Rondini e fiori

Italia: Una rondine non fa primavera

Iran: با یک گل بهار نمیشود
[Baa yek ghol bahaar nemishavad]


Il proverbio italiano è la traccia di un più antico proverbio greco, noto come Μία χελιδὼν ἔαρ οὐ ποιεἶ, successivamente tradotto in latino con l’espressione Una hirundo non facit ver.


La locuzione greca compare per la prima volta nell’Etica Nicomachea di Aristotele con la seguente esplicazione: «Come una rondine non fa primavera, né la fa un solo giorno di sole, così un solo giorno o un breve spazio di tempo non fanno felice nessuno».

Ciò a significare che un evento isolato non costituisce fatto certo e sicuro, sottolineando come da un singolo evento non si possa saltare subito a conclusioni. Questo proverbio esorta ad una più opportuna e solida analisi dei fatti e lo fa ricorrendo ad elementi naturali quali la primavera e la rondine, simbolo della stessa. Così, osservando il cielo in un bel giorno di fine marzo, ad esempio, potrebbe capitarci di intravedere una bella rondine e pensare che la primavera sia arrivata e, presi dall’entusiasmo, magari rientrare a casa pronti per fare il cambio di stagione nel nostro armadio ma…ecco che subito ci ricordiamo del nostro proverbio Una rondine non fa primavera!, appunto, che ci invita ad attendere ancora qualche giorno prima di estrarre soprabiti colorati e magliette a manica
corta!

E in persiano? Cosa succede? Quale detto popolare viene in soccorso in una calda giornata di fine marzo per evitare un improvviso raffreddore?
Il proverbio è quasi identico, ovvero Baa yek ghol bahaar nemishavad (Un fiore non fa primavera). Al posto della rondine vi è, quindi, il fiore a simboleggiare la mite stagione mentre gli altri rimandi linguistici, allegorici e culturali sono simili. Simili ma non identici.

Perché? Perché il fiore e non la rondine? A quanto pare essa rappresenta la caducità del tempo poiché la sua vita è di circa due anni, oltre a essere associata alla migrazione, e dunque è il fiore l’elemento naturale scelto per essere associato alla primavera, stagione particolarmente speciale per gli iraniani poiché il Noruz, ovvero il Capodanno persiano, si festeggia il giorno dell’equinozio di primavera; dunque, la primavera rappresenta per gli iraniani la gioia del nuovo inizio e la rondine non è opportuna come allegoria di un periodo dell’anno in cui tutto si rinnova, tutto si rigenera e la bellezza del Creato e del creare si fanno spazio.

Insomma, proverbi simili e morale identica. È proprio il caso di dire.. tutto il mondo è paese!

Sono una mediatrice interculturale specializzata in traduzione letteraria e giuridico-amministrativa, da circa tre anni insegnante a tempo pieno di lingue e culture straniere. Le mie passioni principali sono la linguistica e l'antropologia culturale intorno alle quali orbita il piacere per la conoscenza, in qualunque sua forma: che sia attraverso il cinema, la letteratura, l'arte culinaria oppure tramite i viaggi e le conversazioni...insomma, "scoprire moltitudini", è il mio mantra!

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