L’Iran e la satira

Una Metamorfosi iraniana

La strage della redazione di Charlie Ebdo ha riaperto il dibattito sul rapporto tra satira e potere, soprattutto nei Paesi islamici. In un altro post abbiamo anche parlato di quali siano state le reazioni in Iran. .

Per farsi un’idea del rapporto tra satira e potere nella Repubblica Islamica, vorremmo qui proporre tre libri, diversi tra loro per stile e data di pubblicazioni e tutti e tre ugualmente interessanti per ragioni diverse.

Il primo si intitola Iran. Gnomi e giganti, paradossi e malintesi, testi di Ebrahim Nabavi  e disegni di Reza Abedini, pubblicato in Italia da Spirali nel 2009.

E’ un libro bello da leggere e anche solo da sfogliare. Alcune pagine sono graffianti. Ad esempio:

La fuga dei cervelli

“Ha riso: l’hanno accusato di prendere in giro il regime e l’hanno picchiato.

Era silenzioso: l’hanno accusato di ordire un complotto contro il governo.

Ha condotto una vita allegra: l’hanno arrestato per immoralità.

Ha inseguito la ricchezza: l’hanno accusato di corruzione.

Ha inseguito il potere: l’hanno accusato di opposizione al governo.

Ha pianto: l’hanno arrestato con l’accusa di disfattismo.

Ha scritto: l’hanno arrestato con l’accusa di diffondere menzogne e d’insultare i leader.

Non ha scritto: gli amici l’hanno accusato di complicità con il potere.

Ha camminato: l’hanno picchiato con l’accusa di vagabondaggio.

Si è seduto: l’hanno accusato di ostruire il passaggio.

Alla fine un bel giorno, ha usato il cervello: è fuggito.

La morale: uno dei motivi della fuga dei cervelli è l’uso del cervello”.

Ebrahim Nabavi

Secondo consiglio di lettura: Una metamorfosi iraniana, di Mana Neyastani, pubblicato in Italia nel 2012 da Coconino Press – Fandango. E’ un graphic novel dai toni kafkiani, tratto da una storia vera. Mana disegna vignette per il supplemento settimanale per ragazzi del giornale Iran. Il suo lavoro non ha a che fare con la politica, almeno così crede. Un giorno però pubblica una storia in cui uno scarafaggio parla azero. Non c’è l’intenzione di offendere nessuno, ma nel giro di pochi giorni scoppia la protesta degli azeri nel nord del Paese. Le scuse del giornale non bastano e Mana diventa il facile capro espiatorio. Arriva l’arresto, il carcere e poi la scelta dell’esilio. Un libri duro, che fa capire come la macchina della censura possa colpire tutti.

Terzo e ultimo consiglio di lettura: Nel paese dei mullah, di Hamid-Reza Vassaf. Anche questo è un graphic novel. La storia è in questo caso inventata: un soldato dell’esercito iraniano naufraga su un’isola deserta del Golfo Persico. Lo soccorre uno uno scrittore che ha scelto di vivere lì, lontano dal trambusto di Teheran. L’incontro tra il militare e l’intellettuale diventa l’occasione per ripercorre, ognuno dal suo punto di vista, la storia dell’Iran dalla rivoluzione ai giorni nostri.

Buona lettura.

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