Teheran verso le elezioni/4

Colpo di scena finale. A meno di mezz’ora dalla chiusura dei termini, Ali Akbar Rafsanjani si è registrato per le presidenziali del 14 giugno. Registrazione in “zona Cesarini” anche quella di Esfandiar Rahim Mashai, arrivato al ministero dell’Interno accompagnato dal presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad, suo sodale e consuocero. In extremis anche la registrazione di Saeed Jalili, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e capo negoziatore sulla questione nucleare.

Difficile che il Consiglio dei Guardiani approvi la candidatura di Mashai, mentre quella di Rafsanjani è praticamente blindata. Anche perché per settimane il due volte presidente aveva detto che non si sarebbe mai candidato contro il volere della Guida Khamenei. Evidentemente, qualcosa tra i due, nel frattempo, è cambiato.

L’entrato in campo di Rafsanjani spariglia lo scenario – comunque ancora nebuloso – fin qui delineatosi. Secondo il ministero degli Interni si sono registrate circa 700 persone. Di queste, secondo l’agenzia ISNA, sono figure politiche interne al sistema, alcune di lungo corso.

Il fronte conservatore, per contrastare Rafsanjani, deve a questo punto concentrare le proprie forze su un unico candidato. Difficile dire se sarà Qalibaf. Più probabile che si possa trovare unità su Jalili o Velayati.

Di sicuro, un numero non indifferente di candidati si ritirerà dalla competizione per appoggiare uno dei due big scesi in campo. L’ex presidente riformista Khatami ha elogiato sul proprio sito web la candidatura di Rafsanjani, dando una precisa indicazione di voto.

Altri candidati moderati e riformisti – Hassan Rowhani, Mohammad Reza Aref, Mostafa Kavakebian, hanno già annunciato il loro ritiro e il loro appoggio a Rafsanjani.

La palla adesso passa al Consiglio dei Guardiani.

Lascia un commento

*

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.