In Iran sul sofà

Couchsurfing Iran

Lo dico con franchezza: ignoravo cosa fosse il couchsurfing prima di leggere In viaggio sul sofà di Elena Refraschini e Davide Moroni. E quindi questa lettura è servita anche a imparare che il Couchsurfing (“saltare da un divano all’altro”), è

un modo di viaggiare che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo, una rete globale composta da oltre sette milioni di viaggiatori – di ogni tipo: ragazzi e ragazze, famiglie con bambini, coppie in pensione – che viaggiano in cerca di esperienze autentiche, in grado di cambiare la vita. C’è chi mette a disposizione un divano, e può così invitare il mondo a casa propria; c’è chi gira il globo, sicuro di trovare sempre qualcuno che lo faccia sentire a casa; e c’è chi vive l’esperienza al completo, facendo entrambe le cose. E tutto senza spendere un centesimo.

E si può viaggiare in couchsurfing anche in Iran, come racconta Elena Refraschini nel capitolo “Leggere Hafez a Shiraz”. Tra l’altro, il couchsurfing sembra ideale per viaggiare in Iran, per almeno due motivi:

  1. Gli iraniani sono davvero il popolo più ospitale del mondo, come sosteneva già Erodoto.
  2. Essere ospitati è l’occasione per scoprire la dimensione privata della vita degli iraniani.

In un altro capitolo, Il mio divano in Iran, un ragazzo di Isfahan di nome Masih racconta la sua esperienza di padrone di casa, prima nella sua città d’origine e poi a Teheran. Nonostante in Iran il couchsurfing sia formalmente al bando, questa pratica è in espansione perché permette ai giovani di stringere contatti con coetanei di tutto il mondo e avere l’opportunità di essere ospitati a loro volta all’estero.

Per adesso, buona lettura. E magari, a breve, buon viaggio…

www.couchsurfing.org

Lascia un commento

*

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.