Majles. Per cosa si vota

Identikit elettori iraniani

Il 2 marzo 2012 si svolgono le none elezioni legislative della Repubblica islamica.  Il sistema prevede una sola camera, chiamata majles, con 290 deputati. (Vedi le funzioni del Parlamento).

Il 2 marzo si vota. Due gli organi preposti alla gestione del voto: il Consiglio dei Guardiani, che vaglia le candidature, monitora le operazioni di voto e certifica i risultati, e il Ministero degli Interni, che è responsabile dal punto di vista tecnico e operativo. Tra i due organi, il Consiglio dei Guardiani, dominato dagli ultraconservatori, è sicuramente predominante.

La registrazione dei candidati è avvenuta dal 24 al 30 dicembre 2011. La lista definitiva dei candidati è stata rilasciata dal Consiglio dei Guardiani solo il 21 febbraio.

La campagna elettorale vera e propria è durata una sola  settimana dal 22 al 29 febbraio.

Chi si può candidare

Ogni candidato deve avere 7 requisiti di base:

  1. essere di nazionalità iraniana;
  2. essere musulmano praticante ( a parte i seggi riservati alle minoranze religiose);
  3. accettare e riconoscere il sistema della Repubblica Islamica;
  4. riconoscere la validità della Costituzione ed il principio del Velayat Faqih;
  5. avere un master o un attestato di studi teologici equivalente al master universitario;
  6. avere un’età compresa tra i 30 ed i 75 anni.
  7. i membri del governo, le autorità  statali ed esecutive e gli impiegati delle forze armate e delle istituzioni statali, si devono dimettere dalle loro cariche almeno 6 mesi prima della candidatura.

Le forze in campo

Stavolta non esiste una contrapposizione tra conservatori e riformisti. Il Ministero degli Interni ha dichiarato che il 14% dei candidati appartiene al fronte riformista, ma i principali partiti di questo fronte hanno dichiarato che non parteciperanno a queste elezioni. Ufficialmente, ci sono solo 2 coalizioni riformiste sulle 67 in corsa in tutto il Paese (a Teheran sono in tutto 24). 

La contesa è tutta all’interno del fronte conservatore ma questo non vuol dire che non ci sarà battaglia. Tutt’altro: le divisioni tra sostenitori del Presidente Ahmadinejad e suoi avversari hanno portato a un clima di tensione continua.

Ahmadinejad è stato più volte accusato di essere coinvolto in una gigantesca frode finanziaria e diversi parlamentari ultraconservatori hanno proposto l’impeachment. Più volte sotto accusa anche il controverso capo dello staff presidenziale Esfandiar Rahim Mashaei.

In questo clima fratricida, il Ministero degli Interni ha cassato il 17% dei candidati. Tra questi, 32 attuali parlamentari, come Ali Mottahari, Hamidreza Katouzian e Godratollah Alikhani, sempre molto critici nei confronti di Ahmadinejad. Il Consiglio dei Guardiani può comunque intervenire anche dopo il voto e decidere la ripetizione nei singoli collegi.

I conservatori vicini alla Guida Khamenei hanno avvisato “la corrente deviazionista” (cioè i sostenitori di Ahmadinejad) di non provare a manipolare le elezioni. Particolarmente agguerrito il capo della magistratura Sadeq Larijani, (fratello di Ali, il presidente del parlamento).

Apatia politica

È evidente che questo turno elettorale – il primo dopo le controverse presidenziali del 2009 – sia snobbato dalla maggior parte degli iraniani. Il numero di candidati registrati (5.395) è il più basso dal 1996. Tra questi, le donne sono meno del 10%. Il consiglio dei Guardiani ha tagliato il 35% dei candidati iscritti.

Va anche detto che sono stati apportati emendamenti alla legge elettorali che hanno di fatto limitato la corsa alla candidatura: chi vuole presentarsi alle elezioni deve infatti avere almeno un master universitario. Immaginiamo se in Italia passasse un provvedimento del genere..

Fortissima, invece, la voglia di rielezione dei deputati attualmente in carica: su 290 si ripresentano in 260.

Parenti

Nomi eccellenti tra i candidati: Parvin Ahmadinejad, sorella del presidente; Tahereh Nazari Mehr, moglie dell’ex ministro degli Esteri (esautorato) Manouchehr Mottaki; Mohammad Reza Tabesh, nipote dell’ex presidente riformista Mohammad Khatami, nonché segretario generale della fazione di minoranza del parlamento.

Affluenza

Sono 48 milioni gli iraniani che hanno diritto di votare a queste elezioni. Nelle scorse legislative del 2008 votò il 55% degli aventi diritto. In quelle del 2005 il 51%. Alle presidenziali del 2009 l’affluenza fu dell’83%.

Giornalista, blogger, autore di diversi libri sull'Iran. Twitter: @anto_sacchetti

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