Il vecchio che avanza

Mai dare nulla per scontato quando si parla di politica in Iran. L’Assemblea degli Esperti eletta lo scorso 26 febbraio ha scelto il proprio presidente: è l’ayatollah conservatore Ahmad Jannati, 90 anni, già a capo del Consiglio dei Guardiani.

Risultato decisamente sorprendente: i media iraniani davano per favorito l’Ayatollah Ebrahim Amini ritenuto vicino alla coalizione moderata guidata da Rafsanjani. E invece no: Amini è arrivato secondo con 21 voti. Jannati ne ha ottenuti 51.  Mahmoud Hashemi Shahroudi è arrivato terzo con 13 voti. Mohammad Ali Movahedi-KermaniShahroudi sono stati scelti come primo e secondo vice.

Il vero colpo di scena è l’eclissi dell’eterno Akbar Hashemi Rafsanjani, primo degli eletti di Teheran a febbraio e apparentemente vero decision maker della coalizione moderato-riformista. Quel voto – vale la pena ricordarlo – ha decretato l’esclusione dall’Assemblea di due ayatallah ultraconservatori come Mohammad Yazdi e Mohammad-Taghi Mesbah-Yazdi, mentre lo stesso Jannati era stato eletto per il rotto della cuffia, sedicesimo su sedici.

Eppure, lo stesso Rafsanjani, in un’intervista al quotidiano Aftab-e Yazd aveva fatto pochi giorni fa un clamoroso passo indietro, dichiarando “non necessaria” una sua candidatura a presidente dell’Assemblea degli Esperti. Lo stesso kuseh, a voto concluso, si è dichiarato soddisfatto della scelta dell’Assemblea.

Che significa?

Guardiamo le cose in prospettiva. Jannati ha 90 anni, il suo incarico da presidente ne dura due. Questa Assemblea sarà in carica fino al 2024. A meno di clamorosi colpi di scena, la prossima Guida non sarà scelta in questi due anni. Khamenei sarà anche malato e non giovanissimo, ma sembra perfettamente lucido e assolutamente in controllo del quadro politico del Paese.

E allora?

Probabilmente il fronte guidato da Rafsanjani e Rouhani ha optato per una campagna di lungo corso. Oggi i conservatori spingono per dare un segno di continuità col passato, non vogliono mollare la presa. Jannati è stato sempre contrario all’accordo sul nucleare e alle apertura all’Occidente. La sua scelta pare quindi una garanzia di conservazione, di non cedimento.

Il muro contro muro tra le anime della Repubblica islamica è evitato, almeno per ora. L’Assemblea avrà otto anni per prendere decisioni ben più pesanti e durature.

 

khayan

Il quotidiano Kayhan parla della scelta di Jannati come di un dito nell’occhio degli inglesi

 

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