Nome in persiano: Majma-e-Tashkhis-e-Maslahat-e-Nezam. Tradotto spesso come Consiglio per il discernimento dell’Interesse del Sistema, potrebbe anche essere chiamato Consiglio per la risoluzione delle controversie.

Si tratta di un’assemblea amministrativa creata nel febbraio 1988 per volere di Khomeini. L’origine è piuttosto singolare: l’allora Guida suprema sottrasse al governo il controllo dei prezzi di mercato e l’affidò al nuovo organismo. L’anno seguente, a seguito delle proteste del Parlamento, Khomeini tolse al Consiglio il potere di vagliare provvedimenti esecutivi e gli affidò l’incarico di vigilare sui rapporti tra parlamento e Consiglio dei Guardiani.

Con la riforma costituzione del 1989, il Consiglio ha ricevuto una definizione istituzionale. È composto da membri nominati dalla Guida per un incarico (rinnovabile) di sei anni. Il numero dei membri non è definito: si è passati da una ventina di membri ai circa 40 attuali.

Il Consiglio si riunisce ogni volta che il Consiglio dei Guardiani pone il veto su un disegno di legge approvato dal Parlamento e questo non accetta di modificarlo.

Di fatto, il Consiglio svolge oggi un ruolo consultivo svolto per la Guida Suprema.

Quando è chiamato a mediare tra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani della Costituzione, il Consiglio per il Discernimento include anche i sei religiosi del Consiglio dei Guardiani.

Le decisioni del Consiglio del Discernimento non sono né pubbliche né contestabili. Secondo alcuni osservatori, negli ultimi anni questo organismo è divenuto il più importante dal punto di vista politico dopo la Guida suprema.

Il 13 giugno 2009 Ali Akbar Hashemi Rafsanjani (all’epoca anche presidente dell’Assemblea degli Esperti) si è dimesso da segretario del Consiglio per il Discernimento. Al suo posto, Mohsen Rezai.

Il 14 marzo 2012 è stato nominato un nuovo Consiglio di 39 membri che rimarranno in carica fino al 2017. Il presidente è Rafsanjani, mentre Rezai ricopre il ruolo di segretario generale. 

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