Senza Anna, con Anna

Anna Vanzan

La vigilia di Natale di questo incredibile e doloroso 2020 ci ha lasciati Anna Vanzan.

Era il 7 settembre quando partecipò a “Conversazioni sull’Iran” per parlare di femminismi islamici. La diretta fu interessantissima, ma il fuori onda – prima e dopo – fu esilarante. Anna era di ottimo umore, aveva passato una bella vacanza al mare e mi fece fare un sacco di risate.

Avremmo dovuto fare un’altra diretta il 19 novembre per parlare di “Mio zio Napoleone”, da lei tradotto, ma fummo costretti ad annullarla in extremis perché era stata appena ricoverata.

La sua scomparsa è una perdita enorme per la cultura italiana e per quella iraniana. Un dolore per tutti quelli che l’hanno conosciuta e che non la dimenticheranno mai.

Come ha scritto giustamente Farian Sabahi, il modo migliore per ricordarla è leggere tutto quello che ha scritto. Che è tantissimo e di valore.

E riascoltarla.

Ciao Anna.

4 Comments

  1. Mi dispiace molto, ho comprato “Mio zio Napoleone” qualche giorno fa e me lo sono regalato sotto l’albero. Sapevo che era anche una delle curatrici della collana per la Brioschi Editore. La cosa migliore è leggerlo subito allora.

  2. Condoglianze sentite per Anna.Nel panorama delle guerre ideologiche fra gli orientalisti italiani(bausaniani,gabrieliani, post68,radical left,islamisti moderati,ecc ),la prof .ssa Vanzan si e ‘sempre distinta per l’equilibrio,la signorilita’e quindi anche l’obiettivita’ricercativa che appunto da tutto questo deriva. Oltre alla sua grande attivita’di nel campo di organizzatrice e divulgatrice dell’iranistica,estesa poi a tutto l’ambito degli studi islamici. Adesso,Anna,nei cieli superiori dei paradisi di Abu’ala’al Marri,ci osserva e forse ci aiutera’e guidera’, per portare avanti il suo lavoro interrotto.E,quindi sorge spontanea una domanda e un appello: di trovare dei suoi degni successori,che almeno non facciano ricadere l’intero orientalismo italiano nelle sue guerre ideologiche del ventesimo secolo,arenandolo del tutto.
    Ciao,con onore,Anna

  3. Ho “conosciuto” Anna leggendo il suo “Diario Persiano” in volo verso Tehran… e proprio l’altro giorno ho finito “Mio zio Napoleone”… Buon viaggio, Anna, e grazie per aver contribuito ad allargare i miei orizzonti, e avermi fatto amare ancora di più lo splendido popolo iraniano.

  4. Mamma mia che bruttissima notizia. Anche io ho comprato “Mio zio Napoleone” anche perchè mi fidavo ciecamente della sua traduzione

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