Chi è Babak Zanjani

Babak Zanjani

Chi è Babak Zanjani, il miliardario iraniano condannato a morte il 5 marzo 2016 per corruzione?

Lui ama definirsi un basij economico, a rimarcare la sua totale fedeltà alla Repubblica islamica. Di sicuro è un uomo ricchissimo, forse il più ricco in Iran, dato che il suo patrimonio ammonta a  circa 14 miliardi dollari. Fondatore e CEO della Sorinet Group, un impero di 65 aziende dei settori più diversi: dalla finanza ai prodotti cosmetici, dal turismo ai trasporti, dalle costruzioni al cinema. È inoltre proprietario di squadra di calcio di Teheran, impegnata nella massima divisione iraniana, il Rah Ahan, dal luglio 2013 rinominata Rah Ahan Sorinet Football Club. Le sue imprese operano in Iran , Turchia, Emirati Arabi Uniti , Malesia e Tagikistan. Zanjani è anche titolare o azionista di una settantina di istituti di credito in Iran e in altri Paesi.

Avrebbe cominciato come venditore di pelli di pecora negli anni Ottanta e avrebbe accumulato una vera fortuna in Turchia, dove è stato accusato di in un altro clamoroso scandalo di corruzione.

Babak Morteza Zanjani (classe 1974, ma fonti Usa sostengono sia nato nel 1971) era poco noto all’infuori dell’Iran fino al 2012, quando Usa e Ue lo accusarono di eludere  le sanzioni internazionali muovendo miliardi di dollari per conto della autorità di Teheran. Lui stesso, in alcune recenti interviste, ha ammesso di aver collaborato con la Banca Centrale dell’Iran per portare in patria i proventi dell’export petrolifero bloccati dalle sanzioni.

Il 30 dicembre 2013 Zanjani – che risiede principalmente a Dubai e in Turchia –  è stato arrestato a Teheran con l’accusa di aver incassato dalla vendita di petrolio 3 miliardi di dollari destinati alle casse statali.

[youtube]http://youtu.be/16OThKqaiQc[/youtube]

Le sanzioni economiche legate alla questione nucleare, sono state un’autentica fortuna per personaggi come Zanjani. Lui stesso, in un’intervista all’agenzia IRNA, ha spiegato che si è servito di una rete di 64 compagnie tra Dubai, Turchia e Malesia per vendere milioni di barili di petrolio, portando 17,5 miliardi di dollari al Ministero del Petrolio, ai Pasdaran e alla Banca centrale iraniana.

In un’altra intervista pubblicata sul settimanale riformista Aseman (Cielo) nel settembre 2013, lui stesso spiega:

La banca centrale era a corto di soldi. Nel 2010 mi hanno chiesto di portare i soldi del petrolio in Iran in modo che il sistema li potesse utilizzare. Ed è quello che ho fatto.

Zanjani è stato spesso accostato all’ex presidente Mahmud Ahmadinejad. Nel febbraio 2013 un articolo su Baztab era accusato di riciclaggio di denaro e di essere uno degli “sponsor mafiosi di Ahmadinejad”.

 

Il giorno prima dell’arresto di Zanjani, il presidente Rouhani aveva annunciato di voler combattere la corruzione finanziaria e in particolare

le figure privilegiate che hanno tratto vantaggio dalle sanzioni economiche.

 

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