Quali prospettive per l’Iran dopo la svolta di Trump

Quali prospettive per l'Iran dopo la svolta di Trump

Il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare (JCPOA) sta incidendo moltissimo sugli equilibri politici del Medio Oriente. Se ne è parlato già molto e se ne discuterà sicuramente ancora.

E’ però interessante analizzare come il passo indietro deciso da Donald Trump stia incidendo anche sulla situazione politica interna dell’Iran. Lo racconta Giorgia Perletta in un’analisi per l’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale.

Il destino dell’Accordo sul nucleare iraniano (JCPOA) è appeso a un filo o, per meglio dire, alla volontà politica europea di resistere alle pressioni politiche statunitensi. Altresì, è il governo Rouhani a dover resistere, e non solo alle sanzioni secondarie la cui prossima reintroduzione spaventa l’economia iraniana (e gli investitori europei), ma soprattutto alle accuse interne che muovono il dibattito politico.

Il JCPOA, oggi come già in passato, si trova ad essere il palcoscenico dello scontro politico iraniano, dietro cui si snodano gli interessi particolaristici delle singole fazioni. Nulla di nuovo. La politica estera della Repubblica Islamica è sempre stata una proiezione delle dinamiche interne, e le voci che si elevano sul destino (e sulla natura stessa) dell’accordo riflettono, di fatto, il proverbiale fazionalismo interno. A livello internazionale è ben nota la versione ufficiale del governo Rouhani, che ha affidato la sua sopravvivenza e legittimità politiche al raggiungimento (e auspicabile mantenimento) dell’accordo con i P5+1. Il ministro degli Esteri Mohammad Zarif lo definiva un “raro trionfo della diplomazia sul confronto”, un messaggio che, tra le righe, affermava la postura moderata e dialogante del governo in carica, e che implicitamente collocava nel “girone dei belligeranti” coloro che si opponevano al JCPOA. All’interno della Repubblica Islamica, infatti, le accuse rivolte a Rouhani tendono a strumentalizzare lo storico sentimento di sospetto e sfiducia verso gli Stati Uniti, la cui rinnovata postura intransigente nei confronti di Teheran ha fornito il pretesto per attaccare il presidente della Repubblica. Per quanto nota la polarizzazione esistente sul valore dell’accordo, che si staglia come la punta di un iceberg dell’intero operato del governo, un pluralismo di voci sta animando il dibattito politico e la loro comprensione risulta determinante soprattutto per individuare la complessità delle sorgenti di accusa.

Continua a leggere sul sito dell’Ispi.

Sempre l’Ispi ha pubblicato un’analisi a firma di Annalisa Perteghella e Tiziana Corda dal titolo
USA fuori dall’accordo sul nucleare iraniano: cosa cambia per l’Italia?

Il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano (JCPOA) e la conseguente reintroduzione delle sanzioni secondarie USA che erano state sospese nel gennaio 2016 aprono nuovi scenari di incertezza per le relazioni economiche tra Italia e Iran. L’Unione europea ha espresso la volontà di introdurre alcune misure allo scopo di tutelare le proprie aziende dalla portata extraterritoriale delle sanzioni statunitensi. Si tratta di una corsa contro il tempo: ad agosto rientreranno in vigore alcune delle sanzioni in precedenza sospese, mentre le rimanenti rientreranno in vigore a novembre. Questa analisi esplora gli obiettivi della nuova strategia USA di isolamento economico dell’Iran, analizza le potenziali implicazioni economiche per l’Italia e delinea alcune raccomandazioni di policy al fine di salvaguardare l’esistenza del JCPOA e le relazioni economiche e commerciali tra Italia e Iran

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Presentazione Rete di impresa Italia-Iran

Il 28 ottobre 2015 sarà presentata a Milano la Rete di Impresa Italia – Iran, la rete di fornitori italiani nata per posizionarsi sul mercato iraniano prima della fine dell’embargo.

Durante l’evento saranno presentati il Piano Operativo, le iniziative pianificate per il primo semestre 2016 e le 284 imprese che costituiscono la Rete.

All’evento parteciperanno il Management del Gruppo H2biz, i Partner internazionali della Rete e i rappresentanti di 48 imprese iraniane.

Il programma:

ore 16:00 – Introduzione di Luigi De Falco, Presidente H2biz.

ore 16:15 – Il Modello a Rete come modello di Export, a cura di Eugenio Ferrari, Presidente AssoretiPMI.

ore 16:45 – Analisi geopolitica del mercato iraniano, a cura di Antonello Sacchetti, giornalista, fondatore di Diruz – L’Iran in italiano e autore dei libri “Trans – Iran; “Misteri Persiani”.

17:15 – Presentazione del Piano Operativo della Rete, a cura di Mario Greco, Responsabile Mercati Esteri H2biz.

Ore 17:45 – Pausa Aperitivo/Cocktail.

ore 18:15 – Presentazione delle imprese e dei Partner che costituiscono la Rete Italia – Iran.

La partecipazione è gratuita, la prenotazione è obbligatoria.

Luogo: Mediolanum Forum
Indirizzo: via G. di Vittorio
Città: Assago (MI)
Data: dal 28/10/2015 – ore 16:00 al 28/10/2015 – ore 19:00

Per partecipare: http://www.h2biz.eu/scheda_evento.asp?eve=653

L’oro di Teheran

Rial Iran

Si parla tanto di nuove opportunità di investimento in Iran. Ma come e su cosa investire? Quando si parla di economia iraniana, bisogna innanzitutto fare delle precisazioni riguardo al settore petrolifero. Il greggio, si sa, è la principale risorsa economica del Paese, quella su cui si basa l’intero bilancio statale. E quando si parla di investimenti in Iran, il pensiero va immediatamente al settore petrolifero e a quello del gas, che sono però regolamentate in modo piuttosto rigido.

In base alla Costituzione della Repubblica islamica, la gestione dello sfruttamento delle risorse petrolifere è affidata alla Compagnia nazionale del petrolio iraniano (NIOC), di proprietà statale e sotto la supervisione del ministro del petrolio. La proprietà privata per le funzioni di esplorazione ed estrazione è proibita, ma il governo permette contratti buy-back, in virtù dei quali le compagnie straniere forniscono impianti o macchinari e ricevono in cambio diritti sul greggio o sul gas estratto.

eu iran trade

Prima Conferenza Iran-UE su commercio e investimenti. Vienna, 23 luglio 2015

Su cosa investire

In questi ultimi mesi, il più attivo promotore delle opportunità di investimento nel suo Paese è stato il ministro dell’industria e delle miniere Mohammad Reza Nematzadeh. Personaggio politicamente molto influente, legato al presidente Rouhani, ingegnere e business man lui stesso, Nematzadeh ha incontrato a Vienna il 24 luglio una platea di potenziali investitori europei. Il suo è stato un discorso molto chiaro: in sostanza, a parte la compagnia petrolifera nazionale, tutto il resto è sul mercato. Dalle strade agli ospedali, dall’industria delle automobili al settore agricolo, fino ad arrivare ad alcune imprese dello stesso settore petrolchimico e delle raffinerie che saranno a breve privatizzate.

In occasione della Giornata nazionale dell’Iran a Expo Milano 2015, sempre lo stesso ministro ha annunciato che Teheran è pronta a creare joint venture con aziende italiane per il mercato internazionale:

Ringrazio l’Italia per questa opportunità di essere a Expo Milano 2015: la produzione agricola può essere migliorata con investimenti e ricerca scientifica. L’Iran è un paese fondamentale, ha difeso il suo territorio per 8 anni nella guerra con l’Iraq e abbiamo subito le sanzioni internazionali, ma siamo stati capaci di negoziare. Ringrazio l’Italia per il ruolo che ha avuto nei negoziati. Noi abbiamo raggiunto un accordo importante. L’Iran ha un vantaggio competitivo dal punto di vista industriale, culturale e tecnologico. Ci aspettiamo di poter produrre prodotti in collaborazione da vendere nel mercato mondiale.

 

Come investire

L’ingresso delle imprese straniere sul mercato iraniano è regolato da una legge approvata nel 2002 e poi praticamente dimenticata, visto il clima politico che ha circondato l’Iran fino a pochissimi mesi fa. Una legge molto liberale, che concede alle imprese estere il 100 per cento dei diritti di proprietà, visti di soggiorno validi per tre anni e la possibilità di trasferire i loro profitti fuori dal paese in valuta estera.

Legge è denominata Iran’s Foreign Investment Promotion and Protection Act (FIPPA). Vediamo quali sono i punti essenziali.

 

La domanda da compilare

Gli investitori stranieri che vogliono fare investimenti in Iran, nel quadro di investimenti esteri Promozione e Protection Act dell’Iran (FIPPA), devono compilare prima un modulo speciale (che si vuole ottenere di persona o on-line all’indirizzo www.oietai. ir) e lo presenta per l’organizzazione. La richiesta è presentata dall’Organizzazione investimenti al Consiglio gli investimenti esteri e sarà perseguito fino a quando viene rilasciato un permesso. La scelta del modulo dipende dal tipo di investimenti stranieri e l’accordo concluso tra le parti (nazionali e gli investitori stranieri). Il modulo deve essere presentato in inglese tranne quando l’investitore è un espatriato iraniano o proviene da paesi di lingua persiana, come il Tagikistan o in Afghanistan.

 

Garanzie e tutele

  • Il capitale straniero è garantito contro la nazionalizzazione ed espropriazione, e in questi casi l’investitore straniero ha il diritto di ottenere un risarcimento (articolo 9 della FIPPA).
  • In caso di leggi o regolamenti governativi portare a divieto o cessazione di contratti finanziari approvati nel quadro della presente legge, allora il governo deve procurarsi e pagare i danni conseguenti (articolo 17 della FIPPA e l’articolo 26 dello Statuto).
  • L’acquisto di beni e servizi alla produzione del investimenti esteri è garantito nei casi in cui un organo statale è l’unico acquirente o fornitore di un prodotto o servizio produttore ad un prezzo agevolato (articolo 11 dello Statuto).

 

Diritti e servizi

  • Gli investimenti esteri soggetti a questa legge godono degli stessi diritti, tutele e delle strutture disponibili per investimenti interni in modo non discriminatorio (articolo 8 della FIPPA).
  • Gli investimenti stranieri e loro profitti possono essere trasferiti in valuta estera o merci (articoli 13-18 della FIPPA).
  • Sono ammessi investimenti stranieri in tutta la produzione, settori industriale, agricolo, dei trasporti, delle comunicazioni e servizi, nonché in settori legati all’acqua, di alimentazione e di alimentazione del gas e dell’energia
  • Possibilità di deferimento delle controversie relative agli investimenti alle autorità internazionali (articolo 19 della FIPPA).
  • Possibilità di proprietà della terra in nome della compagnia (registrata in Iran) in joint venture (articolo 24 dello Statuto).
  • Rilascio di visti per tre anni in Iran per gli investitori stranieri, manager, esperti e loro stretti familiari e la possibilità di rinnovo del visto (articolo 20 della FIPPA e dell’articolo 35 dello Statuto).
  • Gli investitori sono informati della decisione finale per quanto riguarda le loro domande entro al massimo 45 giorni (articolo 6 della FIPPA)
  • Possibilità di scegliere il metodo di investimento nel progetto come IDE o investimenti esteri in tutti i settori nel quadro della “partecipazione civile”, “Buy-Back” e “Build-Operate-Transfer” (BOT) sistemi (articolo 3 FIPPA).
  • Sono ammessi investimenti da parte di qualsiasi persona o iraniano iraniano, non fisica o giuridica che utilizza capitale di origine straniera e la concessione delle strutture previste FIPPA a loro (articolo 1 della FIPPA).
  • L’investitore straniero deve scegliere un istituto di controllo fuori degli istituti di controllo riconosciuti dalla Associazione dei Revisori Ufficiali dell’Iran di comprovare le loro relazioni finanziarie annuali e (articoli 1, 22-23 dello Statuto).

 

Impegni giuridici e obblighi degli investitori

  • Le applicazioni di investitori stranieri per quanto riguarda gli aspetti dell’ammissione, l’importazione, l’utilizzo e il rimpatrio dei capitali sotto la FIPPA sono presentate all’Organizzazione è presentata solo per l’Organizzazione e seguiti attraverso di essa (articolo 5 della FIPPA).
  • L’Organizzazione deve essere informato di qualsiasi modifica del nome, indirizzo, forma giuridica, o la nazionalità dell’investitore straniero o di cambiamenti di oltre il 30% del suo / la sua proprietà (articolo 33 dello Statuto).
  • E ‘necessario per l’investitore di notificare l’organizzazione del trasferimento di tutto o parte del suo / la sua capitale straniero ad altri investitori. In caso di trasferimento in un altro gli investimenti stranieri, è necessario per ottenere l’approvazione del Consiglio e dei permessi da parte dell’Organizzazione (articolo 10 della FIPPA).
  • Tutte le applicazioni degli investitori esteri per il trasferimento del profitto, il capitale e il ricavato l’aumento del valore del capitale sotto FIPPA deve essere presentata all’Organizzazione accompagnato dalla relazione dell’istituto di controllo che viene riconosciuto dalla Associazione dei Revisori Ufficiali dell’Iran (articoli 22-23 dello Statuto).
  • L’investitore è obbligato a portare una parte del capitale in Iran e attuare il progetto approvato per il periodo di tempo specificato dalla licenza investimenti stranieri che di solito è di 6 mesi. In caso contrario, e al fine di prorogare la validità della licenza e impedire che vengano annullate, l’investitore è tenuto a presentare le sue / suoi motivi e le giustificazioni per il ritardo all’Organizzazione (articolo 32 dello Statuto).
  • L’investitore straniero è tenuto ad annunciare l’ingresso del suo capitale tra cui disponibilità liquide e non monetari di oggetti per l’organizzazione nel quadro della licenza rilasciata per l’investitore straniero in modo che essi saranno registrati in Organizzazione e sottoposti a FIPPA. La mancata registrazione della capitale immesso equivale a non essere coperti dalla FIPPA. (Articolo 11 della FIPPA e l’articolo 24 dello Statuto).

 

Altri vantaggi e servizi

  • Gli investitori stranieri possono fornire una parte del loro capitale da fonti nazionali e internazionali come i prestiti. Inutile dire che il mutuatario dovrà garantire il rimborso dei finanziamenti ricevuti.
  • Capitali stranieri possono entrare nel paese come valuta in contanti, macchinari e pezzi di attrezzature, materie prime, know-how tecnico, e altre forme di proprietà intellettuale e saranno promossi e protetti.
  • L’80% dei redditi da parte delle unità produttive e minerali con sede in zone meno sviluppati saranno esenti da imposta per 4 anni.
  • Il 100% dei redditi da parte delle unità produttive e minerali con sede in zone meno sviluppati saranno esentati dalla tassa per 10 anni.
  • Le installazioni turistiche sono esenti da imposta annua per il 50%.
  • Il 100% del reddito generato dalle industrie che esportano prodotti industriali e agricoli, di conversione e il loro completamento sono esenti da imposta.
  • Il 50% dei redditi generati esportando merci volti a sviluppare le esportazioni non petrolifere sono esenti da imposta.
  • Il 100% dei redditi generati esportando merci in transito sono esenti da imposta.
  • I re-investimenti effettuati dalle imprese cooperative e private volte a sviluppare il ripristino e il completamento unità industriali e minerali saranno esenti da imposta per il 50%

 

Applicativo Mac Donald's per franchising in Iran
Applicativo Mac Donald’s per franchising in Iran

 

Problemi e dubbi

Così presentato, il quadro sembra ottimale. In realtà, permangono notevoli difficoltà per chi vuole investire in Iran. Innanzitutto, non è affatto scontato che l’accordo del 14 luglio arrivi in porto. Come era prevedibile, le forze contrarie sono in azione, sia in Iran sia negli Stati Uniti.

Ci sono poi altre resistenze, di carattere culturale ed economico.

L’apertura commerciale mette sicuramente in pericolo l’identità della Repubblica Islamica. Non appena McDonald’s ha pubblicato un annuncio per l’apertura di fast food in franchising in Iran, sono scoppiate le polemiche da parte dei conservatori. La stessa Guida Khamenei ha dichiarato che l’accordo non sarà mai un via libera alla penetrazione culturale made in Usa. Il che è comprensibile e persino auspicabile, ma non è certo un incentivo per le multinazionali.

Esiste poi anche un problema prettamente economico. L’Iran continua a patire una cronica penuria di capitali, necessari a soddisfare gli investimenti stranieri. Con il prezzo del greggio a 7,50 dollari a barile, nei primi 23 giorni dopo l’accordo, l’Iran ha perso 214 milioni di dollari di mancate entrate. Il tutto perché l’Arabia Saudita ha scelto di continuare a pompare petrolio per mantenere i prezzi bassi e danneggiare Teheran. Uno strumento di pressione politica che può sopravvivere alla fine delle sanzioni e ostacolare il sostegno iraniano ai propri alleati nello Yemen e in Siria.

Rete di impresa Italia-Iran

Focus Iran

H2biz sta costituendo la prima Rete di Impresa Italia-Iran, una rete di fornitori italiani per posizionarsi in Iran prima che termini l’embargo internazionale.

La scelta del modello a Rete è motivata dall’esigenza di creare delle sinergie operative tra gli aderenti e presentarsi sul mercato iraniano con maggior potere contrattuale.

Il mercato iraniano

L’Iran, dopo il recente accordo sul nucleare sottoscritto con la comunità internazionale e il probabile allentamento dell’embargo, rappresenta una grande opportunità di business per le imprese italiane.

Un paese di 77 milioni di abitanti posizionato al centro del Golfo Persico che sta per aprirsi al mercato.

L’Italia ha sempre avuto un rapporto speciale con l’Iran, rapporto confermato dai dati della Camera di Commercio Italo-Iraniana: l’interscambio commerciale Italia-Iran ha raggiunto il suo massimo storico (7.097 milioni di euro) nel 2011, dopo la flessione del 2009 dovuta alla crisi economica. Il 2012 è stato segnato dall’ampliamento delle restrizioni commerciali da parte dell’UE. L’export italiano ha registrato nel 2014 una performance (1 miliardo e 100 milioni di Euro) superiore del 9,5% alla media dell’intera UE.

Rete di Impresa Italia-Iran

L’obiettivo della Rete di Impresa Italia-Iran è consentire alle imprese aderenti di vendere i propri prodotti e servizi sul mercato iraniano sfruttando tutte le sinergie che un modello a Rete consente di ottenere.

Alla Rete potranno aderire al massimo 5 imprese italiane per settore che rispettano le seguenti condizioni:

  • essere attivi sul mercato da almeno 2 anni
  • capacità di condividere risorse nella Rete
  • capacità di formulare offerte/preventivi entro 24 ore dalla richiesta
  • accettare pagamenti per i propri prodotti/servizi a 60, 90, 120 giorni

La capofila del Contratto di Rete sarà H2biz che si assume l’onere della rappresentanza legale della Rete.

Il contratto Rete Italia-Iran sarà sottoscritto per atto pubblico.

 

Piano Operativo Rete Italia-Iran

Il piano operativo della Rete prevede:

1) indivuduazione sinergie operative tra gli aderenti alla Rete
2) costruzione “offerta di rete” per posizionare la Rete sul mercato iraniano
2) sottoscrizione Convenzioni bancarie per l’ottenimento di credito a favore degli aderenti alla Rete
3) elaborazione Piano di Marketing per il posizionamento e la promozione della Rete sul mercato
4) individuazione fornitori e procedura di approvvigionamento di beni e servizi per gli aderenti alla Rete in modalità Gruppo d’Acquisto
5) organizzazione di quattro eventi all’anno per la presentazione dei prodotti e servizi degli aderenti alla Rete
6) partecipazione a eventi e workshop per la promozione della Rete
7) incontri bilaterali mensili con le controparti iraniane

Tutti gli aderenti alla Rete parteciparanno alla definizione delle strategie operative.

 

Vantaggi Rete Italia-Iran

1) maggiore capacità credito bancario (le Reti funzionano da “consorzio fidi”, la somma degli aderenti garantisce il singolo)
2) risparmio sugli acquisti (la Rete opera da Gruppo d’Acquisto generando risparmi per tutti gli aderenti).
3) acquisizione nuovi clienti in sinergia (la Rete proporrà un’offerta unica al mercato che comprenderà i prodotti e servizi di tutti gli aderenti. I clienti acquisiti da un aderente potrebbero diventare anche clienti di altri aderenti grazie alle sinergie operative)
4) defiscalizzazione degli investimenti (tutti gli investimenti effettuati dalla Rete concorrono all’abbattimento dell’imponibile fiscale)
5) maggiore potere contrattuale (una grande rete ottiene le migliori condizioni con banche, clienti e fornitori)
5) Comunicazione e promozione integrata (la Rete avrà un’ufficio stampa centralizzato e tutte le attività dei singoli aderenti saranno promosse attraverso la Rete)

 

Per aderire e per tutte le informazioni: http://www.h2biz.eu/contratto-di-rete.asp