Viaggio in Iran dal 3 al 15 agosto 2018

Viaggio in Iran dal 3 al 15 agosto 2018

“Iran: l’Impero della Mente”, come lo chiamo’ lo studioso inglese Micheal Axworthy, nella sua celebre opera Empire of Mind (tradotta in italiano con il titolo “Breve storia dell’Iran”, Einaudi).

Viaggio in Iran dal 3 al 15 agosto 2018

Non solo le città del tour classico, ovvero Teheran, Shiraz, Yazd e Isfahan, ma anche lo spettacolare deserto di Lut, i castelli della regione del Kerman, e la natura impervia dell’est dell’Iran, in un mix di storia, natura e sapori.

Con chi

Con Davood Abbasi, docente universitario iraniano.

 

Quando

Dal  3 al 15 agosto 2018.

 

GIORNO DATA ITINERARIO
1 Venerdi

03/08/2018

  • Aereo

Roma – Teheran

  • Incontro con la guida in aeroporto
  • Trasferimento in hotel
  • Pernottamento a Teheran in albergo Hoveyzeh
2 Sabato

04/08/2018

  • Visita di Teheran citta’
  • Museo Archeologico nazionale (parte antica e parte islamica)
  • Museo dei Gioielli
  • Ponte della natura oppure Ambasciata Usa
  • Volo per Shiraz
  • Pernottamento a Shiraz
3 Domenica

05/08/2018

  • Visita di Persepoli
  • Visita tombe rupestri di Naqsh-e-Rostam
  • Visita di Pasargade (Tomba di Ciro)
  • Ritorno a Shiraz
  • Check-in
  • Cena
  • Pernottamento a Shiraz
4 Lunedi 06/08/2018
  • Shiraz citta’
  • Visita alla moschea Nasir-ol-Molk o delle Rose
  • Madrasa del Khan
  • Bazaar di Vakil
  • Pranzo
  • Moschea di Vakil
  • Hammam di Vakil
  • Tomba di Hafez
  • Cena in ristorante tradizionale
5 Martedi

07/08/2018

  • Trasferimento Shiraz-Kerman
  • Visita a palazzo di Bahran V presso Sarvestan
  • Moschea del venerdi di Neiriz
  • Pernottamento a Kerman
6 Mercoledi 08/08/2018
  • Visita di Kerman
  • Complesso Ganj-Ali-Khan. Piazza e Hammam
  • Moschea del venerdi di Kerman
  • Fortezza di Rayen
  • Giardino Shazde di Mahan
  • Mausoleo del sufi Nematollah Vali a Mahan
  • Arrivo a Shahdad
  • Cena nel deserto di Lut con astronomo
  • Pernottamento in casa tradizionale
7 Giovedi 09/08/2018
  • Partenza da Shahdad per caravanserraglio ZINEDDIN
  • Visita di SarYazd o Fahraj (qualora si arrivi in orario)
  • Osservazione tramonto
  • Cena in caravanserraglio
  • Altro luogo dove si puo’ disporre di astronomo
  • Ballo del legno dei beluci
  • Pernottamento nel caravanserraglio
8 Venerdi

10/08/2018

  • Giro di Yazd
  • Torri del Silenzio
  • Passeggiata in quartiere antico
  • Prigione Alessandro
  • Cupola 12 Imam
  • Pranzo
  • Presentazione sui tappeti
  • Museo dell’acqua
  • Piazza Amir Chakhmaq 
  • Cena
  • Pernottamento a Yazd
9 Sabato

11/08/2018

  • Yazd-Meybod-Naeen-Isfahan
  • Partenza da Yazd
  • Moschea di Fahraj
  • Castello Narin di Meybod
  • Caravanserraglio di Meybod
  • Moschea Naeen
  • Arrivo a Isfahan e cena in piazza
  • Pernottamento a Isfahan
10 Domenica

12/08/2018

  • Isfahan
  • Moschea della Regina o Shaikh Lutfullah
  • Moschea dello Scia’
  • Tempo libero bazaar
  • Visita palazzo delle 40 colonne
  • Cena e pernottamento a Isfahan
11 Lunedi

13/08/2018

  • Isfahan
  • Visita a cattedrale armena di Vank
  • Visita a moschea del venerdi’ antica
  • Palazzo Ali Qapu
  • Giro nel bazaar
  • Visita ai ponti
  • Cena in ristorante tradizionale/albergo
  • Pernottamento a Isfahan
12 Martedi

14/08/2018

  • Isfahan-Kashan-Qom-Ibis
  • Visita a villaggio zoroastriano di Abyaneh
  • Visita a giardino Fin di Kashan
  • Visita a casa Tabatabee di Kashan
  • Visita a Qom
  • Cena in albergo Ibis
  • Pernottamento presso albergo Ibis
13 Mercoledi

15/08/2018

  • Volo per Roma da aeroporto IKIA

 

QUOTA INDIVIDUALE: 2.850 EURO

SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA: 270 EURO

CAPARRA DI 700 EURO DA VERSARE ENTRO IL 4 MAGGIO

SALDO ENTRO IL 2 LUGLIO

La quota comprende

• tariffe aeree per i voli internazionali

• spese consolari

• assicurazione medico, bagaglio

• tutte le formalità da Teheran per il rilascio del visto in Italia

• accoglienza e assistenza in aeroporto all’arrivo e alla partenza

•  sistemazione come previsto dall’itinerario in alberghi da noi accuratamente selezionati per la miglior ospitalità e rapporto qualità/prezzo

• colazione a buffet in albergo, pranzi e cene (dalla colazione del secondo giorno, compreso cena dell’ultimo giorno) in caratteristici ristoranti iraniani in tutte le località visitate, nei nostri mezzi di traporto verranno offerti il té, biscotti e una bottiglia d’acqua al giorno. Occasionalmente potrà essere effettuato un simpatico pic-nic all’iraniana, qualora le esigenze di viaggio lo rendessero necessario

• trasporto dall’albergo alle località da visitare e ritorno con mezzi con aria condizionata e di qualità a completa disposizione per l’intera giornata

• guida professionale specializzata in lingua italiana a disposizione che curerà personalmente l’interazione con tutto il personale di servizio locale

• tutti gli ingressi ai siti archeologici ed ai musei

• un volo interno per raggiungere località distanti e i trasferimenti dagli aeroporti agli alberghi

La quota non comprende

• assicurazione annullamento viaggio

• tutte le spese personali, lavanderia, chiamate telefoniche

• mance alla guida e all’autista

• tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”.

 

No Ruz. Il capodanno persiano e le sue origini zoroastriane

No Ruz. Il capodanno persiano e le sue origini zoroastriane

L’arrivo della primavera segna l’inizia del nuovo anno in Iran e Afghanistan. In questi due Paesi vige infatti il calendario persiano, noto anche come calendario di Jalaali. Si tratta di un calendario solare che stabilisce gli anni bisestili non mediante una regola numerica, ma sulla base dell’osservazione dell’equinozio di primavera.

Quando è Noruz nel 2019?

L’inizio del nuovo anno non cade automaticamente ogni 21 marzo, ma varia di volta in volta. Il 1398 inizia alle 22:58 e 27 secondi  (ora italiana) di mercoledì 20 marzo 2019, che corrispondono alle alle 01.28 e 27 secondi di giovedì 21 marzo 2019 in Iran.

Il calendario persiano è senza dubbio più esatto dal punto di vista scientifico, con un margine di errore di un giorno ogni 141.000 anni. Il calendario gregoriano, in uso in Occidente, ha invece un giorno di errore ogni 3.226 anni. I persiani furono il primo popolo a preferire il ciclo solare al ciclo lunare. Nella cultura zorostriana, predominante in Persia fino all’avvento dell’Islam, il sole ha infatti avuto un’importanza simbolica fondamentale.

Nell’XI secolo, sotto il regno del sultano selgiuchide Jalaal ad-Din Malik Shah Seljuki, una commissione di scienziati della quale faceva parte il grande poeta e matematico Omar Khayyam, elaborò un nuovo calendario sulla base di uno in uso secoli prima. Il nuovo calendario persiano viene tuttora chiamato calendario di Jalaali, in onore del sultano. Sostituito in seguito col calendario lunare islamico, il calendario persiano viene reintrodotto in Persia nel 1922. L’Afghanistan lo adotta nel 1957, ma denominando in arabo i mesi.

I mesi del calendario persiano

Il calendario persiano è così strutturato:

Farvardin (Marzo 21-Aprile 20)

Ordibehesht (Aprile 21-Maggio 21)

Khordad (Maggio 22-Giugno 21)

Tir (Giugno22-Luglio 22)

Mordad-Amordad (Luglio 23-Agosto 22)

Shahrivar (Agosto 23-Settembre 22)

Mehr (Settembre 23-Ottobre22)

Aban (Ottobre 23-Novembre 21)

Azar (Novembre 22-Dicembre 21)

Day (Dicembre 22-Gennaio 20)

Bahman (Gennaio 21-Febbraio 19)

Esfand (Febbraio 20-Marzo 20)

I primi 6 mesi sono di 31 giorni, i successivi 5 sono di 30 giorni e l’ultimo mese è di 29 giorni, 30 giorni in quelli bisestili.

Festa grande (e zoroastriana)

Il No Ruz (nuovo giorno), primo giorno del nuovo anno, è celebrato da almeno tremila anni ed è in assoluto la festa più importante in Iran. Dopo la rivoluzione del 1979 il governo cercò di ridurne l’importanza, in quanto festa preislamica. Fu però una mossa controproducente. La leggenda vuole che lo stesso Khomeini ci ripensò perché le donne di casa non gli rivolsero la parola per due settimane. È una festa bellissima e colorata. Le scuole e gli uffici chiudono per due settimane. Si scambiano auguri (Ayd-e Noruz Mubarak!) e regali (soprattutto banconote fresche di bancomat). Una sorta di Natale celebrato in primavera, dove tutto deve essere nuove, nel segno della rinascita della vita dopo l’inverno.

Pulizie di primavera

La tradizione vuole che le celebrazioni del No Ruz si aprano 12 giorni prima del capodanno con una pulizia a fondo della casa (Khane Tekani). La giornata prevede anche l’acquisto di fiori e la visita ad amici e parenti.

I fuochi del mercoledì

Alla vigilia dell’ultimo mercoledì dell’anno si celebra la festa del fuoco (Chaharshanbe Surì). Il martedì sera, nelle strade si accendono piccoli falò da saltare dopo aver recitato la formula “Zardî-ye man az to, sorkhî-ye to az man”, ovvero il mio giallo (simbolo della debolezza) a te, il tuo rosso (la forza) a me. È un rito purificatore che simboleggia il passaggio dall’inverno alla primavera, con la sconfitta delle tenebre e la vittoria della luce. Si crede anche che in questa notte gli spiriti dei morti possano tornare a far visita ai loro cari.

Tutti a tavola con le sette s

Al momento dell’entrata nel nuovo anno tutte le famiglie si riuniscono intorno alla tavola (sofreh) apparecchiata con sette oggetti che cominciano tutti per s: sabzeh, un dolce di germogli di grano o lenticchie che rappresenta la rinascita; samanu, un budino di germogli di grano e mandorle cotte, che simboleggia la trasformazione; sib, una mela rossa, simbolo della salute; senjed, frutto secco dell’albero di loto, simbolo dell’amore; sir, l’aglio, simbolo della medicina; somaq, una polvere di bacche usata per condire la carne, che rappresenta l’aurora; serkeh, l’aceto, simbolo della pazienza. È inoltre abitudine mettere in tavola uova colorate (che rappresentano la fertilità), acqua di rose, uno specchio a centrotavola e un pesciolino rosso in una boccia di vetro.

Haji Pirooz

Il Noruz ha anche una maschera tradizionale, “Haji Pirooz”. Incarna Domuzi, il dio sumero del sacrificio che viene ucciso alla fine del vecchio anno per rinascere all’inizio del nuovo. Haji Pirooz veste un costume rosso (simile a quello di Babbo Natale) e ha la faccia truccata di nero. Per le strade di Teheran è possibile incontrare persone vestite da Haji Pirooz che ballano e suonano tamburi e trombette per augurare un nuovo anno felice.

Sizdah Bedar

Il tredicesimo giorno del nuovo anno è chiamato Sizdah Bedar. Alcuni lo chiamano “pasquetta persiana” perché è tradizione trascorrerlo all’aperto e in compagnia. Gli antichi persiani credevano infatti che le dodici costellazioni dello zodiaco controllino i dodici mesi dell’anno e che ognuna governi il mondo per mille anni. Il tredicesimo giorno rappresenta perciò l’era del caos, che verrà alla fine dei tempi. Per questo motivo, è opportuno trascorrere Sizdah Bedar fuori casa, per scongiurare i malefici generati dal numero tredici. Alla fine di questa “pasquetta persiana”, il sabzeh messo a tavolo per Capodanno, viene messo sotto l’acqua corrente per esorcizzare il malocchio. Oltre che in Iran, il No Ruz è attualmente celebrato anche in India, Afghanistan, Tagikistan, Uzbikistan, Azerbaijan, Kazakistan e Kirghizistan.

Mirza ghasemi

Mirza Ghasemi

E’ uno degli antipasti più comuni sulla tavola persiana e, in genere, uno tra i più graditi dagli italiani. Mirza Ghasemi è un piatto a base di melanzane che può anche essere consumato come spuntino.

Ingredienti per 6 persone:

  • 6 o 7 melanzane di grandezza media
  • 6 spicchi d’aglio
  • 150 grammi di olio
  • 4 uova
  • 2 pomodori maturi
  • sale
  • pepe

 

Le melanzane vanno scottate sul fuoco, direttamente sulla fiamma o su una griglia. Poi vanno spellate e fatte a pezzetti. Allo stesso modo vanno spellati e poi sminuzzati i pomodori.

Gli spicchi d’aglio vanno battuti in un mortaio e poi messi a rosolare. Quindi si aggiungono i pomodori con sale e pepe e si lascia sul fuoco finché non evapora tutta l’acqua.  Quindi si mettono le uova sbattute in padella e si mescola finché non sono rapprese.

Mirza Ghasemi si serve caldo o freddo, in genere con fette di pomodoro e pane caldo.

Faludeh

Visto che siamo in piena estate, vediamo in cosa consiste il faludeh o faloodeh shirazi, dessert gelato iraniano. Come dice il nome stesso, si tratta di una specialità tipica della città di Shiraz.

Ingredienti

  • 100 grammi di vermicelli di riso secchi (rice noodles)
  • una tazza di zucchero
  • 17$ di tazza di acqua di rose
  • un lime

Zucchero e acqua vanno messi insieme in una ciotola e messi a bollire per 5 minuti. Quando lo zucchero si è sciolto, togliere dal fuoco, aggiungere l’acqua di rose e mescolare. Una volta raffreddato, questo sciroppo va messo in ghiacciaia a congelare.

I vermicelli di riso vanno cotti per circa 10 minuti in acqua bollente e poi raffreddati sotto l’acqua corrente. Dopo vanno tagliati a pezzetti e mescolati al gelato che si è ottenuto.

Il tutto viene servito spruzzando del lime o, in alternativa, del limone.

Kale pache

Kale pache

Non fate quella faccia come se stessi proponendo una pietanza da barbari: questo è uno dei piatti iraniani più caratteristici e pazienza se in tanti storceranno il naso soltanto a leggerne gli ingredienti. D’altra parte, anche dalle nostre parti, piatti come la pajata o il fegato alla veneziana sono schifati dalle nuove generazioni.

Kale pache viene comunemente preparato per la prima colazione di chi si alza molto presto, soprattutto in inverno. Dopo un piatto del genere, in effetti, non c’è bisogno di mangiare per molte ore…

Vediamo gli ingredienti per 4 persone, così come segnalati da Chiara Riccarand nel suo fondamentale La cucina persiana. Dalla tradizione classica all’Iran di oggi

  • 4 teste di pecora o agnello con la lingua
  • 4 zampe di agnello o pecora
  • 3 litri di acqua
  • 4 spicchi di aglio schiacciati
  • 3 foglie di lauro
  • 2 cipolle grosse tagliate in 4 spicchi
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • sale
  • pepe
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere.

 

Testa e zampe vanno lavate bene, lasciando la carne in acqua e limone (o aceto). Si taglia la testa a metà in senso verticale e si mettono i pezzi di carne in pentola con acqua, alloro, aglio e cipolle. Quando bolle, va tolta un po’ alla volta la schiuma che si forma in superficie. Si va avanti così per 3 o 4 ore. Quando la carne è a puntino, si tacca facilmente dalle ossa ed è pronta per essere servita.

In pentola devono rimanere almeno 4 tazze di brodo.

C’è chi mangia anche gli occhi. Io li ho provati e ve li consiglio.

Forse farà un po’ impressione, ma è un piatto dal sapore molto delicato.

 

Kebab Kubideh

kebab kubideh

La via iraniana al kebab non delude mai. Il kebab kubideh (cioè battuto) è uno dei piatti di carne più saporiti della tavola persiana. Si prepara con carne macinata di agnello o manzo o mista. La carne non deve essere troppo magra e va macinata molto fine, per essere poi amalgamata con una purea di cipolle, sale e somoq, (in italiano sommacco), una spezia acidula ricavata da un arbusto sempreverde. Possono anche essere utilizzati pepe nero, aglio in polvere e sedano in polvere. Si aggiunge un tuorlo d’uovo per ogni chilo di carne.

L’impasto va fatto aderire a uno spiedo e poi cucinato sulla brace, senza far seccare troppo la carne, spennellandola con un intingolo di burro sciolto con sale e limone.

Il kubideh si serve in genere su un letto di riso bianco, accompagnato da pomodori alla griglia e cipolle cotte.

 

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Taberna persiana, lettura di poesie

Lingua persiana

Il team culturale di Taberna Persiana organizza un nuovo corso di lingua Farsi che sarà basato su tecniche di conversazione e dialogo, a cura di Zahra Tofigh (mediatrice culturale) che il giorno della presentazione spiegherà i dettagli e la procedura delle lezioni.

Il corso avrà una durata di 4 mesi e al termine della presentazione verranno concordate le date e gli orari degli incontri, venire incontro alla disponibilità di tutti.

Il costo concordato è di 30€ al mese.

La presentazione si aprirà con lettura di poesie persiane recitate in italiano da Antonello Sacchetti e in Farsi da Zahra Tofigh cui seguirà un aperitivo persiano con buffet completo.

2 novembre 2014 ore 17:30
via ostiense 36/H Roma

tel 0681109052
info 3271579641

www.tabernapersiana.com/

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Riso alle amarene

Riso alle amarene

Albaloo polo, cioè riso alle amarene. Non è un piatto molto diffuso, ma non è difficile comunque trovarlo nei ristoranti iraniani. E’ servito in particolare nei ricevimenti.

Ingredienti per 8 persone:

Un chilo di riso
2 chili di amarene
Un chilo e mezzo di pollo o di carne
Un chilo e mezzo di zucchero
150 grammi di olio
un cucchiaino di zafferano
50 grammi di pistacchio macinato
50 grammi di mandorle macinate

Lavare e snocciolare le amarene; mescolare amarene e zucchero e mettere su fuoco vivo per 20 minuti.

Cucinare pollo o manzo con cipolla cruda e sale. Quindi, tagliare la carne a pezzetti. Il riso va bollito in acqua salata e poi scolato.

Mettere in un tegame burro o olio, un cucchiaio d’acqua ed un pizzico di sale. Versare circa metà del riso bollito nella pentola e aggiungere le amarene e la carne.

Mescolare bene con sciroppo di  amarene e poi mettere sul fuoco per un’oretta. Condire infine il piatto con un po’ di zafferano sciolto nell’acqua calda. Cospargere il tutto di mandorle e pistacchio macinati.

Il sapore è molto particolare. Per alcuni versi simile a quello dello zereshk polo e comunque da provare almeno una volta.

Cosa dicono le foglie del tè?

Tè iraniano

Mi ero imposto dei limiti molto rigidi: evitare assolutamente definizioni del tipo “un viaggio attraverso i sapori del Medio Oriente” o “racconto tra letteratura e gastronomia”. Formulette da quarta di copertina o da recensioni istantanee di chi i libri in realtà non li legge.

A dire il vero,  Cosa dicono le foglie del tè? Riti e ricette di madre in figlia dalla letteratura persiana alla poesia araba contemporanea,  (Il Leone Verde Edizioni) di Giulia Valsecchi, il problema me lo ha risolto da subito. Non si posso adoperare le etichette dell’ovvio, semplicemente perché questo libro non è raccontabile. Non è una battuta, ma la “spiegazione” più semplice e più vera. Questo libro non si può riassumere (o “liofilizzare”, visto che siamo in tema di cibo…) perché va letto nella sua interezza e nella sua forma originale.

Poi possiamo anche prendere la quarta di copertina e “incollare”:

Dalla Turchia al Marocco, dall’Iran al Libano, passando per Iraq, Yemen, Algeria, Tunisia ed Egitto, i precetti di un’arte culinaria tra ventre e ventre. Le letterature femminili contemporanee accolgono e diffondono echi di eredità preziose in un viaggio spolverato di spezie e chicchi di melagrana.

Tutto bello, per carità. Però il libro è più di questo. Ed è più bello di quello che già potremmo immaginare da queste poche righe. Per un motivo molto semplice: come dice quella pubblicità? Per cucinare una buona pasta ci vuole innanzitutto la pasta. In un libro conta non solo l’argomento, ma la scrittura, lo stile. Forse, ancora di più, la passione per la scrittura.

Ecco come l’autrice ci introduce al libro:

Un discrimine da sempre detta legge in letteratura: basta uno scambio di vocali per indurre all’equivoco e influire sui rapporti come i climi e l’altezza del sole. Così la variazione di una lettera in una pozione medicale e o nell’amalgama di un piatto può comportare rivoluzioni istantanee. Nelle stanze femminili di segno islamico si aggiunge una corporeità che preme per uscire: gli occhi diventano amuleti portavoce di misteri.

Citazioni, ricette, rinvii a testi classici e ad altri più attuali e senz’altro commerciali. Il libro è tutto questo, attraversato sempre da uno stile (o forse uno spirito) originale, vivace. Tra letterature e gastronomie mediorientali, l’Iran ne esce poi assoluto protagonista. E dato che siamo di parte, la cosa ci ha fatto molto piacere.

Iraniani in Italia

Antonello Sacchettu

Tg2 Insieme dell’11 febbraio 2014 dedicata alla comunità iraniana residente in Italia. Ospiti in studio: Parisa Nazari, Abolhassan Hatami e Antonello Sacchetti. 

[youtube]http://youtu.be/mHWRRMz9hW8[/youtube]

Trans-Iran. Presentazione, mostra e buffet persiano

Presentazione del libro di Antonello Sacchetti Trans-Iran. Che cosa succede a chi si innamora della Persia?

Babak Karimi, cineasta iraniano, dialoga con l’autore.

Mostra fotografica “In sella verso Est!”. Viaggio in Iran di Silvia Giachetti e Nicola Atzori.

Buffet persiano.

L’evento (buffet compreso!) è GRATUITO  ma per motivi di spazio, invitiamo tutti a registrarsi per la serata dell’8 giugno. Grazie!

 

Kashke Bademjan e Khoreshte Bademjan

Khoreshte Bademjan

Il nome deriva da “mela insana”, il frutto infatti contiene la solanina che tende a scomparire con la maturazione e scompare completamente con la cottura.

E’ una pianta con fusto rigido e ramificato alto fino a 80 cm.

Il frutto è una bacca con la parte superiore avvolta nel calice. Ha una forma allungata e arrotondata all’ estremità, ed è spessa e di colore violaceo, o bianco.

La melanzana è originaria dell’India ma già durante la preistoria era coltivata in Cina e in altri paesi dell’Asia centrale. In Europa però sembra che non fosse conosciuta fino a circa 1500 anni fa: la diffusione in Europa di nomi derivati dall’arabo e la mancanza di nomi antichi latini e greci indicano che fu portata nell’area mediterranea dagli arabi agli inizi del Medioevo.

La melanzana cruda ha un gusto sgradevole ed è anche tossica perché contiene solanina. D’altra parte, la melanzana ha la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l’olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti.

La melanzana presenta un grande contenuto di potassio, ma modeste quantità di calcio e fosforo. Come tutti i vegetali, contiene un alto contenuto in fibra alimentare, ideale per combattere la stipsi. Accanto alle proprietà nutritive la melanzana possiede proprietà depurative e dolcemente lassative; regolarizza e stimola l’attività del fegato, aumentando la produzione e l’eliminazione della bile.

***

La melanzana (in persiano bademjan) è di uso frequente nella gastronomia persiana. Ci sono molti piatti tipici iraniani tra cui ricordiamo Kashke Bademjan e Mirza Ghasemi (due diversi tipi di crema di melanzane), Khoreshte Bademjan, lo stufato di melanzana, e Dolme Bademjan cioè involtini di melanzana.

Ecco la ricetta di Kashke Bademjan, la crema di melanzane.

Ingredienti per 4 persone:

  • 6 piccole melanzane
  • un bicchiere di Kashk, (è siero di latte inspessito per scomposizione acida e dovrebbe essere comprato nell’Iran o ad un deposito iraniano oppure sostituito con yogurt greco al naturale)
  • un cucchiaio di pomodoro
  • due cipolle
  • due cucchiai di menta secca (oppure 200 grammi di menta fresca)
  • olio di oliva
  • sale
  • pepe nero

Sbucciate ed affettate le melanzane longitudinalmente con uno spessore di 1 centimetro. Salate e pepate e poi friggetele.

In un tegame, diluite il pomodoro con mezza tazza di acqua calda ed aggiungete le melanzane cocendole a calore medio per circa 4-5 minuti.

Sbucciate le cipolle ed affettatele sottilmente e friggetele in olio fino a dorarle.

Inoltre friggete la menta in olio per un minuto.

Aggiungete lentamente alle melanzane il Kashk e poi le cipolle e la menta e servitelo caldo.

***

Khoreshte Bademjan è un altro stufato di melanzane. Ecco gli ingredienti per 5 persone:

  • Mezzo chilo di carne macinata
  • Una cipolla tritata
  • 8 melanzane medie
  • 5 pomodori
  • Un po’di zafferano sciolto nell’acqua calda
  • Il succo di abghure (uva acerba)
  • Sale e olio

Sbucciate ed affettate le melanzane. Salatele e pepate e lasciatele riposare per un’ora. Poi friggetele in olio caldo. In un’altra padella soffriggete la cipolla tritata fino a dorarla. A questo punto aggiungeteci la carne macinata e lo zafferano sciolto e continuate a friggere. Dopo qualche minuto uniteci 6 bicchieri d’acqua e lasciate cuocere finchè rimanga poca acqua. In questa fase aggiungete le melanzane fritte e i pomodori tagliati a pezzi e fatelo cuocere ancora per 30 minuti a fuoco basso. Questo piatto viene accompagnato con il risotto all’iraniana. Buon appetito!

***

Non poteva mancare il Mirza Ghasemi, un’altra tipica ricetta a base di melanzane. Nel nord dell’Iran si mangiano molte melanzane e questo piatto, secondo il pensiero persiano, fa bene al corpo perché unisce la melanzana (che ha una natura fredda) all’aglio (dalla natura calda) e alle spezie. Cipolla e pomodoro sono pressoché neutri.

per 6 persone ci vogliono:

  • 8 pezzi di melanzane medie
  • 2 spicchi d’Aglio
  • 200 grammi d’olio
  • 4 uova 4
  • 5 pezzi di pomodori
  • sale e pepe

Scottate le melanzane sopra il fuoco (proprio scottarli sopra il fuoco della cucina senza usare pentole varie, infilzandoli con una forchetta o uno spiedino), una volta che sono cotti si toglie la pelle e la testa, nel caso che abbia i semi si tolgono e poi si fanno a pezzettini le melanzane. I pomodori si buttano nell’acqua bollente per toglierli la pelle (facoltativo) e si fanno a pezzettini piccoli; sminuzzate l’aglio; si prende una padella meglio con i bordi alti e si scalda l’olio si fanno rosolare l’aglio e poi si aggiungono i pomodori e le melanzane e si cucina finché si assorba l’acqua e si sala e si pepa. A questo punto si spostano in una parte della padella le cose cucinate fino adesso per fare posto alle uova, si buttano le uova e si mescolano (si fa la frittata insomma), una volta cotta, si mescolano tutte le melanzane con la frittata. Si serve caldo in un vassoio magari decorato con dei pomodori.

Articolo originale:  http://urly.it/1kmv

Un assaggio di Iran

Cucina persiana

Domenica 25 novembre ore 17:30, presso il Ristorante Taberna Persiana un incontro per parlare del nuovo libro di Antonello Sacchetti Trans-Iran. Che cosa succede a chi si innamora della Persia? e assaggiare cose buonissime.

Entrata libera. Aperitivo a buffet completo a 7 euro.

È gradita la prenotazione.

 

[youtube]http://youtu.be/Y_ueAkfDUHo[/youtube]

 

Trans-Iran

Che cosa succede a chi s’innamora della Persia?

(pag. 80, € 10,00)

di Antonello Sacchetti

Milioni di persone sono rimaste folgorate dalla bellezza sensuale dell’Iran, dai suoi posti, dalla sua gente. “Trans-Iran” è un viaggio oltre le barriere linguistiche, oltre i pregiudizi, oltre i luoghi comuni. Per imparare a conoscere e ad amare un Paese, l’Iran, che non è come ci viene raccontato dai giornali e dalla politica ma molto di più, molto meglio, decisamente molto altro… Dalla letteratura al cinema, dalla poesia alle donne, questo libro vi racconta e spiega che cosa è l’Iran e perché non ne possiamo fare a meno.

Taberna Persiana

Via Ostiense, 36 H

00154 Roma

www.tabernapersiana.it; tel. 0681109052; cell. 3385951178   info@tabernapersiana.it

Iran a tavola

La gastronomia iraniana è semplicemente deliziosa. Non dobbiamo mai dimenticare che i persiani hanno contribuito con un sacco di piatti alla gastronomia mondiale. Nelle città, ma anche nei paesini, si può mangiare nei ristorianti tipici e vi consigliamo di visitare le case da tè. Ci sono anche i ristoranti tradizionali dove non solo potete degustare dei piatti eccellenti, ma anche godere della musica dal vivo e diverse rappresentazioni ed interpretazioni folcloristiche. Nelle grande città è possibile trovare ristoranti che offrono piatti occidentali.

Iran a tavola: la colazione

Iran si fa colazione fra le 7 e le 9:30 nel mattino. Il pranzo si serve normalmente a mezzogiorno, ma si può pranzare fino alle 14:00. La cena viene servita di solito dalle 19.30 alle 23:00. Capita spesso che i banchetti si celebrano molto presto e che finiscono molto tardi. La colazione segue il modello inglese ed i pasti sono molto gustosi senza avere nessun sapore forte.

Antipasti

Lo yogurt è uno dei cibi da assaggiare nelle sue infinite varietà, naturale, come la zuppa insieme alle noci e alla frutta secca, insieme agli spinaci, con musir. Le zuppe, molto varie, sono ricche e saporite, come pure dolme e altri antipasti a base di melanzane ecc.

Primi Piatti

I piatti persiani sono a base di verdure, legumi, carne e riso e offrono una grande varietà di sapori per tutti i gusti. Il piatto “nazionale” è il “Celo Kebab” a base di riso fino e lungo con carne magra di grande qualità. Il riso è cotto al vapore e poi viene servito su un vassoio, preferibilmente in porcellana, decorato con lo zafferano mentre la carne è tagliata a pezzi lunghi e grigliata.

Questo piatto è accompagnato da burro, tuorlo di uovo e sumac (bacche selvagge). A volte il riso è accompagnato anche con pollo, verdure, frutta secca ed un’infinità di salse (Khoresht).

Il Juje Kabab è a base pollo cotto alla griglia.

Tra le salse risalta il Ghorme Sabzi, composta da carne, verdure, fagioli neri e spezie. Gheime è preparato con carne di agnello, puree di lenticchie, patate, pomodori e spezie. Il Khoresht Fesenjun è fatto con carne di vitello, agnello oppure pollo, noci macinate, sciroppo di melagrana e spezie.

Pasticceria

Oltre ai piatti principali esiste una grande varietà di dolci e prodotti agrodolci e anche molti tipi di prodotti tipici della pasticceria orientale.

Vi consigliamo specialmente il Falude ed i succhi naturali di frutta come il melone, l’anguria, la melagrana, le more, ecc…

Frutta

I meloni, le albicocche e le mele vengono consumati ad ogni pranzo. Inoltre esistono più di sessanta varietà diverse di uve .

Bevande

Tra le bevande più tipiche risale il Chay o tè che è servito con molta ospitalità da parte degli iraniani ( potete aggiungere un po´di zucchero). I succhi di frutta, le bevande analcoliche imbottigliate, la birra iraniana (maoshair) e dugh ( yoghourt da bere) sono l’accompagnamento ideale di tutti i pranzi.

Zereshk Polo ba Morgh

È uno dei piatti iraniani più comuni. Zereshk polo ba morgh , ovvero pollo con riso e crespino. Cos’è il crespino? Me lo sono chiesto pure io quando ho tradotto la parola “zereshk”  (زرشک)  dal persiano.

Trattasi della pianta Berberis vulgaris, molto diffusa in Iran. Il frutto è una bacca rossa, piccola e dal sapore aspro. Una volta essiccata, viene usata come condimento. È anche bella da vedere.

Per il piatto in questione i crespini vengono servii fritti.

Ecco gli ingredienti per  5 persone:

3 bicchieri di riso Basmati

Mezzo chilo di petto e coscia di pollo

Mezzo bicchiere di crespini

2 bicchieri di zucchero

1 cucchiaino di cumino

3 cucchiaini di zafferano sciolto in acqua calda

1 cipolla

sale e pepe

 Si soffriggono in padella il pollo (tagliati a pezzi non troppo piccoli) e la cipolla. Quando sono dorati, si aggiungono crespini e cumino. Dopo qualche minuto ci si versa lo zafferano precedentemente sciolto nell’acqua calda. Il tutto deve restare a cuocere a fuoco basso per 40 minuti. Nel caso, aggiungere un bicchiere d’acqua.

Altri crespini vanno soffritti nell’olio con zucchero e zafferano per 2 minuti.

Pollo e riso vanno infine conditi con i crespini fritti.

Consiglio personale: mischiate il tutto con il mast, la salsa di yogurt. Come si dice a Roma, “è la morte sua”.

Pollo alle prugne

Per qualsiasi artista un esordio scintillante è un grande rischio. Ci sono autori che rimangono legati per sempre alla loro opera prima e non riescono a crescere. L’autrice di fumetti Marjane Satrapi correva seriamente questo rischio. Persepolis, il suo primo lavoro, è stato un successo mondiale. Nel giro di tre anni, la sua autobiografia in quattro puntate è stata tradotta in moltissime lingue ed è ormai considerata una piccola storia a fumetti dell’Iran contemporaneo. A Persepolis è seguito il breve Taglia e cuci, racconto di un dialogo tra donne dopo un pranzo di festa. Divertente, ma sicuramente poco memorabile.

Con Pollo alle prugne Marjane cambia quasi tutto. La storia è ambientata nel 1958 e il protagonista è un suo lontano parente, il musicista Nasser Ali Khan. Siamo negli anni di ristagno politico dopo il colpo di stato del 1953 con cui la Cia ha deposto Mossadeq, fautore della nazionalizzazione del petrolio. Ma a Nasser Ali la politica non interessa. È sposato da anni con una donna che non ama e che, in una lite banale, ha rotto il suo preziosissimo tar (strumento a corde persiano).

Gira il Paese alla ricerca di un nuovo strumento, ma non ne trova nessuno all’altezza di quello distrutto. È ferito e depresso. Un giorno incontra per caso Irane, la ragazza amata in gioventù, quella che avrebbe voluto sposare, ma lei non lo riconosce nemmeno. È la fine: Nasser Ali decide di lasciarsi morire. Non sceglie il suicidio, ma aspetta che la morte arrivi. Sua moglie cerca di scuoterlo cucinando il suo piatto preferito: pollo alle prugne. Ma persino quella delizia lo disgusta: ormai la vita non ha più alcun senso.

I sette giorni di addio al mondo di Nasser Ali sono via via sempre più struggenti. Sulla scena si alternano parenti e persone amate. All’incontro con il ricordo dell’amatissima sorella è dedicata una tavola indimenticabile, intensissima. Se in Persepolis era la politica (e la Rivoluzione del 1979 in particolare) il motore della storia, qui è piuttosto la poesia persiana a ritornare nei momenti cruciali del racconto. Gialal al-Din Rumi e Omar Khayyam, soprattutto. E per il lettore italiano si tratta di suggerimenti da non tralasciare. È un Iran poco conosciuto in Occidente quello che emerge dalle tavole di “Pollo alle prugne”. Un Iran medio borghese, laico e progressista. Quello che si ribellerà allo scià ma che verrà schiacciato dalla rivoluzione del 1979. Un romanzo bellissimo, da non perdere.

Abgusht per tutti

E’ sicuramente uno dei piatti iraniani più “impegnativi” ma anche più caratteristici. Si tratta di una zuppa di ceci e carne di montone da gustare con il pane nan.

L’absgusht (ab=acqua e gusht= carne) viene cotto in un brodo con l’aggiunta di cannella e cipolla rossa. Quando si termina il brodo, si versa quanto rimasto nella scodella.

Con luna specie di forchetta a base piatta si schiaccia quanto rimasto nel piatto e lo si mangia con i pezzetti di pane. Qualcuno aggiunge del limone per rendere il tutto meno pesante. Altri avvolgono la cipolla dolce in foglie di menta.

Ingredienti (per una porzione):

un pezzo di carne (150 gr) di montone ev. con osso

50 gr grasso di montone (parte del sedere)

50 gr ceci

1 patata

1 pomodoro

1 cipolla rossa dolce

pane piatto (barbari)

Ricetta:

I ceci vanno messi a mollo con parecchie ore di anticipo. Si cuoce la carne con acqua fredda e sale per 2 ore e mezzo. Durante la cottura bisogna togliere di  il grasso in eccesso. Si aggiungono i ceci, pomodori e patate.  A discrezione, curry giallo o cannella.  Si rimette il tutto sul fuoco per un’altra ora.

Non leggero, ma buonissimo.