Khamenei scrive ai giovani occidentali

La lettera di Khamenei

La Guida Suprema della Repubblica Islamica l’Ayatollah Seyyed Alì Khamenei, ha deciso di parlare direttamente ai giovani dell’Europa a proposito dell’Islam, del terrorismo e dei temi di attualità che hanno occupato le prime pagine dei giornali in questi giorni. Il 21 Gennaio 2015, la Guida suprema iraniana ha diffuso, tramite il suo ufficio, una lettera aperta in lingua inglese, riportata dai media iraniani (http://jahannews.com/vdcjitexhuqeyvz.fsfu.html) e di cui segue la traduzione in lingua italiana.

Nel nome di Dio, il Misericorde, il Misericordioso,

ai Giovani in Europa e Nord America,

i recenti eventi in Francia ed altri eventi affini in altri paesi occidentali mi hanno convinto a parlare direttamente con voi a proposito di essi. Mi rivolgo a voi (i giovani/ndr), non perché io trascuri i vostri genitori, ma piuttosto perché il futuro delle vostre nazioni sarà nelle vostre mani; ed inoltre trovo che il senso di ricerca della verità sia più vigoroso ed attento nei vostri cuori.

Io non mi rivolgo ai vostri politici e uomini di stato nemmeno in questa lettera perché credo che loro abbiano separato consciamente la via della politica dal sentiero della giustizia e della verità.

Vorrei parlare con voi a proposito dell’Islam, in particolare dell’immagine che vi e’ stata presentata col nome di Islam. Negli ultimi due decenni molti sforzi sono stati compiuti, più o meno dal crollo dell’Unione Sovietica, per piazzare questa grande religione sulla poltrona del “terrificante nemico”. La creazione di un sentimento di orrore e di odio e successivamente la strumentalizzazione di questo sentimento e’ purtroppo un fenomeno di lunga data nella storia politica dell’Occidente.

Qui io non voglio trattare delle diverse paure con cui le nazioni occidentali sono indottrinate. Un veloce ripasso dei recenti studi critici della storia vi diranno che il trattamento falso e ipocrita riservato dalle nazioni occidentali alle altre nazioni e’ stato censurato nei testi di storia.

La storia degli Stati Uniti e dell’Europa e’ purtroppo annerita dallo schiavismo, e’ messa in imbarazzo dal periodo coloniale ed e’ macchiata dall’oppressione della gente di colore e dei non-cristiani. I vostri studiosi e storici si vergognano profondamente degli spargimenti di sangue commessi in nome della religione tra Cattolici e Protestanti o in nome del nazionalismo e della razza durante la prima e la seconda guerra mondiale; e questo approccio e’ ammirabile.

Citando una frazione di una lunga lista, non intendevo fare una discussione storica; desideravo solo che voi chiedeste ai vostri intellettuali perché la coscienza pubblica, in Occidente, si sia risvegliata solo dopo una parentesi di diversi decenni o addirittura secoli. In altre parole, perchè la revisione della coscienza collettiva riguarda solo il passato remoto e non questioni d’attualità? Cosa sono questi sforzi per impedire una presa di coscienza pubblica su un tema importante come la cultura ed il pensiero islamici?

Voi sapete bene che l’umiliazione e la diffusione dell’odio e della falsa paura “dell’altro” sono stati alla base di tutti i sistemi oppressivi. Ora, io voglio che voi vi chiediate perchè la vecchia politica della creazione del terrore e dell’odio abbia colpito l’Islam ed i musulmani con una intensità senza precedenti. Perché la struttura del potere nel mondo vuole che il pensiero islamico venga isolato? Quali concetti e valori nell’Islam disturbano i piani delle superpotenze e quali interessi vengono salvaguardati mettendo in cattiva luce l’Islam? Ed allora, la mia prima richiesta e’ questa: studiate e informatevi su ciò che favorisce questa ampia azione ai danni dell’immagine dell’Islam.

La mia seconda richiesta viene formulata in reazione alla marea di pregiudizi e di campagne di disinformazione; cercate di ottenere una conoscenza diretta e di prima mano di questa religione. La ragione indica che voi siete in grado di comprendere la natura e l’essenza di questa religione intorno a cui loro creano paura proprio per farvici stare alla larga.

Io non insisto affinché voi accettiate la mia lettura o qualsiasi altra lettura dell’Islam.Ciò che vi voglio dire è: non permettete che questa realtà dinamica ed influente del mondo di oggi vi venga presentata con odio e pregiudizio. Non permettete loro di presentarvi i terroristi che hanno reclutato come rappresentanti dell’Islam.

Conoscete l’Islam attingendo alle fonti primarie ed originali. Prendete informazioni sul pensiero islamico dal Corano e dalla vita del profeta. Desidero chiedervi se avete letto direttamente il Corano dei musulmani. Avete studiato gli insegnamenti del Profeta dell’Islam e la sua dottrina etica ed umana? Avete mai ricevuto una informazione dall’Islam oltre che dai media?

Vi siete mai chiesti come e sulla base di quali valori l’Islam stabilì la più grande civiltà scientifica ed intellettuale del mondo ed allevò i migliori scienziati ed intellettuali per diversi secoli?  

Desidero che impediate a coloro che offendono di creare distanza tra voi e la realtà, privandovi della possibilità di avere un vostro giudizio imparziale. Oggi, i media hanno superato i confini geografici. Ed allora, non permettete loro di assediarvi nelle frontiere mentali che hanno fabbricato.

Anche se nessuno può riempire individualmente le distanze createsi, ognuno di voi può costruire un ponte fatto di pensiero e correttezza per superare le distanze ed illuminare se e chi sta attorno. Anche se la pre-programmata sfida tra voi e l’Islam, (costruita ad arte/ndr), non e’ costruttiva, può però creare nuove domande nelle vostre menti e saranno proprio gli sforzi per trovare una risposta a queste domande che vi daranno l’opportunità di scoprire nuove verità.

Quindi, non perdete l’opportunità per ottenere una conoscenza giusta, corretta ed imparziale dell’Islam ed e’ auspicabile che in tal modo, grazie al vostro senso di responsabilità nei confronti della verità, le future generazioni possano scrivere approposito delle attuali interazioni tra Islam ed Occidente con una coscienza più pulita ed una dose minore di pregiudizio.

Seyyed Alì Khamenei

21 Gennaio 2015

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