Nucleare Iran: a Vienna nulla di fatto

Vertice Iran - gruppo 5+1

“La volontà è il fattore di successo più cruciale in qualsiasi dialogo. Noi siamo determinati, spero lo siano anche le nostre controparti”.

Con questo tweet non proprio ottimistico il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha sintetizzato l’esito del round di colloqui sul nucleare tra Iran e gruppo 5+1 tenutosi a Vienna dal 14 al 16 maggio 2014.

Che le cose non stessero andando benissimo lo si era capito già nei giorni precedenti. Nel pomeriggio del 16 maggio si era addirittura via Twitter la voce (poi smentita) che il tavolo delle trattative fosse saltato.

Delusione iraniana

Il dialogo continua, ma da questo vertice non è uscita quella bozza di accordo finale che in molti auspicavano e che pochi – per la verità – speravano di vedere già adesso. Ricordiamo che l’accordo ad interim siglato a novembre a Ginevra scade il 20 luglio. Il viceministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha annunciato che a giugno ci saranno nuovi vertici (uno o due) e che il dialogo continua. Trapela, da parte iraniana, una certa delusione per l’atteggiamento della controparte. O, meglio, delle controparti. Un funzionario di Teheran ha infatti sottolineato come il dialogo non sia con gli Usa, ma col gruppo 5+1. A rimarcare, quindi, delle sostanziali differenza tra l’atteggiamento di Washington e quello degli altri Paesi a tvolo dei negozaiti (Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna).

Questioni aperte

Il fatto è che ora si è entrati nella fase più difficile delle trattative, proprio perché la scadenza è a un passo e tutte le questioni saranno definitive. In particolare, ci sono problemi circa lo sviluppo delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio e l’alleggerimento delle sanzioni sull’Iran. A nessuno, in questa fase, conviene sbandierare i problemi, ma a quanto pare ci sarebbero pressioni da parte Usa sulle banche internazionali che dovrebbero fornire servizi finanziari per la fornitura all’Iran di “beni umanitari” e del settore automotivo. Punti previsti nell’accordo di Ginevra ma non realizzati ancora nella pratica. Per questo fonti iraniani accusano l’Occidente di “aver abbandonato il realismo dimostrato negli incontri precedenti”. Ufficialmente, sarà difficile avere maggiori dettagli sulle questioni aperte. Di certo, ora ci sono soltanto due mesi per arrivare a un accordo. In un pausa del vertice, Zarif ha raggiunto il Team Melli, la nazionale di calcio iraniana, in ritiro vicino a Vienna. E ha postato la foto di rito su Twitter.

A proposito: prima di fissare le date dei vertici di giugno, sarà bene consultare il calendario dei Mondiali. Sempre meglio evitare distrazioni.

1 Comment

  1. ciao belli.. non si tratta di delusioni. Il parlamento in persona del suo presidente s’è rivolto direttamente a Zarif per dire che Non può entrare in nessun altra trattativa che il nucleare. Intendeva la questione missilistica. Un po prima Rohani aveva dette con scrigno contro quelli vogliono la guerra, mentre ali khamenei aveva detto in una conferenza q sua volta che purtroppo alcuni non vogliono intendere! mi pare che tra poco staremo a vedere un duello tra i due. In più, il viaggio di Navaz Sharif a tehran ha ripristinato il gasdotto detto di Pace tra Iran, Pakistan e forse India, o addirittura Cina. Con la strattagemma ai confini tra i due paesi e la denuncia iraniana all’Onu contro Pakistan, la vendita di gas a Pakistan pareva essere saltata mentre Zangene, ministro del petrolio, offriva il gas iraniana come sostituto a quello siberiano all’Europa. naturalmente via Usa , Exon Mobile! Vediamo che ne viene fuori. Zangene a Mosca, ilo ministro della difesa in Cina e Zarif con la coda tra le gambe in ritorno a Tehran. Dopo domani il primo ministro del cabinetto va in parlamento ad essere interrogato. sarà il primo impeachment. Se cade sarà quel annello debole della catena che potrebbe anche sciogliere o scuotere tutto il resto. Ci sono buoni ministri nel governo ma tutto è molto incilinato verso la Nato e la si è visto sul caso Ucraina dove il governo iraniano non è equidistante ma ben da parte della Nato

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