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In arrivo a Roma Kayhan Kalhor

Il maestro della musica classica persiana

Domenica 9 febbraio 2020 – ore 19

Teatro Greco

Via Ruggero Leoncavallo, 10

Arriva il 9 febbraio a Roma il musicista iraniano Kayhan Kalhor, maestro internazionalmente noto del kamantcheh, antico strumento a corda della tradizione persiana. L’artista si esibirà il 9 febbraio al Teatro Greco, alle 19, nell’ambito di una tournèe europea che passa anche per Venezia, Firenze e Milano. Con lui anche il percussionista Benham Samani, agli strumenti tombak e daf, in un concerto intessuto con l’arte dell’improvvisazione persiana, culmine di un processo che inizia con l’apprendimento del radif (struttura), un insieme di composizioni trasmesso da maestro ad allievo, e che giunge all’istante senza tempo (waqt) e allo stato di grazia (hāl), che tocca gli ascoltatori più attenti.

Solo pochi mesi fa Kalhor ha vinto in Finlandia l’ultimo di vari riconoscimenti internazionali, il Womex (World Music Expo), per aver portato la tradizione della musica classica persiana all’orecchio della gente in tutto il mondo, e per il suo continuo sforzo di innovare e creare nuovi linguaggi musicali. In quell’occasione aveva detto: “mentre salgono forze nel mondo che spingono per divisioni, confini e intolleranza, la musica ci porta a stare insieme e ci ricorda della comune umanità”. 

Il concerto è organizzato dall’Associazione culturale italo-iraniana Alefba in collaborazione con l’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente Ismeo.

Per informazioni e prenotazioni: 347 351 1465

Nato a Teheran nel 1963 in una famiglia curda, Kahlor cominciò a studiare musica a sette anni, approfondendo non solo la tradizione classica persiana ma anche le influenze delle musica curda e turca. Nel 1978 si è trasferito a Roma per studiare la musica classica occidentale. Successivamente si è laureato alla Carleton University di  Ottawa, in Canada. Si è esibito all’estero come solista con varie ensemble e orchestre, fra cui la New York Philarmonic e l’Orchestra Nazionale di Lione. E’ cofondatore delle ensemble Dastan e Masters of Persian Music, e ha composto musiche per grandi cantanti iraniani come Mohammad Reza Shajarian e Shahram Nazeri. Fra le sue composizioni anche una per la colonna sonora di “Un’altra giovinezza” (2007) di Francis Ford Coppola. Ha partecipato al Yo-Yo Ma’s Silk Road Project, creato dal violoncellista americano Yo-Yo Ma per promuovere scambi artistici multiculturali e ispirato all’antica Via della Seta, con cui ha vinto un Grammy Award nel 2017 per l’album “Sing Me Home”. Nello stesso anno l’arte di creare e di suonare il kamantcheh é stata inserita tra i patrimoni immateriali dell’umanità dell’UNESCO. L’impiego di questo strumento spazia in campo  internazionale dalla musica tradizionale al nuovo underground global-local, abbracciando folk, jazz, culture locali e della diaspora,  suoni elettronici e urbani.

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