Che succede a Teheran

Ali Larijani

La situazione politica interna dell’Iran ha fatto passare in secondo piano la storica visita di Ahmadinejad al Cairo in occasione di un summit di Paesi islamici. È la prima visita ufficiale di un presidente iraniano in Egitto dal 1979. Ma i primi segnali dall’Egitto non indicano grandi novità circa gli equilibri geopolitici del Medio Oriente. Teheran e Il Cairo possono anche non essere più nemici, ma parlare di amicizia è quanto meno prematuro. Troppe grandi le distanze su questioni importanti, come ad esempio la crisi in Siria. È bene anche ricordare che i Paesi arabi del Golfo, avversari storici dell’Iran, sono i principali partner commerciali dell’Egitto, che in questa fase non può permettersi pericolose inversioni di rotta.

Lo scontro Ahmadinejad-Larijani

Domenica 3 febbraio in parlamento si è consumato uno scontro durissimo fra Ahmadinejad e il presidente dell’assemblea Larijani. Il majles ha votato ad ampia maggioranza (192 voti contro 56, con 24 astensioni) per rimuovere il ministro del Lavoro Abdolreza Sheikholeslami, respingendo un appello di Ahmadinejad che si era appositamente recato in aula per difendere l’operato del suo ministro, colpevole di non aver voluto rimuovere Saeed Mortazavi, controverso consigliere del presidente, da un importante incarico di governo (Capo dei Fondi per la sicurezza sociale).

[youtube]http://youtu.be/8Jl3r2tjDZA[/youtube]

Presidente e speaker si sono scambiati accuse pesantissime. Ahmadinejad ha anche tentato la “carta segreta”, facendo ascoltare in aula delle registrazioni audio  che proverebbero un tentativo di corruzione da parte della famiglia Larijani nei confronti dello stesso Mortazavi. Però il colpo di teatro si è rivelato un autogol, perché l’audio era incomprensibile e Larijani è passato al contrattacco, alludendo a contatti ambigui da parte di parenti di Ahmadinejad (chiaro riferimento al controverso Esfandiar Rahim-Mashai, consuocero e braccio destro del presidente) con elementi della “sedizione”.

[youtube]http://youtu.be/Dwos_KUmeTY[/youtube]

A quel punto Ahmadinejad avrebbe voluto replicare, ma Larijani lo ha invitato ad abbandonare l’aula perché il parlamento doveva votare sul ministro del Lavoro.  L’uscita di scena di Ahmadinejad è stata impietosa.

L’arresto di Mortazavi

Nemmeno 36 ore dopo, Saeed Mortazavi è stato arrestato e condotto nel carcere di Evin. Mortazavi,  procuratore generale di Teheran fino al 2009, è indagato per la morte in carcere di alcuni manifestanti arrestati durante le proteste seguite alle presidenziali di 4 anni fa. Il fatto che sia arrestato solo adesso, dice molto circa gli attuali rapporti di forza all’interno del sistema.

Chi dopo di lui?

Chi sarà il prossimo presidente della Repubblica islamica? La Guida Khamenei incaricato  tre persone di fiducia di trovare il candidato capace di tenere insieme le varie anime del sistema. La troika è composta da Ali Akbar Velayati (consigliere di Khamenei), Mohammad-Baqer Qalibaf (sindaco di Teheran), e Gholam Ali Haddad Adel (parlamentare nonché parente di Khamenei).

 

E il nucleare?

Dopo mesi di stasi, un segnale sulla querelle nucleare: il 26 febbraio ci saranno nuovi colloqui tra Iran e gruppo 5+1 (Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, Cina e Russia) ad Astana, capitale del Kazakhstan. La difficoltà nel trovare un accordo su sede e data degli incontri, non fa ben sperare sull’esito dei colloqui.

Giornalista, blogger, autore di diversi libri sull'Iran. Twitter: @anto_sacchetti

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