Tutti contro l’Iran

A Varsavia gli Usa provano a formare un’alleanza in chiave anti Teheran.
Nella provincia del Sistan e Balucistan un attentato uccide oltre 40 militari

Il vertice di Varsavia

Presentato inizialmente come un vertice sulla sicurezza e la pace in Medio Oriente, la conferenza svoltasi a Varsavia il 13 e 14 febbraio 2019 è stata a tutti gli effetti una kermesse in chiave anti iraniana. Hanno partecipato i rappresentanti di 62 Paesi. Tra quelli europei, spiccavano le assenza di Francia e Germania e dell’alto rappresentante dell’Ue agli Affari esteri e alla Sicurezza Federica Mogherini. Assenti anche Algeria, Libia, Sudan, Kuwait, Libano, Qatar e Turchia, oltre alla Russia e ai palestinesi, che in un primo tempo avevano aderito. Basso profilo per Egitto e Tunisia che hanno inviato solo viceministri.

Presente invece l’Italia col ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Il vertice è stato soprattutto il palcoscenico per le esternazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha cercato di creare un asse anti iraniano coi Paesi arabi, pronunciando almeno un paio di volte la parola “guerra”.

Rudy Giuliani alla manifestazione dell’MKO a Varsavia. (Photo by Wojtek RADWANSKI / AFP)WOJTEK RADWANSKI/AFP/Getty Images

Il tweet di Netanyahu

Un tweet del suo ufficio – cancellato dopo qualche minuto – parlava esplicitamente di un “comune interesse nella guerra all’Iran”

Dal canto suo, il vicepresidente Usa Mike Pence ha invitato i Paesi europei a ritirarsi dall’accordo sul nucleare. Proposta quanto meno curiosa, visto che pochi giorni prima, Francia, Germania e Gran Bretagna avevano lanciato un circuito finanziario chiamato Instex, creato appositamente per eludere le sanzioni americane contro Teheran, sostenendo accordi diretti tra imprese iraniane ed europee evitando il passaggio attraverso le banche.

Il sabotaggio del programma missilistico

Giusto in prossimità del vertice di Varsavia, il New York Times aveva pubblicato uno scoop: da anni il governo Usa conduce un sabotaggio contro il programma missilistico iraniano. Questa operazione starebbe funzionando alla grande, visto che negli ultimi undici anni sarebbero falliti ben il 67 per cento dei lanci orbitali effettuati dalla Repubblica islamica.

Lo scoop del New York Times

L’attentato contro i pasdaran

Con una puntualità impressionante, al coro internazionale contro l’Iran, il 13 febbraio un’auto bomba ha provocato la morte di oltre 40 pasdaran che viaggiavano a bordo di un autobus nella provincia sud-occidentale del Sistan-Belucistan, al confine con Pakistan e Afghanistan. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo sunnita separatista Jaish ul Adl (Esercito della Giustizia), affiliato ad Al Qaida.

L’attentato contro il bus dei pasdaran

Il gruppo Jaish al Adl è composto principalmente da ex militanti di Jundullah, formazione sunnita smantellata nel 2010 dalle forze di sicurezza iraniane. Opera al confine con il Pakistan e si sospetta sia finanziato dall’Arabia Saudita allo scopo di indebolire l’Iran. Il governo di Teheran impegna da anni migliaia di uomini nella provincia del Sistan e Balucistan per contrastare il traffico di droga dal vicino Pakistan. I

La Guida Ali Khamenei ha accusato “Paesi nella regione e fuori della regione” di essere dietro all’attentato. Il ministro degli Esteri Javad Zarif ha sottolineato la coincidenza dell’attacco con il “circo di Varsavia”. Circo in cui non è mancato un grottesco preludio, con una manifestazione dell’MKO animata da un comizio di Rudolph Giuliani e dalla partecipazioni di qualche centinaio di figuranti di nazionalità non precisata.

Isolamento reale?

Resta il dubbio sulla reale efficacia della strategia adottata dagli Usa per isolare e colpire l’Iran. Il vertice di Varsavia sembra aumentare le distanze tra Washington e i principali Paesi dell’Ue. Quasi in contemporanea al vertice polacco, a Sochi Russia, Iran e Turchia confermavano la collaborazione sulla Siria, impegnandosi contro “i focolai del terrorismo”.

Al di là di tutta la messinscena, il vertice di Varsavia non ha smosso gli equilibri in chiave anti iraniana.

L’ipocrisia dell’Occidente

Da notare come, ancora una volta, un attentato terroristico contro l’Iran non susciti la solidarietà internazionale né a livello di cancellerie né di opinione pubblica.

L’ipocrisia trionfa ancora.