Ciao maschio iraniano

Soheila Beski - Particelle

Forse sarebbe meglio decidere di ritornare nella giungla. Ma proprio alcuni giorni fa, ho letto un articolo preoccupante che diceva che persino tra gli animali vi sono alcune specie, come i covi, che sono monogame.

Forse è la frase che sintetizza al meglio il protagonista (innominato) di Particelle (Zarre), romanzo dell’iraniana Soheila Beski, pubblicato in Italia da Ponte33.

La quarta di copertina lo descrive così:

Mammone, debole, opportunista. Attento al rispetto delle norme sociali per amore del quieto vivere ma pronto a irridere gli eccessi di ossequio religioso o la mistificazione ingenua della democrazia, giudicata nient’altro che un nuovo conformismo. Ossessionato in egual misura dal sesso e da una nevrosi esistenziale che le sue avventure extraconiugali ampliano fino alla paranoia, il protagonista di questo romanzo di Soheila Beski fluttua tra le norme, i divieti, le consuetudini e gli accomodamenti della società iraniana di oggi, cogliendo con cinismo le opportunità che la sua condizione di maschio gli offre. Una particella che vaga tra la realtà concreta fatta di madri, padri, figli, amici, lavoro, amori, tradimenti, piccole viltà – e scarse, scarsissime virtù – e un mondo virtuale dalle seducenti possibilità spalancato da un semplice computer da ufficio. Infilarsi nel buco nero del mondo virtuale, per sfuggire alle trappole che la vita e la sua incapacità di affrontarla responsabilmente gli tendono, diventa per questo sessantenne vicino alla resa dei conti un espediente per ancorarsi ad una realtà più vasta dove tutto può essere “svelato rimanendo velati”.

Personaggio meschino, anche se a suo modo brillante, persino divertente, capace di riflessioni tutt’altro che banali sulla vita e anche sulla politica. Tra le righe, si coglie un riferimento esplicito alle contestate elezioni del 2009 (anno di pubblicazione del libro in Iran), oltre a una serie di battute sul sistema politico e la morale religiosa.

Soheila Beski, scrittrice affermata in patria (ne parla Vanna Vannuccini nel suo blog ) si cala in un sessantenne maschio e descrive forse qualcosa di più di una singola storia. Chissà che non si possa parlare in Iran di una vera e propria “questione maschile”: l’uomo iraniano, privilegiato da una cultura maschilista e da un sistema giuridico dichiaratamente sessista, oggi sembra messo in crisi da una presenza sociale sempre più forte e vivace delle donne. Esempio banale: la ventilata introduzione di “quote azzurre” all’università, dove le donne rappresentano il 65% degli studenti.

Ma – a parte queste considerazioni “sociali”, Particelle è un libro piacevole, divertente. Ci scommetterei che la stessa Beski si è divertita a scriverlo, così come Mario Vitalone a tradurlo. Io di sicuro mi sono divertito a leggerlo.

Soheila Beski, Particelle, Novembre 2013, pp. 112, ISBN 978-88-96908-04-4, € 15,00, Traduzione dal persiano di M. Vitalone

 

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