Nasir-ol-Molk o delle Rose
  • Madrasa del Khan
  • Bazaar di Vakil
  • Pranzo
  • Moschea di Vakil
  • Hammam di Vakil
  • Tomba di Hafez
  • Cena in ristorante tradizionale

Lunedì 23 aprile

  • Trasferimento a Marvdasht e visita di Persepoli 
  • Visita Tombe rupestri di Naqsh-e-Rostam
  • Visita di Pasargade (Tomba di Ciro)
  • Ritorno a Shiraz
  • Cena
  • Moschea Re delle Lampade

 

Martedì 24 aprile

  • Trasferimento Shiraz-Kerman
  • Palazzo di Shapur a Sarvestan
  • Moschea del Venerdì di Neiriz
  • Pernottamento a Kerman

Mercoledì 25 aprile

  • Visita di Kerman
  • Complesso Ganj-Ali-Khan. Piazza e Hammam
  • Moschea del venerdi di Kerman
  • Fortezza di Rayen
  • Giardino Shazde di Mahan
  • Mausoleo del sufi Nematollah Vali a Mahan
  • Arrivo a Shahdad
  • Cena nel deserto di Lut con astronomo
  • Pernottamento in casa tradizionale a Shahdad

Giovedì 26 aprile

  • Partenza da Shahdad per caravanserraglio Zineddin
  • Visita di SarYazd o Fahraj (qualora si arrivi in orario)
  • Cena in caravanserraglio
  • Altro luogo dove si puo’ disporre di astronomo
  • Ballo del legno dei beluci
  • Pernottamento nel caravanserraglio

Venerdì 27 aprile

  • Giro di Yazd
  • Torri del Silenzio
  • Passeggiata in quartiere antico
  • Prigione Alessandro
  • Cupola 12 Imam
  • Pranzo
  • Presentazione sui tappeti
  • Museo dell’acqua
  • Piazza Amir Chakhmaq
  • Cena
  • Pernottamento a Yazd

Sabato 28 aprile

  • Yazd-Meybod-Naeen-Isfahan
  • Partenza da Yazd
  • Moschea di Fahraj
  • Castello Narin di Meybod
  • Caravanserraglio di Meybod
  • Moschea Naeen
  • Arrivo a Isfahan e cena in piazza
  • Pernottamento a Isfahan

Domenica 29 aprile

  • Isfahan
  • Moschea della Regina o Shaikh Lutfullah
  • Moschea dello Scia’
  • Tempo libero bazaar
  • Visita palazzo delle 40 colonne
  • Cena e pernottamento a Isfahan

Lunedì 30 aprile

  • Isfahan
  • Visita a cattedrale armena di Vank
  • Visita a moschea del venerdi’ antica
  • Palazzo Ali Qapu
  • Giro nel bazaar
  • Visita ai ponti
  • Cena in ristorante tradizionale/albergo
  • Pernottamento a Isfahan

Martedì 1 maggio

  • Isfahan-Kashan-Qom-Ibis
  • Visita a villaggio zoroastriano di Abyaneh
  • Visita a giardino Fin di Kashan
  • Visita a casa Tabatabee di Kashan
  • Visita a Qom
  • Cena in albergo Ibis
  • Pernottamento presso albergo Ibis

Mercoledì 2 maggio

  • Volo per Roma da aeroporto IKIA

Condizioni

QUOTA INDIVIDUALE 2.850 EURO

SUPPLEMENTO SINGOLA: 360 EURO

CAPARRA DI 700 EURO DA VERSARE ENTRO IL 30 GENNAIO 2018 

N.B. La caparra verrà restituita qualora il gruppo non si formasse. In caso di rinuncia da parte del viaggiatore, la caparra non verrà restituita.

SALDO ENTRO IL 20 MARZO 2018

La quota comprende

  • tariffe aeree per i voli internazionali
  • spese consolari
  • assicurazione medico, bagaglio
  • tutte le formalità da Teheran per il rilascio del visto in Italia
  • accoglienza e assistenza in aeroporto all’arrivo e alla partenza
  •  sistemazione come previsto dall’itinerario in alberghi da noi accuratamente selezionati per la miglior ospitalità e rapporto qualità/prezzo
  • colazione a buffet in albergo, pranzi e cene (dalla colazione del secondo giorno, compreso cena dell’ultimo giorno) in caratteristici ristoranti iraniani in tutte le località visitate, nei nostri mezzi di traporto verranno offerti il té, biscotti e una bottiglia d’acqua al giorno. Occasionalmente potrà essere effettuato un simpatico pic-nic all’iraniana, qualora le esigenze di viaggio lo rendessero necessario
  • trasporto dall’albergo alle località da visitare e ritorno con mezzi con aria condizionata e di qualità a completa disposizione per l’intera giornata
  • guida professionale specializzata in lingua italiana a disposizione che curerà personalmente l’interazione con tutto il personale di servizio locale
  • tutti gli ingressi ai siti archeologici ed ai musei
  • un volo interno per raggiungere località distanti e i trasferimenti dagli aeroporti agli alberghi

La quota non comprende

  • assicurazione annullamento viaggio
  • tutte le spese personali, lavanderia, chiamate telefoniche
  • mance alla guida e all’autista
  • tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”.

Per informazioni: antonello.sacchetti@gmail.com – 339 1369642

Leggi il racconto dell’ultimo viaggio in Iran

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