L’ultimo passo (Peleh Akhar in persiano, The last step nel titolo in inglese) è uno dei tanti film iraniani che difficilmente saranno distribuiti in Italia. Ed è un peccato. Vincitore al Festival Fajr 2012 del premio per il migliore adattamento, è stato proiettato a Roma nell’ambito del MedFilmFest.

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Protagonista è l’immensa Leila Hatami, autentica leggenda in patria, recentemente scoperta dal grande pubblico italiano grazie a Una separazione.

Il film è scritto, diretto e interpretato dal di lei marito Ali Mosaffa che, a  dire il vero, si dimostra più bravo come sceneggiatore e regista che come attore.

L’opera non è da poco: liberamente ispirato a I morti di James Joyce e alla Morte di Ivan Il’ic di Lev Tolstoj, il film racconta gli ultimi giorni di vita di Koshrow, ingegnere sposato con un’attrice. L’ultimo passo è l’ultima caduta, l’ultimo scoglio, l’ennesimo colpo ricevuto dalla vita.

Non è un film facilissimo: i primi minuti sono piuttosto nebulosi, ma col passare dei minuti tutto il racconto si fa più affascinante .

Non dico altro, anche perché, chissà, magari un distributore italiano prima o poi lo trova…

Antonello Sacchetti

Giornalista, blogger, podcaster, autore di diversi libri sull'Iran.

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