Iran. Nuove regole per elezioni presidenziali

Legge elettorale presidenziali Iran

Il majles, il parlamento iraniano, ha approvato delle modifiche alla legge che regola le elezioni del Presidente della Repubblica Islamica, fissate per il 14 giugno 2013.

Secondo l’articolo 115 della Costituzione,

il Presidente viene eletto fra le personalità di rilievo in campo religioso e politico che siano in possesso dei seguenti requisiti: origine iraniana per nascita da genitori iraniani, nazionalità iraniana, capacità direttive testimoniate da precedenti esperienze, affidabilità e virtù, lealtà convinta nei confronti dei principi della Repubblica Islamica dell’Iran e della religione dello Stato.

È poi il Consiglio dei Guardiani, come stabilito dagli articoli 99 e 118, ad approvare i candidati che possono poi essere votati dal popolo. In genere, ad eccezione delle prime elezioni del 1979, si è trattato sempre di una scelta molto selettiva, come mostra questa tabella:

Candidature presentate e ammesse alle presidenziali. Fonte: http://www.pbs.org/

 

La nuova legge prevede che i candidati debbano avere tra i 40 e i 75 anni, siano in possesso almeno di un diploma di dottorato o di un titolo seminaristico equivalente. Il candidato deve inoltre avere un attestato di riconoscimento da parte di 150 persone che abbiano prestato servizio in qualità di ministro, vice ministro, o governatore dopo la rivoluzione oppure abbiano la fiducia della maggioranza dei Majles. Per la maggior parte dei candidati, si richiedono almeno otto anni di servizio come ministro o deputato, o in un “livello equivalente” del sistema giudiziario o militare. Un candidato può anche registrarsi con l’approvazione di 400 persone con esperienza di ministro, vice ministro, o governatore, o di due terzi dei Majles, o 30 docenti provenienti da tutto il paese, o di 30 alti membri del clero, o 20 membri dell’Assemblea degli Esperti.

Le nuove norme, decisamente più restrittive rispetto al testo originario della Costituzione, sono state approvate con 144 voti favorevoli, 91 contrari e 11 astenuti.

Un primo effetto immediato di questa riforma, è che a giugno non potrà candidarsi l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, 78enne.

Sono inoltre messi fuori gioco anche molti religiosi di medio rango che non possiedono un dottorato o un titolo.

Si è parlato, nelle ultime settimane, della possibilità di ammettere candidate donne. Nel testo della Costituzione, anche dopo la riforma, si usa la parola persiana rejal, che può essere tradotto come “dignitario” o “personalità del potere”. Non esiste una norma che vieti la candidatura di una donna, anche se il Consiglio dei Guardiani non ha mai ammesso, finora, una candidata donna.

Emerge un identikit del futuro candidato forte delle prossime presidenziali? Più di qualcuno fa il nome dell’attuale presidente del parlamento Ali Larijani. Ma è comunque presto per azzardare previsioni: in Iran la campagna elettorale è sempre molto breve e le sorprese arrivano alla fine.

La lunga strada verso il 14 giugno è appena iniziata.

 

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