Zone di libero scambio in Iran: cosa sono

Zone di libero scambio in Iran: cosa sono

Esistono varie forme di entità aziendali che possono essere registrate ai sensi delle leggi dell’Iran. E’ quindi necessario scegliere la struttura legale appropriata che meglio si adatta alle intenzioni di business.

Il primo passo necessario per avviare una qualsiasi forma di attività in Iran è registrare legalmente l’entità commerciale, la sede e la filiale della vostra società presso il Dipartimento del registro generale.

Se cercate di una situazione più facile per investire in Iran,vi raccomandiamo le zone di libero scambio.

Queste zone sono create per facilitare le procedure di infrastrutture , crescita economica e attività commerciali attraverso concessioni speciali, ad esempio l’esenzione dei dazi di importazione delle merci , l’assenza di imposte e la presenza di una normative in materia più leggera.

Altre tipi di concessioni sono:

  1. Esenzioni fiscali per 20 anni
  2. Nessuno tipo di restrizione per i partner commerciali esteri.
  3. Non è necessario il visto per entrare e uscire da queste zone.

 

Insomma, queste zone sono ottime aree per gli stranieri nonché un’eccellente opportunità per gli investitori esteri.

Nello specifico le zone di libero scambio sono : Kish, Qeshm, Arvand, Aras, Chabahar, Anzali.

 

È bene sapere che a Chabahar gli investitori esteri possono assumere operai e impiegati esteri per una quota massima pari al 10% del numero totale di tutti gli operai e gli impiegati.

Seguiranno a breve altri articoli sulle zone di libero scampio.

 

Per essere in contatto con il nostro studio e per maggiori informazioni, contattateci attraverso la e-mail : m.perperook@yahoo.com

Studio legale Armani

Come uno straniero può aprire un’impresa in Iran

Eravate a conoscenza del fatto che uno straniero può essere proprietario al 100% di una società iraniana? L’Iran offre alle imprese e alle società estere, specialmente quelle italiane, la possibilità di registrare una società indipendente in Iran invece di avere qui la sede delle loro imprese.

In che modo ? Perché?

Perché le imprese estere devono sottoscrivere un impegno giudiziario con il governo della Repubblica Islamica dell’Iran in cui devono dare il permesso di dissoluzione unilaterale della loro sede in Iran.

Allora perché tanti problemi quando è possibile registrare una società joint venture con la proprietà completa (al 100%) di uno straniero?

Eravate al corrente, inoltre, che potete usare il nome della vostra società qui in Iran?

È bene sapere che è possibile stabilire la sede (o anche più sedi ) legale della vostra società in Iran in tempi molto brevi.

La procedura può essere svolta in due modi:
1. In esclusiva
2. in convenzione.

Secondo la legge n.3 del registro delle imprese, l’attività delle società estere dipende dal suo stato legale nel paese d’origine e dalla registrazione nell’ufficio del registro in Iran. Quindi la legalità della società deve essere verificata (confermata) nel paese d’origine. Se qualcuno vuole registrarsi in Iran, deve attenersi alle regole sottoscritte; da notare che, in base alla legge n.4, articolo B, non c’è nessuna restrizione nella percentuale di contributo dell’investitore straniero.
Gli investitori stranieri possono registrare una società iraniana e le quote appartengono al 100% agli azionisti stranieri.

PS.

L’investitore straniero è quella persona giuridica, non iraniana, e/o che utilizza capitale di provenienza estera, a cui è stato concesso il permesso di investimento secondo la clausola numero 6

Per informazioni contattare “Studio legale Armani” M.perperook@yahoo.com

Iran Country Presentation

L’Iran presenta le sue “eccellenze” all’Italia per la prima volta dopo 37 anni, per la precisione dalla Rivoluzione del 1979. Oltre cento delle più importanti aziende iraniane, dal petrochimico all’artigianato al turismo, saranno presenti allaFiera di Roma dal 22 al 26 novembre per cinque giorni di incontri, contatti imprenditoriali, eventi culturali.

Ad annunciare la grande kermesse è Mohammad Razi, il nuovo addetto commerciale dell’ambasciata iraniana a Roma, durante il convegno su “Iran: the new opportunities”, organizzato nella capitale dallo studio legale Nctm. Lo stesso Razi ha precisato di essere il primo addetto commerciale inviato da Teheran in un paese europeo, a riprova del forte interesse bilaterale e della volontà di Teheran di puntare sull’Italia come “interlocutore strategico“.

Negli spazi della Fiera di Roma, il programma prevede incontri e contatti sia a livello governativo che tra imprenditori e imprenditori, nonché numerosi stand che offriranno un ventaglio delle grandi opportunità presenti sul mercato iraniano quali i colossi del petrolio e del gas, le costruzioni, il settore alimentare, tessile e artigianato. Sono già 600 le imprese italiane che nel 2016 hanno visitato l’Iran, mentre sono 37 i memorandum di intesa firmati a livello governativo tra Italia e Iran.

Dal 23 al 25 novembre, inoltre, in collaborazione con Eataly, si svolgerà il Festival del cibo iraniano e il 24 e 25 novembre, agli adolescenti italiani dai 13 ai 18 anni, sarà dedicato un programma “Imparare l’Iran”.

Dove:Fiera di Roma
Quando: 22-27 novembre
Internet/e-mail: http://iranexpo.fieraroma.it/it/

Perché una rete di impresa Italia-Iran

Il 28 ottobre 2015 sarà presentata a Milano la Rete di Impresa Italia – Iran, creata da H2biz per consentire ai fornitori di posizionarsi in Iran prima che termini l’embargo internazionale.

Luigi De Falco, presidente di H2Biz, ci spiega il progetto in questa breve intervista.

Cosa è una rete di impresa e quali vantaggi che può portare alla singola impresa?
Una rete di impresa è una forma di aggregazione tra aziende che condividono risorse e obiettivi. I vantaggi sono di natura economica (acquisti in comune, incentivi fiscali) e di natura operativa (la rete è più forte del singolo aderente sul mercato, ha maggiore potere contrattuale e può gestire operazioni complesse).

La rete Italia-Iran: come e quando nasce l’idea?
E’ un’idea lunga, partita 2 anni fa. Uno dei punti focali della strategia del Gruppo H2biz è investire sulle aree ad alto tasso di rischio e l’Iran, durante la crisi diplomatica con l’Occidente per la querelle sul nucleare, erano una di queste. Abbiamo aspettato il momento giusto per lanciarla. Momento che è arrivato quando l’Iran ha firmato il primo protocollo di intesa sul nucleare. A quel punto era chiaro che l’embargo aveva i giorni contati e noi eravamo pronti per portare la Rete sul mercato.

Le relazioni commerciali tra Italia e Teheran: quali sono state e quali sono adesso, alla vigilia della fine delle sanzioni?
L’Italia ha sempre avuto un rapporto speciale con l’Iran, rapporto confermato dai dati della Camera di Commercio Italo-Iraniana: l’interscambio commerciale Italia-Iran ha raggiunto il suo massimo storico (7.097 milioni di euro) nel 2011, dopo la flessione del 2009 dovuta alla crisi economica. La recente visita del Ministro degli Esteri Gentiloni a Teheran ha confermato questa “special relation” tra Italia e Iran. Non dimentichiamo che l’ENI ha un rapporto storico con l’Iran. Insomma, l’Italia è in pole position, un vantaggio che non dobbiamo in alcun modo perdere.

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Luigi De falco, Presidente H2Biz

Cosa può rappresentare la fine dell’isolamento economico dell’Iran per le imprese italiane?
Una grande opportunità commerciale. Un paese di 77 milioni di abitanti posizionato al centro del Golfo Persico che sta per aprirsi al mercato. Non dimentichiamo che l’Iran è ricco di idrocarburi, non è un paese del terzo mondo, quindi ha una capacità di spesa decisamente elevata. Le piccole e medie imprese sono quelle che hanno più da guadagnarci, il mercato iraniano sotto embargo era inaccessibile per gli operatori di piccole dimensioni. Adesso lo è e l’eccellenza del Made in Italy può dire la sua anche in Iran.

Le prime azioni messe in campo dalla rete.
Presenteremo ufficialmente la Rete a Milano il 28 ottobre. Poi voleremo in Iran a metà novembre per siglare i primi accordi di partnership, le cui condizioni sono già state negoziate. Da quel momento la Rete sarà pienamente operativa. Contiamo di cominciare a ricevere le prime commesse per la Rete per gennaio 2016.

Una panoramica sulle imprese italiane che hanno aderito e su quelle iraniane che parteciperanno all’evento del 28 ottobre.
Gli aderenti alla Rete appartengono a 47 settori merceologici, abbiamo dato un taglio inter-settoriale all’operazione convinti che un’offerta vasta e articolata possa essere un vantaggio nell’acquisizione di commesse complesse. Le richieste di adesione alla Rete hanno superato le nostre più rosee aspettative. Abbiamo dovuto porre il limite di 5 aderenti per settore, altrimenti la Rete sarebbe stata ingestibile in fase di start up. Non escludiamo, comunque, di allargare la base di aderenti, magari dopo un anno di operatività. All’evento del 28 ottobre parteciperà una piccola rappresentanza delle controparti iraniane, aziende industriali e di servizi che vengono in Italia per conoscere i loro futuri fornitori. Sono 48 gli operatori iraniani che parteciperanno all’evento.

Aspettative concrete della Rete per il 2016
Il nostro obiettivo per il primo anno sono 100 milioni di euro di commesse per gli aderenti italiani alla Rete. Un obiettivo alla nostra portata, che siamo siamo già riusciti a raggiungere con le missioni imprenditoriali che periodicamente facciamo ogni 3 mesi in altre aree geografiche. Essendo la Rete un’operazione strutturale di lungo termine ci aspettiamo di superare i risultati che normalmente otteniamo con le missioni all’estero.

Presentazione Rete di impresa Italia-Iran

Il 28 ottobre 2015 sarà presentata a Milano la Rete di Impresa Italia – Iran, la rete di fornitori italiani nata per posizionarsi sul mercato iraniano prima della fine dell’embargo.

Durante l’evento saranno presentati il Piano Operativo, le iniziative pianificate per il primo semestre 2016 e le 284 imprese che costituiscono la Rete.

All’evento parteciperanno il Management del Gruppo H2biz, i Partner internazionali della Rete e i rappresentanti di 48 imprese iraniane.

Il programma:

ore 16:00 – Introduzione di Luigi De Falco, Presidente H2biz.

ore 16:15 – Il Modello a Rete come modello di Export, a cura di Eugenio Ferrari, Presidente AssoretiPMI.

ore 16:45 – Analisi geopolitica del mercato iraniano, a cura di Antonello Sacchetti, giornalista, fondatore di Diruz – L’Iran in italiano e autore dei libri “Trans – Iran; “Misteri Persiani”.

17:15 – Presentazione del Piano Operativo della Rete, a cura di Mario Greco, Responsabile Mercati Esteri H2biz.

Ore 17:45 – Pausa Aperitivo/Cocktail.

ore 18:15 – Presentazione delle imprese e dei Partner che costituiscono la Rete Italia – Iran.

La partecipazione è gratuita, la prenotazione è obbligatoria.

Luogo: Mediolanum Forum
Indirizzo: via G. di Vittorio
Città: Assago (MI)
Data: dal 28/10/2015 – ore 16:00 al 28/10/2015 – ore 19:00

Per partecipare: http://www.h2biz.eu/scheda_evento.asp?eve=653

L’oro di Teheran

Rial Iran

Si parla tanto di nuove opportunità di investimento in Iran. Ma come e su cosa investire? Quando si parla di economia iraniana, bisogna innanzitutto fare delle precisazioni riguardo al settore petrolifero. Il greggio, si sa, è la principale risorsa economica del Paese, quella su cui si basa l’intero bilancio statale. E quando si parla di investimenti in Iran, il pensiero va immediatamente al settore petrolifero e a quello del gas, che sono però regolamentate in modo piuttosto rigido.

In base alla Costituzione della Repubblica islamica, la gestione dello sfruttamento delle risorse petrolifere è affidata alla Compagnia nazionale del petrolio iraniano (NIOC), di proprietà statale e sotto la supervisione del ministro del petrolio. La proprietà privata per le funzioni di esplorazione ed estrazione è proibita, ma il governo permette contratti buy-back, in virtù dei quali le compagnie straniere forniscono impianti o macchinari e ricevono in cambio diritti sul greggio o sul gas estratto.

eu iran trade

Prima Conferenza Iran-UE su commercio e investimenti. Vienna, 23 luglio 2015

Su cosa investire

In questi ultimi mesi, il più attivo promotore delle opportunità di investimento nel suo Paese è stato il ministro dell’industria e delle miniere Mohammad Reza Nematzadeh. Personaggio politicamente molto influente, legato al presidente Rouhani, ingegnere e business man lui stesso, Nematzadeh ha incontrato a Vienna il 24 luglio una platea di potenziali investitori europei. Il suo è stato un discorso molto chiaro: in sostanza, a parte la compagnia petrolifera nazionale, tutto il resto è sul mercato. Dalle strade agli ospedali, dall’industria delle automobili al settore agricolo, fino ad arrivare ad alcune imprese dello stesso settore petrolchimico e delle raffinerie che saranno a breve privatizzate.

In occasione della Giornata nazionale dell’Iran a Expo Milano 2015, sempre lo stesso ministro ha annunciato che Teheran è pronta a creare joint venture con aziende italiane per il mercato internazionale:

Ringrazio l’Italia per questa opportunità di essere a Expo Milano 2015: la produzione agricola può essere migliorata con investimenti e ricerca scientifica. L’Iran è un paese fondamentale, ha difeso il suo territorio per 8 anni nella guerra con l’Iraq e abbiamo subito le sanzioni internazionali, ma siamo stati capaci di negoziare. Ringrazio l’Italia per il ruolo che ha avuto nei negoziati. Noi abbiamo raggiunto un accordo importante. L’Iran ha un vantaggio competitivo dal punto di vista industriale, culturale e tecnologico. Ci aspettiamo di poter produrre prodotti in collaborazione da vendere nel mercato mondiale.

 

Come investire

L’ingresso delle imprese straniere sul mercato iraniano è regolato da una legge approvata nel 2002 e poi praticamente dimenticata, visto il clima politico che ha circondato l’Iran fino a pochissimi mesi fa. Una legge molto liberale, che concede alle imprese estere il 100 per cento dei diritti di proprietà, visti di soggiorno validi per tre anni e la possibilità di trasferire i loro profitti fuori dal paese in valuta estera.

Legge è denominata Iran’s Foreign Investment Promotion and Protection Act (FIPPA). Vediamo quali sono i punti essenziali.

 

La domanda da compilare

Gli investitori stranieri che vogliono fare investimenti in Iran, nel quadro di investimenti esteri Promozione e Protection Act dell’Iran (FIPPA), devono compilare prima un modulo speciale (che si vuole ottenere di persona o on-line all’indirizzo www.oietai. ir) e lo presenta per l’organizzazione. La richiesta è presentata dall’Organizzazione investimenti al Consiglio gli investimenti esteri e sarà perseguito fino a quando viene rilasciato un permesso. La scelta del modulo dipende dal tipo di investimenti stranieri e l’accordo concluso tra le parti (nazionali e gli investitori stranieri). Il modulo deve essere presentato in inglese tranne quando l’investitore è un espatriato iraniano o proviene da paesi di lingua persiana, come il Tagikistan o in Afghanistan.

 

Garanzie e tutele

  • Il capitale straniero è garantito contro la nazionalizzazione ed espropriazione, e in questi casi l’investitore straniero ha il diritto di ottenere un risarcimento (articolo 9 della FIPPA).
  • In caso di leggi o regolamenti governativi portare a divieto o cessazione di contratti finanziari approvati nel quadro della presente legge, allora il governo deve procurarsi e pagare i danni conseguenti (articolo 17 della FIPPA e l’articolo 26 dello Statuto).
  • L’acquisto di beni e servizi alla produzione del investimenti esteri è garantito nei casi in cui un organo statale è l’unico acquirente o fornitore di un prodotto o servizio produttore ad un prezzo agevolato (articolo 11 dello Statuto).

 

Diritti e servizi

  • Gli investimenti esteri soggetti a questa legge godono degli stessi diritti, tutele e delle strutture disponibili per investimenti interni in modo non discriminatorio (articolo 8 della FIPPA).
  • Gli investimenti stranieri e loro profitti possono essere trasferiti in valuta estera o merci (articoli 13-18 della FIPPA).
  • Sono ammessi investimenti stranieri in tutta la produzione, settori industriale, agricolo, dei trasporti, delle comunicazioni e servizi, nonché in settori legati all’acqua, di alimentazione e di alimentazione del gas e dell’energia
  • Possibilità di deferimento delle controversie relative agli investimenti alle autorità internazionali (articolo 19 della FIPPA).
  • Possibilità di proprietà della terra in nome della compagnia (registrata in Iran) in joint venture (articolo 24 dello Statuto).
  • Rilascio di visti per tre anni in Iran per gli investitori stranieri, manager, esperti e loro stretti familiari e la possibilità di rinnovo del visto (articolo 20 della FIPPA e dell’articolo 35 dello Statuto).
  • Gli investitori sono informati della decisione finale per quanto riguarda le loro domande entro al massimo 45 giorni (articolo 6 della FIPPA)
  • Possibilità di scegliere il metodo di investimento nel progetto come IDE o investimenti esteri in tutti i settori nel quadro della “partecipazione civile”, “Buy-Back” e “Build-Operate-Transfer” (BOT) sistemi (articolo 3 FIPPA).
  • Sono ammessi investimenti da parte di qualsiasi persona o iraniano iraniano, non fisica o giuridica che utilizza capitale di origine straniera e la concessione delle strutture previste FIPPA a loro (articolo 1 della FIPPA).
  • L’investitore straniero deve scegliere un istituto di controllo fuori degli istituti di controllo riconosciuti dalla Associazione dei Revisori Ufficiali dell’Iran di comprovare le loro relazioni finanziarie annuali e (articoli 1, 22-23 dello Statuto).

 

Impegni giuridici e obblighi degli investitori

  • Le applicazioni di investitori stranieri per quanto riguarda gli aspetti dell’ammissione, l’importazione, l’utilizzo e il rimpatrio dei capitali sotto la FIPPA sono presentate all’Organizzazione è presentata solo per l’Organizzazione e seguiti attraverso di essa (articolo 5 della FIPPA).
  • L’Organizzazione deve essere informato di qualsiasi modifica del nome, indirizzo, forma giuridica, o la nazionalità dell’investitore straniero o di cambiamenti di oltre il 30% del suo / la sua proprietà (articolo 33 dello Statuto).
  • E ‘necessario per l’investitore di notificare l’organizzazione del trasferimento di tutto o parte del suo / la sua capitale straniero ad altri investitori. In caso di trasferimento in un altro gli investimenti stranieri, è necessario per ottenere l’approvazione del Consiglio e dei permessi da parte dell’Organizzazione (articolo 10 della FIPPA).
  • Tutte le applicazioni degli investitori esteri per il trasferimento del profitto, il capitale e il ricavato l’aumento del valore del capitale sotto FIPPA deve essere presentata all’Organizzazione accompagnato dalla relazione dell’istituto di controllo che viene riconosciuto dalla Associazione dei Revisori Ufficiali dell’Iran (articoli 22-23 dello Statuto).
  • L’investitore è obbligato a portare una parte del capitale in Iran e attuare il progetto approvato per il periodo di tempo specificato dalla licenza investimenti stranieri che di solito è di 6 mesi. In caso contrario, e al fine di prorogare la validità della licenza e impedire che vengano annullate, l’investitore è tenuto a presentare le sue / suoi motivi e le giustificazioni per il ritardo all’Organizzazione (articolo 32 dello Statuto).
  • L’investitore straniero è tenuto ad annunciare l’ingresso del suo capitale tra cui disponibilità liquide e non monetari di oggetti per l’organizzazione nel quadro della licenza rilasciata per l’investitore straniero in modo che essi saranno registrati in Organizzazione e sottoposti a FIPPA. La mancata registrazione della capitale immesso equivale a non essere coperti dalla FIPPA. (Articolo 11 della FIPPA e l’articolo 24 dello Statuto).

 

Altri vantaggi e servizi

  • Gli investitori stranieri possono fornire una parte del loro capitale da fonti nazionali e internazionali come i prestiti. Inutile dire che il mutuatario dovrà garantire il rimborso dei finanziamenti ricevuti.
  • Capitali stranieri possono entrare nel paese come valuta in contanti, macchinari e pezzi di attrezzature, materie prime, know-how tecnico, e altre forme di proprietà intellettuale e saranno promossi e protetti.
  • L’80% dei redditi da parte delle unità produttive e minerali con sede in zone meno sviluppati saranno esenti da imposta per 4 anni.
  • Il 100% dei redditi da parte delle unità produttive e minerali con sede in zone meno sviluppati saranno esentati dalla tassa per 10 anni.
  • Le installazioni turistiche sono esenti da imposta annua per il 50%.
  • Il 100% del reddito generato dalle industrie che esportano prodotti industriali e agricoli, di conversione e il loro completamento sono esenti da imposta.
  • Il 50% dei redditi generati esportando merci volti a sviluppare le esportazioni non petrolifere sono esenti da imposta.
  • Il 100% dei redditi generati esportando merci in transito sono esenti da imposta.
  • I re-investimenti effettuati dalle imprese cooperative e private volte a sviluppare il ripristino e il completamento unità industriali e minerali saranno esenti da imposta per il 50%

 

Applicativo Mac Donald's per franchising in Iran
Applicativo Mac Donald’s per franchising in Iran

 

Problemi e dubbi

Così presentato, il quadro sembra ottimale. In realtà, permangono notevoli difficoltà per chi vuole investire in Iran. Innanzitutto, non è affatto scontato che l’accordo del 14 luglio arrivi in porto. Come era prevedibile, le forze contrarie sono in azione, sia in Iran sia negli Stati Uniti.

Ci sono poi altre resistenze, di carattere culturale ed economico.

L’apertura commerciale mette sicuramente in pericolo l’identità della Repubblica Islamica. Non appena McDonald’s ha pubblicato un annuncio per l’apertura di fast food in franchising in Iran, sono scoppiate le polemiche da parte dei conservatori. La stessa Guida Khamenei ha dichiarato che l’accordo non sarà mai un via libera alla penetrazione culturale made in Usa. Il che è comprensibile e persino auspicabile, ma non è certo un incentivo per le multinazionali.

Esiste poi anche un problema prettamente economico. L’Iran continua a patire una cronica penuria di capitali, necessari a soddisfare gli investimenti stranieri. Con il prezzo del greggio a 7,50 dollari a barile, nei primi 23 giorni dopo l’accordo, l’Iran ha perso 214 milioni di dollari di mancate entrate. Il tutto perché l’Arabia Saudita ha scelto di continuare a pompare petrolio per mantenere i prezzi bassi e danneggiare Teheran. Uno strumento di pressione politica che può sopravvivere alla fine delle sanzioni e ostacolare il sostegno iraniano ai propri alleati nello Yemen e in Siria.

Rete di impresa Italia-Iran

Focus Iran

H2biz sta costituendo la prima Rete di Impresa Italia-Iran, una rete di fornitori italiani per posizionarsi in Iran prima che termini l’embargo internazionale.

La scelta del modello a Rete è motivata dall’esigenza di creare delle sinergie operative tra gli aderenti e presentarsi sul mercato iraniano con maggior potere contrattuale.

Il mercato iraniano

L’Iran, dopo il recente accordo sul nucleare sottoscritto con la comunità internazionale e il probabile allentamento dell’embargo, rappresenta una grande opportunità di business per le imprese italiane.

Un paese di 77 milioni di abitanti posizionato al centro del Golfo Persico che sta per aprirsi al mercato.

L’Italia ha sempre avuto un rapporto speciale con l’Iran, rapporto confermato dai dati della Camera di Commercio Italo-Iraniana: l’interscambio commerciale Italia-Iran ha raggiunto il suo massimo storico (7.097 milioni di euro) nel 2011, dopo la flessione del 2009 dovuta alla crisi economica. Il 2012 è stato segnato dall’ampliamento delle restrizioni commerciali da parte dell’UE. L’export italiano ha registrato nel 2014 una performance (1 miliardo e 100 milioni di Euro) superiore del 9,5% alla media dell’intera UE.

Rete di Impresa Italia-Iran

L’obiettivo della Rete di Impresa Italia-Iran è consentire alle imprese aderenti di vendere i propri prodotti e servizi sul mercato iraniano sfruttando tutte le sinergie che un modello a Rete consente di ottenere.

Alla Rete potranno aderire al massimo 5 imprese italiane per settore che rispettano le seguenti condizioni:

  • essere attivi sul mercato da almeno 2 anni
  • capacità di condividere risorse nella Rete
  • capacità di formulare offerte/preventivi entro 24 ore dalla richiesta
  • accettare pagamenti per i propri prodotti/servizi a 60, 90, 120 giorni

La capofila del Contratto di Rete sarà H2biz che si assume l’onere della rappresentanza legale della Rete.

Il contratto Rete Italia-Iran sarà sottoscritto per atto pubblico.

 

Piano Operativo Rete Italia-Iran

Il piano operativo della Rete prevede:

1) indivuduazione sinergie operative tra gli aderenti alla Rete
2) costruzione “offerta di rete” per posizionare la Rete sul mercato iraniano
2) sottoscrizione Convenzioni bancarie per l’ottenimento di credito a favore degli aderenti alla Rete
3) elaborazione Piano di Marketing per il posizionamento e la promozione della Rete sul mercato
4) individuazione fornitori e procedura di approvvigionamento di beni e servizi per gli aderenti alla Rete in modalità Gruppo d’Acquisto
5) organizzazione di quattro eventi all’anno per la presentazione dei prodotti e servizi degli aderenti alla Rete
6) partecipazione a eventi e workshop per la promozione della Rete
7) incontri bilaterali mensili con le controparti iraniane

Tutti gli aderenti alla Rete parteciparanno alla definizione delle strategie operative.

 

Vantaggi Rete Italia-Iran

1) maggiore capacità credito bancario (le Reti funzionano da “consorzio fidi”, la somma degli aderenti garantisce il singolo)
2) risparmio sugli acquisti (la Rete opera da Gruppo d’Acquisto generando risparmi per tutti gli aderenti).
3) acquisizione nuovi clienti in sinergia (la Rete proporrà un’offerta unica al mercato che comprenderà i prodotti e servizi di tutti gli aderenti. I clienti acquisiti da un aderente potrebbero diventare anche clienti di altri aderenti grazie alle sinergie operative)
4) defiscalizzazione degli investimenti (tutti gli investimenti effettuati dalla Rete concorrono all’abbattimento dell’imponibile fiscale)
5) maggiore potere contrattuale (una grande rete ottiene le migliori condizioni con banche, clienti e fornitori)
5) Comunicazione e promozione integrata (la Rete avrà un’ufficio stampa centralizzato e tutte le attività dei singoli aderenti saranno promosse attraverso la Rete)

 

Per aderire e per tutte le informazioni: http://www.h2biz.eu/contratto-di-rete.asp