#SalTo12

Il Salone è finito, evviva il Salone. Ogni volta se ne parla un sacco, prima, dopo e durante. Il Salone di Torino, il mercato del libro, l’editoria in crisi, ecc. ecc. Per me è stata la quarta volta. Com’è andata? Non lo so. Giudizio sospeso. Tanta confusione, ma anche diversi segnali interessanti, di discontinuità. In un momento come questo, in generale, credo che i cambiamenti siano tendenzialmente positivi. La vera novità è rappresentata dall’editoria elettronica. Vedremo se i cambiamenti che oggi cominciamo a vedere diverranno concreti nei prossimi mesi.

In attesa di chiarirmi io per primo le idee, ho raccolto in uno storify immagini, video e tweet dello scorso weekend. Eccolo qua:

 

2 Comments

  1. avrei voluto esserci per paragonare quella di Torino con quella di Tehran. Un mercato enorme di confusione con miliaia di piccole editorie che non è segno di progresso ma di paralisi dove se vuoi sceglier un tuo argomento di qualità, ci devi mettre una settimana a girare in tutti Stand 2×2 mq. per non arrivare a capo di niente. Paesi esteri scarsi e degli europei solo il Belgio e non a caso. Non va bene immischiare la cultura con la politica. L’Italia se ha gemellaggi con l’Iran doveva esserci con tante belle cose, dal turismo e cucina fino alla letteratura e storia e con tanti i lati in comune. Ma la politica del ritiro degli ambasciatori, nel passato come nel futuro, e i preparativi a colpi di guerre civili, ha bloccto tutto. Sta vincendo la politica di guerra e noi dentro o complici.

  2. Purtroppo anche quella di Torino è molto dispersiva. è un po’ il limite di eventi del genere. Hai ragione quando dici che l’Italia doveva esserci. trovo sbagliato snobbare o boicottare le occasioni di confronto e di scambio.

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