La politica estera, l’Europa e gli Stati Uniti. E l'Iran. Un'analisi di Davood Abbasi della situazione internazionale

In quella Bibbia della narrativa mondiale intitolata Pañchatantra, antica raccolta indiana di favole in prosa e versi, che poi venne veicolata nel mondo dagli antichi persiani con il nome di Kelile va Demne (due sciacalli che raccontano le loro vicende), vi è la famosa storia della volpe, del cammello e del leone, una fiaba che rimbomba nella mente ogni volta che ci sono in ballo decisioni di politica estera dell’Unione europea.

Nella fiaba, il cammello, convinto dalla volpe, entra al servizio del leone, ed in una situazione di crisi, quando il leone non è più in grado di cacciare, il cammello viene condotto dal leone e indotto a dire che sarebbe pronto a sacrificarsi per lui; il leone non se lo fa ripetere due volte e sbrana il cammello, sfamandosi, e lasciando i rimasugli alla volpe.

L’Unione europea che per molti versi, è nata come una speranza di cambiamento e di pace, e che ha avuto ed ha ancora le carte in regola per tornare ad essere “il cuore del mondo”, oggi purtroppo è relegata a svolgere il ruolo del cammello, con la volpe, il Regno Unito, che svolge il ruolo di agente degli Stati Uniti, che corrispondono al leone della storia.

Se il cammello nella fiaba venne mangiato una volta sola, nel corso degli ultimi anni, più volte gli interessi nazionali di nazioni europee e alle volte di tutta l’Unione, sono stati sacrificati per gli interessi degli Stati Uniti.

L’ultimo caso della serie, è stato quello della guerra in Ucraina. L’aggressione russa all’Ucraina, condannabile in quanto aggressione, è nata a seguito di tutta una serie di cause e ragioni, che l’Europa avrebbe potuto evitare. L’Ucraina è stata utilizzata dagli Stati Uniti come avamposto e testa di ponte per mettere sotto pressione la Russia, che nonostante le pesanti conseguenze di un’azione militare (ed è ingenuo pensare che i russi non lo avessero messo in conto), ha optato per l’attuale intervento.

Un intervento che colpisce più di tutti il popolo ucraino, che intacca la forza militare della Russia e la sua economia, ma soprattutto è risultata micidiale per l’Europa. I paesi dell’Ue si sono ritrovati con tassi di inflazione senza precedenti, problemi di gestione in inverno, penuria di fonti di energia, ed ecc…, e per giunta devono finanziare l’invio di armi all’Ucraina; armi quasi totalmente fornite dagli Stati Uniti, che al contempo hanno fatto registrare nuovi record nella vendita di gas all’Europa. Insomma, come minimo si può dire che tale guerra ha fatto guadagnare molto gli americani, e questo dovrebbe far riflettere, più che russi ed ucraini, gli europei.

Altro partner naturale di primo rilievo dell’Europa, è l’Iran, secondo proprio ai russi per riserve di gas, grande produttore di petrolio, ma soprattutto culla di una popolazione indoeuropea che sotto il profilo etnico e linguistico, ha molto in comune con l’Occidente, visto che la Persia, come la Grecia, ha avuto il suo ruolo nella creazione della cultura mondiale e quella occidentale. È di questi giorni lo sforzo mirato ad incrementare l’ostilità della politica estera europea nei confronti dell’Iran.

Si discute di inserire il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica (famosi come Pasdaran per il nome persiano che significa appunto Guardiani), nella lista delle formazioni terroristiche. Un’azione folle, perchè classificare come terrorista un esercito ufficiale di una nazione, equivale ad una dichiarazione di guerra; bisogna tener conto del fatto che l’Europa esegue già le sanzioni ai danni dell’Iran, volute dagli Stati Uniti, e che infatti non sono sottoscritte dalle Nazioni Unite. Anzi, non bisogna dimenticare che tali sanzioni sarebbero dovute terminare, in base all’accordo nucleare siglato nel 2015, dalla quale però Trump si volle ritirare, costringendo l’Europa a seguirlo e a ricreare un problema con l’Iran, che però si era risolto grazie ad anni di negoziati.

Le sanzioni contro l’Iran, messo fuori persino dal sistema bancario internazionale SWIFT, hanno inflitto pressioni economiche pesantissime alla popolazione del Paese, anche se gli ideatori di tali sanzioni, continuano a sostenere che tale atto non nuoce alla popolazione ma al governo. Agire contro i Pasdaran, completerebbe la serie di azioni ostili contro il Paese mediorientale, ma l’Europa si dovrebbe chiedere in primis quale siano i suoi interessi nell’accanirsi contro l’Iran.

Sui Pasdaran, bisogna ricordare che sono quello stesso corpo, che negli anni di distrazione totale dell’Occidente, organizzarono materialmente la resistenza irachena per contrastare l’Isis; a mettere in sesto le forze dei volontari iracheni alle porte di Baghad, e respingere l’Isis, e poi sconfiggerlo in Siria, fu proprio quel generale dei Pasdaran, Qassem Soleimani, che Trump decise di assassinare con un attentato nel 2019. Ancora oggi l’Europa non si rende conto che l’assassinio di Soleimani, fu in realtà una sorta di strage di Capaci per il Medioriente. Giovanni Falcone, l’eroe della lotta alla mafia, veniva assassinato (ufficialmente da Cosa Nostra), e Soleimani, l’eroe della lotta all’Isis, è stato eliminato, dagli americani, che non hanno sentito nemmeno la necessità di nascondersi. I Pasdaran sono anche coloro che hanno compiuto passi innegabili (e ogni anno le Nazioni Unite lo riconoscono), nella lotta al narcotraffico ai confini orientali dell’Iran, ossia al confine con Afghanistan e Pakistan, bloccando trafficanti che mirano a fare arrivare la loro droga in Europa.

È lecito osservare che si tratta di un esercito non allineato agli Stati Uniti e all’Occidente, o che è animato da un’ideologia diversa da quella europea, ma è impossibile negare l’azione pacificante, stabilizzante e responsabile che tale corpo ha svolto negli anni della sua esistenza. Come spiegato, le conseguenze dell’azione dei Pasdaran hanno favorito nettamente anche gli interessi europei.

Essendo un’azione folle, non sembra che l’Europa voglia catalogare come terrorista il corpo dei Pasdaran, e sembra che voglia ignorare il parere non vincolante del Parlamento europeo, ma è comunque importante auspicare che un giorno l’Unione europea, possa diventare un attore indipendente anche in politica estera e internazionale, semplicemente a favore dei propri interessi.

La Libia, l’Iraq, l’Afghanistan…, sono tanti i dossier in cui l’Europa è stata trascinata dagli Stati Uniti, senza ricevere nessun compenso, e dovendo addirittura pagare le conseguenze. Per l’Italia è cruciale l’esempio della Libia, prima e dopo l’attacco alla nazione.

Qualcuno potrebbe pensare che è vero che gli errori sono stati tanti, che tanti libici, iracheni, afgani ed ecc… sono stati uccisi innocenti, ma che sono solo “gli effetti collaterali” della lotta per la libertà e la democrazia condotta dagli Stati Uniti e dai suoi alleati.

Purtroppo nemmeno questo corrisponde alla realtà. Gli Stati Uniti e gli alleati europei (nel migliore dei casi potremmo dire che l’Europa lo fa contro la propria volontà), portano avanti le loro malefatte “mondiali”; l’Arabia Saudita, con le armi che compra in abbondanza da Europa e Stati Uniti, ha ucciso per anni e continua a sterminare la popolazione dello Yemen. Cristiano Ronaldo, il calcio, ed altri giochi di Bin Salman sono uno strumento per far dimenticare la morte di centinaia di migliaia di yemeniti, e di innocenti assassinati come Khashoggi o lo sceicco Al Nimr.

La Palestina rimane lì come problema da decenni, e lo stillicidio dei palestinesi, non fa più nemmeno notizia nelle cronache quotidiane occidentali; sono diventati un pò gli “indiani d’America” degli israeliani, è normale ucciderli e fare loro del male, perchè “i nostri” sono gli israeliani e loro “i diversi”. Guai a chi si chiede perchè questo sia diventato un principio per la politica occidentale.

Il ministro degli Esteri italiano Tajani, tanto bravo a criticare l’Iran, ha solo il potere di “elemosinare” giustizia per il povero Regeni in Egitto, visto che la dittatura militare della nazione sta al potere con il beneplacito degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti sostengono regimi orribili, ed in tutto ciò l’Europa li segue.

Se poi qualcuno pensa che i musulmani siano “il problema”, “il nemico”, “l’asse del male”, ecc…, è triste pensare come la cristianissima Cuba, continui a patire sanzioni da oltre 60 anni.  

Sicuramente, una politica estera indipendente, potrebbe procurare interessi non irrilevanti all’Unione Europea; al di là della questione del denaro, fornirebbe al mondo intero un’immagine più conforme alla realtà dei popoli europei e del loro modo di pensare, che purtroppo, ad oggi, nei diversi continenti, viene percepito come “la stessa cosa degli Stati Uniti”; una semplificazione e schematizzazione molto dolorosa, soprattutto per chi ama l’Europa e non ha perso le speranze in essa, ma che non può essere evitata, perlomeno fino a quando l’Unione sarà disposta a sottoscrivere in tutto e per tutto la politica estera americana.

In Iran, oggi, a torto o a ragione, l’Europa, e nel dettaglio Italia, Francia e Germania, non vengono ancora percepiti da tutti come “la stessa cosa degli Stati Uniti”; ora sta all’Europa decidere se è un bene che ciò avvenga.

Davood Abbasi

Giornalista e ingegnere iraniano.

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