Alitalia chiude tratta Roma-Teheran

È il preludio alla “ritirata” italiana dall’Iran?

“Perché isolare un paese? Chiudere la tratta Teheran-Roma dell’Alitalia è davvero un pessimo messaggio. Cancellare anni di diplomazia e di dialogo. Eravamo i primi partner commerciali dell’Iran. Basta sanzioni”. Cosi scrive su Twitter, Tiziana Buccico, italiana che ha vissuto per anni a Teheran; è una delle migliaia di persone a protestare,soprattutto sui social network, all’indomani della decisione di Alitalia di sospenderei voli Roma-Teheran a partire dal primo gennaio 2019.

Le conseguenze economiche

“La decisione di Alitalia è davvero sconcertante. Avere un volo quotidiano da Roma a Teheran era un punto di forza della nostra compagnia di bandiera, in una fase politica in cui i rapporti economici tra Italia e Iran si erano rafforzati molto”; lo dichiara Antonello Sacchetti, giornalista esperto di Iran di cui è uscito in Italia, da poche settimane, il libro”Iran, 1979“, che descrive le fasi cruciali della rivoluzione islamica di 40 anni fa, e che sta incontrando l’apprezzamento degli esperti e della critica. ” Da un punto di vista strettamente commerciale, è una scelta suicida, spiega il giornalista romano, perché Alitalia si priva di un numero di clienti elevato e potenzialmente in crescita”. In effetti ora viene messo in pericolo anche il discreto trend di viaggi di piacere degli italiani in Iran; il turismo era un’altra fonte di guadagno per Teheran che questa misura colpirà.

Farian Sabahi, docente di relazioni internazionali del Medioriente all’Università della Valle d’Aosta, spiega il perché di una misura che economicamente appare controproducente: “Le grandi aziende (e quindi Alitalia), temono le sanzioni a stelle e strisce, per questo escono dal mercato iraniano. Inoltre hanno problemi a essere pagati dagli iraniani a causa delle sanzioni finanziarie”.

La docente che tiene corsi in Confindustria ed alla camera di Commercio estero del Piemonte, aggiunge però: “Ho riscontrato comunque la volontà di parecchie imprese a continuare il business con Teheran ricorrendo ad escamotage come la triangolazione con paesi terzi per la vendita, consegna e pagamenti”.

L’Italia è il primo partner commerciale dell’Iran in Europa e potrebbe essere il paese a pagare maggiormente l’ultima serie di sanzioni di Trump. L’anno scorso il valore delle esportazioni italiane in Iran è stato di almeno 1,7 miliardi di euro; macchinari per l’industria e medicinali;quest’ultimi sono soprattutto quelli per la cura di malattie gravi come il cancro; ora che queste non arrivano più, i pazienti iraniani hanno meno speranze per vivere.

Significato politico

Antonello Sacchetti non ha dubbi: “Questo improvviso e improvvido omaggio alla linea Trump, ha un valore simbolico davvero nefasto perché sembra presagire una ritirata italiana dall’Iran”.

Tiziana Ciavardini, giornalista italiana che fa spola tra l’Iran e l’Italia, è una delle prime a riferire la notizia della fine del volo Roma-Teheran sul suo profilo Fb, dove tanti iraniani residenti in Italia hanno espresso il loro stupore. Commenta: “Gli effetti collaterali delle sanzioni di Trump si fanno sentire fortemente dopo questa ultima decisione da parte di Alitalia di chiudere i voli da e per Teheran”. L’editorialista del Fatto Quotidiano ricorda: “Trump parla e noi obbediamo agli ordini dati. In cambio di cosa poi? È ben chiaro ormai a tutti che il “regime change” di Trump non è altro che una trappola mortale”.

La prende con più filosofia invece Farian Sabahi: “Questo secondo round di sanzioni voluto da Trump è destinato al fallimento perché non c’è unanimità di consenso attorno a questa decisione. Cina, Russia e UE sono contrari e cercano il modo per sfuggire alle decisioni di Trump”.

Bisognerà aspettare i prossimi mesi; l’amministrazione Trump potrebbe pretendere dall’Italia anche la fine delle importazioni di petrolio. Alessia Amighini, professoressa di economia all’Università del Piemonte Orientale,crede che gli americani potrebbero fare pressioni anche in questo senso.