Io non sono Charlie Hebdo

Charlie Ebdo

È molto probabile che per giorni, se non per settimane, leggeremo, parleremo e sentiremo parlare del massacro dei redattori di Charlie-Hebdo. Come è giusto che sia: per onorare le vittime e condannare gli assassini. L’hashtag #JeSuisCharlie sarà il più diffuso su Twitter; su social, media tradizionali e per strada se ne parlerà moltissimo.

È l’obiettivo per cui è stata commessa la strage. Il delitto come strumento di propaganda. Fino a una trentina di anni fa, nel nostro Paese, gruppi come Prima Linea cercavano visibilità ammazzando giornalisti e cittadini inermi. Era una questione di marketing, più che di strategia politica. Ammazzo, dunque sono.

Oggi ci stupiamo che si possa morire per una vignetta: ricordiamoci perché vennero trucidati – due nomi su tutti – Walter Tobagi e Carlo Casalegno. Ma la memoria, si sa, non si trasmette per osmosi e ormai, dal 2001, la stessa parola “terrorismo” si accompagna sempre all’aggettivo “islamico”.

Islam non è sinonimo di terrorismo
E quindi rieccoci a parlare di “Undici settembre europeo”, come ha fatto Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera , a inveire contro l’Islam “religione incompatibile coi valori occidentali”, a citare per l’ennesima volta Oriana Fallaci. L’orrore del terrorismo porta con sé l’orrore della banalità dei commenti e la grettezza dei commenti basati sul nulla. Chi sono gli attentatori di Parigi? Scoprirlo è certo compito degli inquirenti francesi, come subito si è affrettato a scrivere Galli della Loggia. Cellula di Al Qaeda? ISIL? Poco importa, la discussione si sposta subito sul livello altissimo (e quindi bassissimo) della religione e della morale.

È successo a Parigi e quindi “da noi”. E per questo ci interessa. Quando l’ISIL uccide in Iraq o il terrorismo sunnita uccide in Iran (eh sì, succede proprio così, lo avreste mai detto?) ci importa pochissimo, non “siamo Charlie”, non siamo nessuno in quei casi.

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1 Comment

  1. mi piace, sono d’accordo. Poi, Galli della Loggia mi ha ha fatto sempre ribrezzo. Mi da l’impressione che si piaccia. Un po come tanti qui come Ziba Kalaam. Devono loro essere presenti, nel mezzo. Forse per questo sono là dove sono. Lo stesso per Oriana -Falolacci o i Panagulis. Uffa. Ma quello che concordo, se ho capito bene, è che lla cosa è molto più grave che un attentato contro libertà d’espressione per cui tutti, pare, si sono affrettati a diffendere la libertà di espressone. L’ho scrissi su il manifesto e ho preso gli sputi. Daesh sarebbe ritornato in patria a colpire e tutti se la aspettavano ma se sono ritornati anzitempo o perché colpire là o che altro non si sa. Il fatto è che sono loro, questi governi, quel sistema, questa politica della dastra che li ha creati e prodotti e armati e mandati e adesso, quando morrà il Re moderato Feysal saudita, quelli che vengono saranno peggio e direttamente fautori dei Daesh. E che sarà! Putin fece una proposta all Ue di entrare a collaborare con la economia euroasiatica, e Holland ci sorrise! Ah! E tu vecchio… Figlio di.. tu e il tuo predecessore piromane che tanto fece per abordare e abbocare in Libia cercando di passara avanti a noi padroni del mondo, noi che in sei giorni avevamo neutralizzato tutte le difese aeree libiche permettendo che voi altri passaste avanti, adesso ci stai pensando a tradire e saltare oltre l’Ucraina? Sarà pure fantapolitica ma teniamo un occhio su questo, e allora, ragazzi belli, attaccate un poco là e facciamo come una fava e due o tanti piccioni, e Galli della Loggia tua o ci casca o ci sta.
    bye bye

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