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Messaggi di Natale

Rouhani Natale 2013

A Natale non si parla che di Natale. Qualsiasi comunicazione assume quasi obbligatoriamente un stile “natalizio”. Nella forma e nel contenuto. I messaggi di auguri – sinceri o di facciata – si sprecano. Siamo tutti più o meno invasi, in questi giorni, da sms, mail, tweet e post sui social che ci ripetono “Buon Natale”.

Già. A Natale non si parla che di Natale. Ma non si parla più di Gesù. O se ne parla poco, quasi di sfuggita.

Il biglietto di auguri che ho ricevuto dall’ambasciatore iraniano di Roma recita:

In occasione dell’anniversario della nascita di Gesù Cristo,

messaggero di Pace e Giustizia

e del nuovo anno Cristiano

formulo i miei migliori auguri!

Già due anni fa, monsignor Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, dichiarò il proprio apprezzamento per gli auguri ricevuti dall’ambasciata iraniana che gli augurava

‘Buon Natale di Gesù, sia benedetto il Suo nome’. Questo per i tanti – aggiungeva l’arcivescovo – che si vergognano di dire buon Natale e dicono buone feste, chissà feste di chi”.

Per questo Natale 2013 le massime autorità politiche della Repubblica islamica di Iran (la Guida Khamenei, il presidente Rouhani e il ministro degli Esteri Zarif)  hanno espresso i loro auguri via twitter. Rouhani ha inoltre trascorso la notte di Natale con famiglie di invalidi e martiri di guerra cristiani e – attraverso un tweet – ha rivolto gli auguri direttamente a Papa Francesco. 

Anche Ahmadinejad – nei suoi otto anni di presidenza – ha sempre inviato messaggi di auguri per il Natale. Ma per messaggi simili a quelli espressi quest’anno da Rouhani e Khamenei (“Gesù messaggero di giustizia contro l’arroganza”) era stato addirittura tacciato di antisemitismo. Così va il mondo. O, meglio, così lo si racconta.

Ecco i tweet di Khamenei, Zarif e Rouhani.

A tutti voi, Buon Natale.

 

 

 

 

 

 

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