Come sta l’economia iraniana?

Rial Iran

Nel prossimo anno iraniano – che inizia il 20 marzo – l’economia del Paese potrebbe crescere tra l’1 e il 2 per cento dopo due anni di contrazione. E’ la stima del Fondo monetario internazionale (FMI) che sottolinea comunque come l’economia iraniana abbia bisogno di riforme fondamentali per recuperare dai gravi colpi subiti negli ultimi anni e da una recente “fallimentare gestione macroeconomica”.

Secondo Martin Cerisola, vice direttore per il Medio Oriente e l’Asia centrale, le prospettive dell’Iran per il periodo 2014/15 sono migliorate grazie all’accordo ad interim sul nucleare che ha alleggerito le sanzioni internazionali.

L’inflazione è scesa al di sotto del 30 per cento nel dicembre 2013 , dopo che a luglio aveva toccato il 45 per cento. L’FMI si aspetta che a partire da marzo l’inflazione possa scendere al 15 per cento nei successivi 12 mesi. La speranza è che possa calare anche la disoccupazione. Sono però indispensabili riforme strutturali per prevenire una bassa crescita combinata con alta inflazione .

 Secondo Cerisola, l’Iran ha scontato negli ultimi anni “uno shock economico terribile, generato dall’attuazione della prima fase della riforma dei sussidi e acuito dall’ intensificazione delle sanzioni internazionali”.  

In base all’accordo del 24 novembre 2013 , l’Unione europea e gli Stati Uniti hanno deciso di permettere all’Iran di accedere a 4,2 miliardi dollari di proventi petroliferi al momenti congelati e di sospendere le sanzioni sulle sue esportazioni petrolchimiche e importazioni di beni e servizi per il settore auto .

Leggi la dichiarazione dell’FMI

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