Un mosaico di passione

Il poeta persiano Rumi scrisse che la verità è uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi. Ognuno di noi ne raccoglie un frammento e, specchiandosi, ritrova solo una parte di verità. In questo libro denso e conciso, ricco di informazioni e spunti, Antonello Sacchetti offre al lettore tanti diversi frammenti. Appassionato di cultura persiana, ne ha studiato la lingua e – come gli iraniani – intercala prosa e poesia. Il risultato è una lettura scorrevole, piacevole. Molte le citazioni letterarie, a cominciare dal titolo (che non sveleremo). Per poi passare al cinema, con suggerimenti preziosi. In questo centinaio di pagine, la politica è in un certo senso il filo conduttore con i suoi protagonisti, le elezioni osservate da vicino presso la sede diplomatica iraniana a Roma, le opinioni degli amici e conoscenti.

Qui e là scopriamo un sistema legale in cui le autorità religiose permettono (da tempo) di prendere un utero in affitto e (per la povera gente) persino vendere un rene. Un sistema legale dove sono presenti istituti giuridici curiosi come il mehrieh (la dote che il promesso sposo deve versare alla futura moglie) e il diyeh (il prezzo del sangue, ovvero il risarcimento in denaro che ti può salvare dalla forca in caso di condanna per omicidio).

E non è tutto. Antonello Sacchetti porge al lettore informazioni preziose sulla tecnologia di altissimo livello utilizzata in Iran, le politiche ambientali della Repubblica islamica e l’importanza delle energie rinnovabili. Pagina dopo pagina scopriamo anche un atteggiamento diverso (rispetto all’Europa) nei confronti dei rifugiati: l’Iran ospita un milione di afgani registrati presso l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati e a metà aprile del 2016 i commissari dell’Unione europea in visita a Teheran hanno offerto sei milioni e mezzo di euro stanziati da Bruxelles per contribuire alla loro assistenza sanitaria e all’istruzione. Augurandosi che, così facendo, decidano di stare in Iran e non bussino pure loro alle porte dell’Europa. Il filo conduttore di questo libro  è la passione (contagiosa) che ha portato Antonello Sacchetti in Iran. Tante volte. Anche come accompagnatore di gruppi. Perché viaggiare è vivere due volte, scrisse il poeta Omar Khayyam. Come ha detto il presidente Hassan Rouhani a Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, l’Iran e l’Italia hanno in comune la grande bellezza. E, aggiungiamo noi, una storia millenaria. Quello che oggi chiamiamo Iran non è altro che l’antica Persia. Il nome cambia il 21 marzo 1935. Da quel momento sulle cartine geografiche appare un nuovo Stato. Si chiama Iran. A prendere questa decisione è Reza Shah, il fondatore della dinastia Pahlavi e padre dell’ultimo imperatore scappato il 16 gennaio 1979, durante la Rivoluzione. Un cambiamento accompagnato da molti altri, che servono ad arginare le influenze straniere e ad accentuare il nazionalismo volto a compattare un Paese dalla storia millenaria e dalle tante anime. Ognuna frammento di un mosaico complesso.

Farian Sabahi, docente, giornalista e scrittrice specializzata su Iran e Yemen

Titolo: LA RANA E LA PIOGGIA L’Iran e le sfide del presente e del futuro
Autore: Antonello Sacchetti
Caratteristiche: Formato cm. 14,5×21,5, copertina a colori, filo refe
Pagine: 112
Prezzo: euro 11.50
Isbn: 9788868611477
Anno di pubblicazione: 2016

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