Lost in translation

Alla fine almeno uno lo ha ammesso. E non uno  qualsiasi, ma il ministro dell’intelligence e dell’energia atomica (nonché vicepremier) di Israele Dan Meridor: “Le parole di Ahmadinejad su Israele furono travisate. 

Il 16 aprile 2012, in un’intervista rilasciata ad Al Jazeera ha ammesso: “Ahmadinejad non ha mai dichiarato che avrebbe cancellato Israele dalla carta geografica”. Certo, ha detto che Israele è “una creatura innaturale, destinata a scomparire”, “uno Stato illegittimo che andrebbe rimosso”. Ma quella frase “Vi cancelleremo” non è mai stata pronunciata.

Tutto risale al 28 ottobre 2005. I ricordi personali si intrecciano con la cronaca, dato che era il secondo giorno del mio primo viaggio in Iran. Durante la Conferenza annuale “Un mondo senza sionismo”, Ahmadinejad disse:

 “Il nostro caro imam (Khomeini) disse che questo regime di occupazione di Gerusalemme (Qods) deve scomparire dalle pagine del tempo”.

Le parole esatte in persiano erano:

In regimeh Eshghalagareh Quds bayard az safayeh rouzegar e mahv shavad.

L’equivoco (?) è stato già analizzato nella biografia di Ahmadinejad  (sottotitolo: La storia segreta del leader fondamentalista. Non proprio un’agiografia, dunque…) scritta da Kasra Naji  e pubblicata in Italia nel 2009 da Edizioni Clandestine.

A pag. 230 spiega che la parola mahv vuol dire “scomparso”, “cancellato”. Shavad  è voce del verbo shodan (diventare). Mahv shavad vuol dire sparire. Non “deve essere cancellato”. Per dirlo, Ahmadinejad avrebbe dovuto usare altre parole: bayad mahv kard. Cioè, alla lettera,  “deve essere fatto sparire”.

Non solo. Az safayeh rouzegar non vuol dire affatto  “mappa geografica”, ma “pagine dei giorni, del tempo, della storia”.

Ora non è che il messaggio autentico di Ahmadinejad fosse un biglietto di auguri, ma la forzatura della traduzione è una falsificazione grossolana. Sulla quale da anni si basa la retorica israeliana e di molti politici occidentali.

Personalmente lo ripeto da anni: quella frase è stata volutamente manipolata. Qualche anima bella per questo mi ha pure accusato di essere pagato dal regime. Oddio, non è che adesso qualcuno dirà lo stesso del “povero” Meridor?

Giornalista, blogger, autore di diversi libri sull'Iran. Twitter: @anto_sacchetti

Lascia un commento

*

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.