Fiabe persiane

L’Iran non è solo un Paese unico e bellissimo, con il popolo più ospitale del mondo e una cultura millenaria. L’Iran è anche la terra in cui sono nate storie conosciute in tutto il mondo, tradotte in mille lingue e declinate nelle versioni più diverse. Davood Abbasi, studioso e docente universitario iraniano, ha raccolto queste storie in un volume in lingua italiana, appena pubblicato come ebook.

E’ una raccolta davvero molto bella: non ci sono le solite favole tradizionali, ma tante storie davvero bellissime, imperdibili per chi ama l’Iran. Le potete leggere su smartphone, tablet, pc, dove volete, ad un prezzo davvero simbolico: 0,99 euro.

Leggetelo, questo libro, merita davvero.

Questa è l’intervista che ho rilasciato a Radio Irib:

 

Questa che segue è l’introduzione che ho avuto l’onore di scrivere.

 

«L’impero della mente». Così Michael Axworthy titolò un suo libro, pubblicato in Italia – chissà perché – come «Breve storia dell’Iran». Mi è tornato in mente, quel titolo, sfogliando le pagine di questa raccolta di favole persiane, curata e tradotta in italiano dal mio amico Davood Abbasi.

Ho avuto la fortuna e l’onore di leggere questo libro in anteprima che potrebbe benissimo divenire – se avrà l’attenzione e la fortuna che merita – uno dei futuri “classici” sull’Iran.

Non è un giudizio affrettato o di parte, il mio. L’Iran è molto più presente nella nostra cultura di quanto noi comunemente non immaginiamo. Ed è un incredibile serbatoio di storie, favole e poesie. Agli iraniani piacciono i racconti. Amano raccontare e amano ascoltare.

Non c’è bisogno di scomodare le Mille e una notte – il cui nucleo centrale di storie, sebbene scritto in arabo, è appunto di derivazione persiana. Potremmo, ad esempio, prendere una favola poco nota in Italia, quel Pesciolino nero (Mahi siah kuchulu, 1968) di Samad Berangi. In pochi lo avranno notato, ma Alla ricerca di Nemo (2003), cartone animato visto e amato da milioni di bambini (e non solo) di tutto il mondo, non è che una rivisitazione in 3D e con happy end della favola di Berangi.

Le favole persiane hanno tutte una loro morale. O, meglio, hanno un’anima. Come se queste storie non fossero necessariamente legate a un autore in particolare, ma fossero tutte figlie di un’unica grande cultura che le ha generate dopo una gestazione, in alcuni casi, millenaria.

Grazie alla raccolta di Davood Abbasi, abbiamo l’opportunità di andare direttamente alla fonte di questo flusso ininterrotto di storie e parole.

E come queste parole siano così presenti nella vita degli iraniani, lo sa benissimo chiunque li frequenti o sia stato in Iran. E lo possiamo capire anche leggendo l’appendice sui modi di dire persiani legati ad ogni singola favola. Un elemento distintivo che l’autore ha fortemente voluto e che rappresenta un ulteriore motivo per cui leggere questo libro.

Personalmente, custodirò questa raccolta come una sorta di guida universale. Un testo di riferimento per tutte le volte che leggerò, scriverò o parlerò di Iran.

 

 

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