Cosa dice il nuovo rapporto AIEA

Sede AIEA

Iran e AIEA (Agenzia Onu per l’Energia atomica) si incontreranno a Vienna il prossimo 27 settembre. Sarà l’undicesima serie di colloqui, la prima dopo l’elezione del presidente Rowhani.

Intanto, il 27 agosto l’AIEA ha pubblicato un nuovo rapporto sull’Iran. Come al solito, si sono letti lanci di agenzia dai toni sensazionalistici. Ma cosa viene detto per davvero nel rapporto?

Un segnale positivo (e concreto)

Il 25 agosto l’Iran ha comunicato all’AIEA che il reattore ad acqua pesante di Arak non entrerà più in funzione nei primi mesi del 2014 come inizialmente previsto. Teheran non ha fornito altre date ma si è impegnata ad avvisare l’AIEA sei mesi prima della messa in funzione del reattore. Il rinvio è stato giustificato per “ritardi nella costruzione”.

Alcuni osservatori temono che il reattore di Arak serva a produrre plutonio per un eventuale programma militare. Tuttavia, la quantità di plutonio che il reattore riuscirebbe a produrre sarebbe pressoché irrilevante.

Le centrifughe di Natanz

Secondo il rapporto AIEA, l’Iran ha installato 1.008 centrifughe IR-2M (un nuovo modello che sostituisce l’IR-1, vecchio di 40 anni) nell’impianto di Natanz. A maggio erano 689. Ad ogni modo, nessuna di queste nuove centrifughe è ancora in funzione. Di fatto, a Natanz sono attive 328 centrifughe del vecchio modello IR-1.

Riserva di uranio

Dallo scorso maggio le riserve di uranio arricchito al 20% sono aumentate di soli 4 kilogrammi, per un totale di 185,8 kg. Si calcola che per una bomba atomica servano 250Kg di uranio arricchito al 90%. In realtà, da maggio l’Iran ha prodotto 45 kg di uranio arricchito al 20%, ma è stato quasi interamente convertito in polvere di ossido, non utilizzabile a fini militari.

Conclusioni

Di fatto, il programma nucleare iraniano sembra non fare grandi passi in Avanti. Anzi, sembra in una voluta situazione di stand by.

 

Giornalista, blogger, autore di diversi libri sull'Iran. Twitter: @anto_sacchetti

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