Sarebbe un errore associare il sistema giudiziario a un’interpretazione stretta della legge coranica. La sharia è una delle fonti del diritto, ma non l’unica.

La Costituzione del 1979 afferma in più articoli l’indipendenza del potere giudiziario.

In virtù della riforme del 1989, a capo del sistema giudiziario c’è un responsabile scelto direttamente dalla Guida suprema ogni 5 anni. Tra le varie prerogative di questa figura, c’è l’indicazione del ministro della Giustizia al Presidente della Repubblica quando questi forma il governo.

Il potere giudiziario ha il dovere di

consolidare i diritti individuali e collettivo, di promuovere la giustizia e la libertà, di controllare la corretta applicazione delle leggi e di individuare e reprimere i reati, applicando le norme della giustizia islamica.

L’azione, sia penale sia civile, è obbligatoria perché il giudice inquirente, avuta notizia di reato, deve indagare in merito. Viene riconosciuto il principio di non colpevolezza dell’imputato, codificando il contenuto dell’hadath 3583 della sunna III:

Quando un uomo è presentato a te, non sottoporlo a giudizio finché non hai sentito l’altra parte nello stesso modo con cui ha sentito la prima.

La Costituzione iraniana afferma inoltre il principio in base al quale nessuna azione può essere giudicata reato in base a una legge entrata in vigore successivamente (art. 169).

Corte suprema

Formata da 32 giudici nominati dalla Guida suprema, suddivisa in 8 sezioni penali e civili. Ogni sezione è composta da due giudici qualificati, uno dei quali è presidente di sezione.

Il Presidente della Corte suprema è nominato per 5 anni dalla Guida suprema ed è scelto tra esperti di teologia e giurisprudenza islamica.

La Corte non emette sentenze ma pronuncia pareri su questioni di diritto espressamente sollevate da giudici.

Tribunali civili e penali

La giurisdizione civile e penale prevede diverse competenze a seconda della gravità della controversia. Per alcuni casi è previsto il doppio grado di giudizio. Il Tribunale penale superiore (o di secondo grado) è competente per i reati punibili con la pena di morte, l’amputazione, l’esilio, le ammende sino a due milioni di rial, l’esproprio sino a due terzi della proprietà o la rescissione fino a dieci anni. Il tribunale penale di primo grado è competente per tutti gli altri reati.

Ogni provincia ha un suo tribunale penale superiore, composto da un presidente, un giudice a latere e un consulente. I tribunali di primo grado sono composti da un solo giudice.

Tribunali speciali

Giudicano ogni attentato alla sicurezza interna ed esterna e ogni crimine legato al traffico di stupefacenti. I tribunali speciali sono al di sopra della Corte suprema. Sono suddivisi in 3 sezioni quella per i reati economici, quella per i reati politici e quella per il traffico di droga.

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