Mahmoud Doulatabadi al Salone del Libro di Torino del 2012

Mahmoud Doulatabadi al Salone del Libro di Torino del 2012

Mahmoud Doulatabadi  irrompe sulla scena letteraria internazionale con il suo libro Il Colonnello, un romanzo scritto più di venti anni fa ma che solo ora viene pubblicato  (il primo Paese a darlo alle stampe è stata la Germania).  Il Colonnello è ancora inedito in Iran. Doulatabadi, arrestato nel 1975 durante una rappresentazione  teatrale dal regime dello Shah ed estromesso dall’Università dal regime degli ayatollah, ha scelto di continuare a vivere in Iran.

E scrivere è il mezzo attraverso cui raccontare la complessa storia del suo Paese, denunciando il paradosso di una Rivoluzione che ha mangiato i suoi figli.  Il romanzo racconta infatti le tragiche vicende della famiglia di un ex colonnello dell’esercito di Reza Pahlavi caduto in disgrazia, i cui figli prendono parte  alla rivoluzione del 1979 seguendo le diverse le  diverse anime che l’hanno guidata.  Attraverso la storia della famiglia del Colonnello, l’autore  narra la storia e il declino dell’intera società iraniana i cui figli continuano, ancora oggi, a lottare.

Mahmoud Doulatabadi, Il colonnello, Narratori di Cargo, 2012

 

#SalTo12

Il Salone è finito, evviva il Salone. Ogni volta se ne parla un sacco, prima, dopo e durante. Il Salone di Torino, il mercato del libro, l’editoria in crisi, ecc. ecc. Per me è stata la quarta volta. Com’è andata? Non lo so. Giudizio sospeso. Tanta confusione, ma anche diversi segnali interessanti, di discontinuità. In un momento come questo, in generale, credo che i cambiamenti siano tendenzialmente positivi. La vera novità è rappresentata dall’editoria elettronica. Vedremo se i cambiamenti che oggi cominciamo a vedere diverranno concreti nei prossimi mesi.

In attesa di chiarirmi io per primo le idee, ho raccolto in uno storify immagini, video e tweet dello scorso weekend. Eccolo qua: