Stramaccioni-Esteghlal: azzurro italiano

Nemmeno la fantasia del maestro del cinema iraniano Asghar Farhadì avrebbe potuto partorire una storia così: c’è il calcio che è la passione di milioni di iraniani, c’è l’Italia rappresentata dal tecnico Andrea Stramaccioni, c’è l’Iran rappresentato da uno dei suoi club più mitici, l’Esteghlal di Teheran, c’è la politica con le sanzioni che impediscono i pagamenti al ct italiano, c’è la fuga del ct italiano dall’Iran, c’è la protesta di centinaia di persone a Teheran che hanno invocato il suo ritorno costringendo alle dimissioni l’Amministratore delegato dell’Esteghlal, ci sono 13 mila tweet in una sola giornata; e proprio come nei film di Farhadì, che hanno il finale aperto, nessuno sa come andrà a finire. Ma andiamo per ordine.

L’inizio difficile

L’avventura in Iran di Andrea Stramaccioni, 43enne romano, ex tecnico di Inter, Udinese, Panathīnaïkos e Sparta Praga, inizia con un contratto di 1.5 milioni di euro per due anni, al servizio dell’Esteghal di Teheran. Il club fondato dallo Scià prima della rivoluzione (si chiamava Taj o corona e in esso giocava anche uno dei principi Pahlavì), vanta 8 campionati iraniani, 7 Coppe di Iran (record) e 2 titoli della Champions League asiatica, che
ne fanno il club iraniano più decorato a livello internazionale.
Stramaccioni arriva in ritardo (non per colpa sua) e la prima partita è una disfatta totale. L’Esteghlal prende un goal al 90esimo dal non tanto forte Machine Sazì, il tecnico romano va su tutte le furie. In conferenza stampa dice arrabbiatissimo che non ha potuto avere a disposizione l’interprete per parlare coi suoi giocatori.


Alla seconda e terza giornata di campionato il team riesce a ottenere due pareggi e poi alla quarta giornata nel grande derby di Teheran con il Persepolis, l’Esteghlal perde per uno a zero. Con tale sconfitta Stramaccioni e l’Esteghlal sono penultimi in classifica e l’amministratore delegato Amirhossein Fathì si presenta in tv e dinanzi alle critiche dei 30 milioni di tifosi dell’Esteghlal (sono davvero cosi tanti), promette che la situazione
cambierà e che bisogna dare tempo al tecnico italiano.

Il miracolo

L’Esteghlal intanto vince nelle partite di Coppa d’Iran e arrivano due nuovi giocatori, il croato Hrvoje Milić e l’attaccante del Mali Cheick Diabaté.
Stramaccioni trasforma il modulo dell’Esteghlal. Il club di Teheran che veste azzurro come la nazionale italiana (è puro caso), inizia a giocare un moderno 3-5-2, ed inizia a inscenare un ottimo tiki-taka. Stramaccioni scopre anche in attacco una rivelazione di 19 anni, Mahdi Ghaedi, che in questo momento è il capocannoniere del campionato iraniano.
L’Esteghlal inizia una serie di 9 vittorie consecutive che lo porta in testa alla classifica del campionato a 16 squadre, cosa che non accadeva da sei anni.


La crisi attuale

Domenica scorsa, un giorno prima della partita della 14esima giornata di campionato, Andrea Stramaccioni lascia l’Iran. Dichiara di aver reciso unilateralmente il contratto perché la FIFA ha segnalato irregolarità nei suoi pagamenti. A Teheran invece, si pensa che se ne sia andato per mancati pagamenti. Dai giocatori all’amministratore delegato della squadra, dall’ambasciata d’Italia a Teheran al ministero degli esteri iraniano, tutti
commentano la vicenda; l’affaire Esteghlal diventa un caso nazionale.
Lunedi mattina centinaia di tifosi manifestano davanti al ministero dello sport iraniano; il ministro dello sport, Masoud Soltanifar, è accusato di indifferenza nei confronti del caso dell’allenatore italiano, e addirittura lo definiscono sostenitore del Persepolis, il club rivale dell’Esteghlal. E allora lo slogan “Vazir-e-Perspolisi-Nemi Khaim-Nemi Khaim” (Il ministro del Persepoli non lo vogliamo, non lo vogliamo), inizia ad echeggiare e alla fine interviene la polizia per disperdere i tifosi; tifosi che attaccano la sede del club, rompono il portone d’ingresso e verranno dispersi solo con l’intervento, questa volta, delle teste di cuoio iraniane.

Una storia d’amore


Il pomeriggio l’Esteghlal gioca ma ottiene solo un pareggio. La mancanza di Stramaccioni si fa vedere da subito. Qualche ora dopo il mister rivela ai media di aver visto la partita dall’Italia con il cuore infranto.

I media iraniani pubblicano le traduzioni delle interviste di Stramaccioni con Il Messaggero ed altri media, in cui il ct italiano ammette di avere nel cuore i tifosi e l’Iran. La speranza si accende nei tifosi perché Stramaccioni spiega che se i problemi si risolveranno ed il club dimostrerà di poter garantire una situazione senza irregolarità (difficile in presenza di sanzioni internazionali), lui è pronto a tornare immediatamente. La telenovela prosegue e si diffondono le notizie più disparate; che Stramaccioni incontrerà in Turchia rappresentanti dell’Esteghlal, che lo farà il suo agente, che tra 48 ore si saprà se tornerà o no, ma ciò che è sicuro è che lui oggi è amatissimo.
Ed in tutta questa storia l’esito più importante è che Iran e Italia, all’improvviso, si conoscono molto di più; Stramaccioni e la consorte nelle interviste parlano delle bellezze dell’Iran e dell’accoglienza degli iraniani, i media iraniani parlano molto più di Italia e hanno coniato un nuovo termine per il colore della maglietta dell’Esteghlal: “azzurro italiano”.