Cosa succede con Zarif?

Il ministro degli Esteri iraniano annuncia a sorpresa le dimissioni. Cosa ha determinato questa scelta e cosa potrebbe accadere ora

La notizia bomba arriva quando a Teheran è ormai la tarda serata di lunedì 25 febbraio 2019 e infatti la maggior parte dei quotidiani iraniani non fa in tempo a riprenderla: Javad Zarif, il ministro degli Esteri, l’architetto dello storico accordo sul nucleare del 2015, si è dimesso. Lo ha annunciato lui stesso in modo decisamente singolare, con un post su Instagram.

Per capire il messaggio e la sua cornice, è necessaria una premessa: in Iran la ricorrenza del compleanno di Fatemeh Zahra, la figlia prediletta del Profeta, è l’occasione in cui si celebra la Festa della Madre e della Donna. Per questo, in apertura, Zarif augura “buon compleanno alla Signora Fatemeh, buona giornata della madre e della donna”. Per poi proseguire:

“Sono molto grato al caro e onorevole popolo iraniano per gli ultimi 67 mesi. Mi scuso sinceramente per l’incapacità di continuare a servire e per tutte le manchevolezze dimostrate durante il servizio. Siate felici e leali”.

Perché adesso?

L’annuncio di Zarif arriva al termine di una giornata segnata dalla visita – non annunciata – a Teheran del presidente siriano Bashar al Assad. Si è trattato del primo viaggio all’estero di Assad dall’inizio della crisi nel 2011. Nella capitale iraniana ha incontrato la Guida Ali Khamenei, il presidente Hassan Rouhani e il comandante delle Forze Qods dei Pasdaran Qasem Soleimani. Ma non Zarif. Un’esclusione che suonerebbe perciò come un atto plateale di sfiducia nei suoi confronti da parte di Khamenei.

D’altro canto, il dossier siriano, già dal 2011, è affidato ai pasdaran, quindi a Soleimani, più che al ministro degli Esteri. L’esclusione di Zarif è comunque un atto pesante, soprattutto in questo momento, in cui il fallimento dell’accordo sul nucleare espone il governo Rouhani agli attacchi dei conservatori.

In una successiva dichiarazione all’agenzia Aria, Zarif ha sostenuto di essersi dovuto dimettere non per questioni personali ma per “difendere gli interessi nazionali e il ruolo del ministro degli Esteri. Qualsiasi altra speculazione è priva di fondamento”.

Rouhani, in un discorso trasmesso in televisione, ha rinnovato la stima nei confronti del suo ministro, ma non ha chiarito se accetterà o meno le sue dimissioni.

Arman-e Emruz titola: Dimissioni shock di Zarif

Un lungo addio

Le dimissioni di Zarif, qualora confermate, sarebbero probabilmente il preludio alla fine definitiva dell’accordo sul nucleare. I Paesi occidentali, ed europei in particolare, perderebbero un interlocutore importante.

Al progressivo accerchiamento dell’Iran dopo l’elezione di Trump alla Casa Bianca, è corrisposto un progressivo isolamento interno del governo Rouhani, di cui Zarif è stato sicuramente l’esponente più esposto. I conservatori hanno avuto vita facile, negli ultimi due anni, a scaricare sul governo moderato i fallimenti di una scelta che pareva preludere a un cambiamento epocale per le relazioni internazionali del Paese.

Cosa succede adesso?

La prima impressione è che l’uscita di scena di Zarif rafforzi i conservatori e quindi una politica di chiusura nei confronti dell’Occidente. Probabilmente è proprio quello che vogliono Trump e Netanyahu, nella speranza che prima o poi Teheran offra il casus belli a un confronto militare diretto.

Questo non è però un esito scontato. Teniamo sempre presente le dinamiche interne della politica iraniana. Nel 2020 ci saranno le elezioni legislative, nel 2021 le presidenziali. Alla quali, in base alla Costituzione, Rouhani non si potrà presentare. Chi prenderà il posto di Rouhani? In molti suggeriscono il nome del suo vice Ali Aragchi, personaggio meno noto ma attestato su posizioni simili a quelle di Zarif. Non è nemmeno da escludere che quella di Zarif sia stata una mossa tattica, per evitare un logorio che lo avrebbe sfinito politicamente. Ritirandosi ora, potrebbe ritagliarsi un ruolo di outsider per le prossime sfide interne.

Aggiornamento: Zarif rimane

Il presidente Rouhani, dopo una giornata di dichiarazioni incrociate e di speculazioni di ogni tipo, ha ufficialmente respinto le dimissioni di Zarif, sostenendo che sono “contro gli interessi nazionali della Repubblica islamica”. Zarif ha pubblicato un nuovo post su Instagram in cui annuncia che il suo ministero continuerà a svolgere il proprio lavoro.

Alla prossima puntata.

Giornalista, blogger, autore di diversi libri sull'Iran. Twitter: @anto_sacchetti

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