Cinema dall’Iran

Organizzato per la prima volta nel 1982 dal Ministero iraniano della Cultura e Guida islamica, il Fajr Film Festival è la principale rassegna iraniana di cinema – vero ponte tra la cinematografia nazionale e quella internazionale – molto nota anche all’estero. Nato per celebrare i dieci giorni intercorsi tra il ritorno dell’Imam Khomeini e la vittoria della rivoluzione islamica (1-11 febbraio 1979), il Festival è presto diventato un importante punto di riferimento cinematografico per tutto il Medio Oriente e il continente asiatico, grazie alla sua capacità di selezionare la migliore produzione nazionale e internazionale e l’assegnazione di un’articolata serie di premi, tra i quali l’ambito Simorgh di cristallo. Dal 2015, le due sezioni, nazionale e internazionale, si svolgono in momenti separati (febbraio e aprile), circostanza che ha permesso al cinema nazionale di emergere con rinnovato vigore e di usufruire di maggiore attenzione da parte della critica locale ed estera.

La rassegna, che prende il via presso la Casa del Cinema di Roma sulla base di una cooperazione con l’Istituto iraniano di cultura divenuta ormai un seguito appuntamento annuale, si apre con il film vincitore assoluto (ben 9 Simorgh) del Fajr Film Festival 2016, L’ergastolo più un giorno di Said Roustai, e prosegue con alcuni titoli tra i più interessanti delle edizioni del 2015 e del 2014. Tra questi, Pochi metri cubi di amore, delicato dramma sentimentale tra una rifugiata afgana e un giovane iraniano, e il raffinato Che ore sono nel tuo mondo?, con una insolita e bravissima Leila Hatami sullo sfondo delle atmosfere intime di una cittadina del nord dell’Iran. In programma anche Il ponte del sogno di Oktay Baraheni e Nati nel 1986, di Majid Tavakoli, un film su una generazione che sta trasformando il Paese mentre si appresta a divenirne protagonista.

FILM IN ORIGINALE CON I SOTTOTITOLI IN INGLESE

www.casadelcinema.it/

PROGRAMMA

Iran, due esposizioni fotografiche a Parma

Sabato 30 gennaio alle 18.30 si rinnova l’appuntamento con la fotografia d’Autore presso Blank/Design for living in via Tanara 15 , a Parma.

Due le esposizioni collegate, Timeless persian tales di Davide Palmisano e SOKUT di Manuela Marchetti , entrambe a cura di Ettore Moni, che presentano altrettante visioni dell’Iran attuale , e saranno allestite e visitabili fino al 20 marzo.

I progetti esposti raccolgono una serie di scatti realizzati in Iran nella primavera del 2015, nel corso di un viaggio in cui i due fotografi, compagni di percorso fotografico ed anche nella vita, hanno ciascuno posto l’attenzione e l’accento su diversi aspetti della cultura e della società persiana moderna, seguendo visioni distinte ma complementari, punti di vista differenti necessari per realizzare una documentazione complessa , che ben presto, entro il 2016, si potrà vedere anche pubblicata a stampa in due libri fotografici autoprodotti, ambedue con la cura di Paola Riccardi.

Le immagini di Palmisano, nato a Catania nel 1973, esprimono i contrasti che appaiono al visitatore in viaggio in Iran, un paese dove convivono situazioni tra di loro apparentemente in antitesi, contraddizioni talvolta incomprensibili per il viaggiatore occidentale. Un racconto fotografico dunque libero da qualsiasi idea pre-costituita, al tempo stesso racconto di viaggio in chiave personale e significativa raccolta di immagini documentarie, di un Paese sospeso e senza tempo.

Le stampe di queste fotografie sono state eseguite da Luca Chistè di Phf Photoforma-Trento (stampa fine-art su Carta Epson Velvet formato A2, 260 g/m², stampante Epson 3880/7890 e inchiostri ai pigmenti Ultrachrome K-3).

Palmisano vive e lavora a Trento e nella sua pratica espressiva predilige la ricerca della suggestione e la rappresentazione di stati d’animo, traduzione di ciò che lui stesso prova quando osserva una situazione, attraverso immagini concepite come una sorta di ‘paesaggio interiore’.

Le immagini di Manuela Marchetti, non raccontano il presente o il futuro, il progresso o la modernità, ma penetrano nel terreno dell’intimità, respiri a fiato sospeso di una viaggiatrice curiosa di fronte alla ineffabile complessità di questo paese. Marchetti racconta la relazione tra l’individuo e la realtà sociale in un viaggio nel silenzio (“Sokut” , il titolo, significa appunto “silenzio” in Farsi), come realtà che parla, come luogo dove trova espressione il linguaggio delle emozioni, dei pensieri, delle sensazioni.

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Manuela Marchetti, Santuario ad Abyaneh

Anche lei fotografa per passione e coltiva questo interesse per rispondere ad un bisogno espressivo personale di raccontare attraverso le immagini, per lei fotografare significa non solo documentare, ma parlare degli uomini.

Le stampe di Marchetti sono di Lorenzo Lessi di Ellegrafica – Cecina (stampa inkjet su Carta Hahnemuhle Photo Matt Fibre 200 g – Opaca liscia , formato 16×24).

Informazioni: BLANK Via F. Tanara, 15 Parma – tel. 0521 272697

orari di apertura: martedì-sabato: 9.30 – 13.00 / 15.30 – 19.30

INVITO

Questo non è un taxi

Secondo il primo assioma della comunicazione è impossibile non comunicare. Qualsiasi comportamento, in situazione di interazione tra persone, è ipso facto una forma di comunicazione. Prima ancora della politica, basta forse la logica a spiegare perché il divieto di girare film imposto a Jafar Panahi, oltre che ingiusto è insensato.

Inutile girarci intorno. Taxi Teheran, il film del regista iraniano Jafar Panahi, premiato con l’Orso d’Oro all’ultimo Festival di Berlino, nelle sale italiane dal 27 agosto 2015, si basa tutto su questa condanna. Di più: si regge su questa condanna. Non avrebbe probabilmente senso se non ci fosse alle spalle il “caso Panahi”.

Tutto comincia nella lunga e tormentata estate 2009, dopo le contestatissime elezioni che confermarono alla presidenza della Repubblica islamica Mahmoud Ahmedinejad. Panahi, regista tra i più noti e amati in Iran, partecipa alle manifestazioni di piazza e viene prima arrestato, poi rilasciato su cauzione e poi condannato a non poter più realizzare film, scrivere sceneggiature, concedere interviste alla stampa e uscire dal suo paese per un periodo di tempo indeterminato, pena 20 anni di incarcerazione per ogni divieto violato.

Panahi viola il divieto già nel 2011, quando realizza In film nist (Questo non è un film), documentario in cui racconta come è cambiata la sua vita dopo la condanna. E poi realizza questo film, premiato a Berlino e uscito con successo in Francia.

Lo stesso regista spiega:

Sono un cineasta. Non posso fare altro che realizzare dei film. Il cinema è il mio modo di esprimermi ed è ciò che dà un senso alla mia vita. Niente può impedirmi di fare film e quando mi ritrovo con le spalle al muro, malgrado tutte le costrizioni, l’esigenza di creare si manifesta in modo ancora più pressante. Il cinema in quanto arte è la cosa che più mi interessa. Per questo motivo devo continuare a filmare, a prescindere dalla circostanze: per rispettare quello in cui credo e per sentirmi vivo.

La trama è semplice e non molto originale: Panahi guida un taxi per le strade di Teheran, raccogliendo e trasportando passeggeri. Della città si vede poco o nulla, la scena è fissa nell’abitacolo dell’automobile. Per intenderci, è lo schema usato da Abbas Kiarostami nel 2002 in Dieci.

Taxi Teheran

Va innanzitutto precisato che non si tratta di un documentario, come riportato da alcune recensioni. È un film di finzione, anzi, potremmo dire che un film “sulla finzione”. Gli attori (tutti non professionisti, compresa la nipotina di Panahi) sono più o meno tutti alla ricerca di una storia, di qualcosa da raccontare. Lo è lo “spacciatore di DVD”, lo è la giovane donna che ha bisogno del video testamento del marito, lo sono in modo ancora più esplicito lo studente di cinema che chiede consigli a Panahi e la nipotina impegnata nella realizzazione di un cortometraggio scolastico.

Storie da raccontare per professione, per vocazione o per bisogno. Come l’amico reduce da una rapina che sfrutta l’incontro con Panahi per sfogarsi.

L’avvocatessa dei diritti umani Nasrin Sotoudeh è l’ultima a salire sul taxi e si mangia letteralmente la scena, con un monologo degno di un’arringa. Forse proprio perché avvocatessa, è quella che recita meglio la parte, che si muove con più disinvoltura davanti alla telecamera digitale posta sul cruscotto.

nasrin sotoudeh

Nasrin Sotoudeh

In una cultura in cui tutto o quasi è rappresentazione (si pensi alle regole del tarof, il galateo persiano), il confine tra realtà e finzione è davvero labile.

Come pure, nonostante tutto, appaiono labili persino i limiti imposti. Chi visita il bellissimo Museo del Cinema a Teheran, trova in una delle prime sale la sezione dedicata ai film e ai tanti riconoscimenti ottenuti da Panahi. Segno di una messa al bando non così definitiva come si potrebbe pensare.

Lo stesso Panahi ha aderito alla campagna di sostegno all’accordo sul nucleare con cui molti iraniani famosi nel mondo chiedono al Congresso Usa di non bloccare l’intesa del 14 luglio 2015.

Video di Panahi a sostegno dell’accordo sul nucleare

Il film si chiude con questa scritta sullo schermo:

Il Ministero della Cultura e dell’Orientamento Islamico convalida i titoli di testa e di coda dei film «divulgabili». Con mio grande rammarico, questo film non ha titoli. Esprimo la mia gratitudine a tutti coloro che mi hanno sostenuto. Senza la loro preziosa collaborazione, questo film non sarebbe mai venuto al mondo.

È una chiusura che sa di speranza. La stesa genesi di questo film dimostra come nulla in Iran si possa considerare immutabile.

Taxi Teheran Official Trailer ITA from Fermenti on Vimeo.

‘Il giardino persiano’, presentazione a Roma

Lunedì 21 dicembre alle ore 17.00 presso la Biblioteca Rispoli – piazza Grazioli, 4 – asi terrà la presentazione del libro “Il giardino persiano” di Chiara Mezzalama. Parteciperanno all’incontro Antonello Sacchetti giornalista e scrittore, Parisa Nazari  interprete e operatrice culturale con l’Associazione culturale italo-iraniana Alefba.

Il 21 dicembre nella notte più lunga dell’anno, il solstizio d’inverno, in Iran viene celebrata la festa di Shab-e Yalda e diverse sono le assonanze tra questa festività e il Natale cristiano.

Cogliamo questa coincidenza per festeggiare il Natale in Biblioteca con il pubblico, come è nostra tradizione, con una festa che vuole essere un interessante scambio culturale e anche il buffet, naturalmente, sarà un incontro tra sapori d’oriente e occidente.

In questo bel romanzo autobiografico (Il giardino persiano, e/o, luglio 2015), Chiara Mezzalama racconta l’estate del 1981 quando lei, non ancora decenne, raggiunse il padre, ambasciatore italiano a Teheran, insieme al fratello minore Paolo e alla mamma Elena.

Giardino Persiano- festa Yalda

Di cosa parlano le scrittrici iraniane?

Sabato 12 dicembre 2015 alle ore 16,00 il Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, nella sede del Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ e l’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran diretto da Ghorban Ali Pourmarjan, in collaborazione con diretto da Massimiliano A. Polichetti, l’Associazione Culturale Italo Iraniana ALEFBA presentano l’incontro letterario

“Di cosa parlano le scrittrici iraniane?”

 

Interverranno Ali Asghar Mohammad Khani, direttore dell’ufficio delle Relazioni Internazionali dell’Istituto “La Città del Libro” di Teheran, lo scrittore Mostafa Mastur, la giornalista Marina FortiFelicetta Ferraro (Ponte 33)

L’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran ha ideato e organizzato questo evento per promuovere, nel quadro delle sue attività culturali rivolte agli italiani appassionati.

L’incontro si svolgerà presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ a Roma della cultura e della civiltà iraniane, la conoscenza della letteratura iraniana. in via Merulana, 248 che attualmente ospita la mostra fotografica “UNO SCATTO DALL’IRAN”.

Si invitano gli interessati a gentilmente confermare la loro presenza inviando una e-mail all’Istituto: istitutoculturaleiran@gmail.com oppure chiamando il numero 06 3052208.

Ingresso gratuito al Museo dalle ore 15.30 alle ore 16.10

dietro presentazione della presente comunicazione

INVITO

Video di una partita di polo nella piazza di Esfahan

Chi è stato a Esfahan lo avrà certamente sentito dire: nella piazza – a Esfahan “la” piazza è la Piazza dell’Imam Khomeini, da tutti chiamata Naqshe Jahan, cioè disegno del mondo – una volta si giocavano partite di polo. Ma un conto è immaginarla, un conto è vederla una partita di polo nella seconda piazza più grande del mondo.

Da questo breve filmato della BBC, risalente ai primi del Novecento, possiamo almeno farci un’idea. L’effetto è comunque affascinante.

 

 

 

 

Mostra: uno scatto dall’Iran

Giovedì 26 novembre alle ore 17,00 il Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, nella sede del Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ diretto da Massimiliano A. Polichetti, unitamente all’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran, ideatore e organizzatore dell’evento, diretto da Ghorban Ali Pourmarjan, inaugureranno la mostra fotografica “Uno scatto dall’Iran – Valorizza le differenze”.

L’esposizione, realizzata in collaborazione con ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente, intende illustrare i risultati del Primo Concorso Fotografico, promosso dal’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran nel quadro delle sue attività culturali, rivolto gli italiani appassionati della cultura e della civiltà iraniana.

Il Concorso ha lo scopo di valorizzare gli aspetti e le caratteristiche di questo Paese, promuovendo una maggiore e diversa visibilità della cultura iraniana e della vita quotidiana attraverso foto, scattate durante un viaggio, che mettano in rilievo gli aspetti sociali, le tradizioni, la diversità religiosa e etnica, lo spirito di convivenza, il patrimonio storico-artistico e paesaggistico ed infine le grandi innovazioni.

La mostra si articola in tre sezioni:

  • Uno scatto dall’Iran. In questa sezione sono presentate 80 fotografie, scattate da turisti italiani in Iran (quasi 110 persone), selezionate tra 1500 immagini dalla Commissione, composta da Felicetta Ferraro direttore della casa editrice Ponte 33, già consigliere culturale dell’Ambasciata d’Italia a Tehran, da Riccardo Zipoli docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e da Bijan Bassiri, artista di origine iraniana. Da questa selezione saranno scelte le tre fotografie vincitrici.
  • Il mio nuovo Iran. In questa sezione è presentata una selezione di 10 fotografie di Riccardo Zipoli docente di lingua e letteratura persiana dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, eseguite nel dicembre 2012 durante un breve viaggio fotografico iniziato ad Hormoz e concluso a Cham (nei dintorni di Yazd). Per una decina di anni Zipoli ha fotografato solo l’Iran, e tale frequentazione ha plasmato la sua sensibilità nei confronti del paesaggio, imparando a conoscere una ‘persianità’ che lo ha profondamente educato a riscoprire i suoi segniovunque andasse. Le immagini esposte sono tratte da un diario fotografico di circa 170 fotografie, divise in trentasei capitoli e provengono in particolare da: sguardi, ombre, surrealtà, monumenti, bazar, riquadri, fotogrammi, tempo, chaykhâne, camion. Rispetto ai paesaggi ideali dei primi viaggi in Iran, diversa è la resa pittorica; i campi lunghissimi di un tempo hanno spesso ceduto il passo a campi medi, ed è aumentato l’interesse per i dettagli. I soggetti sono cambiati e il paesaggio non ha più un ruolo dominante: sono presenti infatti, piani ravvicinati di persone, animali, oggetti, interni, riflessi e ombre. Sono state anche utilizzate elaborazioni di vario tipo (esposizioni multiple e immagini mosse). Da segnalare, anche, due operazioni di stampo ‘concettuale’: in zurkhâne, le persone sembrano guardare il fotografo ma in realtà osservano gli esercizi ginnici che sono eseguiti davanti a loro e che appaiono riflessi nello specchio alla parete; la logica della scena è svelata dalle clave del ginnasta riflesso che si vedono sospese per aria. Ne In viaggio, il camion sembra fermo mentre in realtà è in corsa, fotografato da una macchina che lo segue. Si ha, infine, un’operazione di natura simbolica nelle Disarmonie al bazar di Esfahân.
  • Uno scatto dall’Iran: lavorare assieme. Questa sezione comprende circa 50 fotografie, riguardanti principalmente i cantieri avviati nel Sistan (Shahr-e Sokhteh 1967-1974, Dahane-ye Ghulaman 1966-1975, Kuh-e Kwajeh 1961) e nel Fars (Persepoli, Esfahân. 1960-1973), eseguite da F. Bonardi, D. Faccenna, E. Galdieri, G.Graziani, U.Scerrato ed altri.

 

Uno scatto dall’Iran

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Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’

Martedì, Mercoledì e Venerdì: ore 9,00 – 14,00 (ultimo ingresso alle 13,30); Giovedì, Sabato,

Domenica e festivi ore 9 – 19,30 (ultimo ingresso alle 19,00) – Chiuso il lunedì

La narrativa persiana in italiano

Cosa leggere di Iran? Quali libri e in quale edizione? Sono alcune delle domande che mi sento spesso rivolgere al termine di un viaggio in Iran o in occasione di qualche incontro  su temi legati alla Persia. In genere, il lettore medio italiano apprezza più un romanzo che un saggio o un reportage. E allora si finisce per parlare – qualche volta anche per litigare – sui soliti titoli arcinoti.

Sull’ultimo numero della rivista Tradurre  Anna Vanzan ha pubblicato un articolo molto interessante dal titolo Opportunità, opportunismo e politiche di genere.

Lo potete leggere a questo link: http://rivistatradurre.it/2015/11/opportunita-opportunismo-e-politiche-di-genere/

37° Corso di lingua Persiana

L’Istituto Culturale dell’Iran a Roma, nel quadro delle sue attività culturali e didattiche, promuove il 37° Corso di lingua Persiana.

Il corso ha la finalità di introdurre ad una delle principali lingue dell’Asia Centrale e Occidentali la cui grande rilevanza è legata alla sua straordinaria tradizione storico-culturale e al suo status di lingua ufficiale, nelle sue diverse varietà, in paesi strategicamente importanti sullo scenario internazionale come l’Iran, Afghanista, Pakistan, india e il Tajikistan

Il corso è tenuto da un insegnante madrelingua, si svolgerà da sabato 3 ottobre 2015 presso la sede dell’Istituto in via Maria Pezzè Pascolato, 9 Roma e si articola in 18 ore di lezioni per ogni livello per un totale di 54 ore divise in tre livelli e avrà la durata di 12 settimane con la seguente cadenza:

sabato: ore 08.30- 10.15 e 12.00

la giornata dell’ultima lezione sarà interamente dedicata alla valutazione dei corsisti, con una prova scritta, ed una orale. L’ammissione agli esami è subordinata ad una presenza continuativa alle lezioni non inferiore all’80% del monte ore totali. A tutti coloro che avranno superato le prove finali verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Le iscrizioni sono aperte e limitate a N° 10 partecipanti per ogni singolo livello.

Il termine ultimo per l’iscrizione è fissatao per 02.10.2015

Iscrizione:
istitutoculturaleiran@gmail.com

06 3052207 – 8

N.B.

Il giorno 3 ottobre (prima lezione) è dedicato interamente al valutare il livello della conoscenza dei corsisti e le divisioni per l’orario, perciò si chiede la presenza di tutti gli interessati alle ore 9.

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Fiabe persiane

L’Iran non è solo un Paese unico e bellissimo, con il popolo più ospitale del mondo e una cultura millenaria. L’Iran è anche la terra in cui sono nate storie conosciute in tutto il mondo, tradotte in mille lingue e declinate nelle versioni più diverse. Davood Abbasi, studioso e docente universitario iraniano, ha raccolto queste storie in un volume in lingua italiana, appena pubblicato come ebook.

E’ una raccolta davvero molto bella: non ci sono le solite favole tradizionali, ma tante storie davvero bellissime, imperdibili per chi ama l’Iran. Le potete leggere su smartphone, tablet, pc, dove volete, ad un prezzo davvero simbolico: 0,99 euro.

Leggetelo, questo libro, merita davvero.

Questa è l’intervista che ho rilasciato a Radio Irib:

 

Questa che segue è l’introduzione che ho avuto l’onore di scrivere.

 

«L’impero della mente». Così Michael Axworthy titolò un suo libro, pubblicato in Italia – chissà perché – come «Breve storia dell’Iran». Mi è tornato in mente, quel titolo, sfogliando le pagine di questa raccolta di favole persiane, curata e tradotta in italiano dal mio amico Davood Abbasi.

Ho avuto la fortuna e l’onore di leggere questo libro in anteprima che potrebbe benissimo divenire – se avrà l’attenzione e la fortuna che merita – uno dei futuri “classici” sull’Iran.

Non è un giudizio affrettato o di parte, il mio. L’Iran è molto più presente nella nostra cultura di quanto noi comunemente non immaginiamo. Ed è un incredibile serbatoio di storie, favole e poesie. Agli iraniani piacciono i racconti. Amano raccontare e amano ascoltare.

Non c’è bisogno di scomodare le Mille e una notte – il cui nucleo centrale di storie, sebbene scritto in arabo, è appunto di derivazione persiana. Potremmo, ad esempio, prendere una favola poco nota in Italia, quel Pesciolino nero (Mahi siah kuchulu, 1968) di Samad Berangi. In pochi lo avranno notato, ma Alla ricerca di Nemo (2003), cartone animato visto e amato da milioni di bambini (e non solo) di tutto il mondo, non è che una rivisitazione in 3D e con happy end della favola di Berangi.

Le favole persiane hanno tutte una loro morale. O, meglio, hanno un’anima. Come se queste storie non fossero necessariamente legate a un autore in particolare, ma fossero tutte figlie di un’unica grande cultura che le ha generate dopo una gestazione, in alcuni casi, millenaria.

Grazie alla raccolta di Davood Abbasi, abbiamo l’opportunità di andare direttamente alla fonte di questo flusso ininterrotto di storie e parole.

E come queste parole siano così presenti nella vita degli iraniani, lo sa benissimo chiunque li frequenti o sia stato in Iran. E lo possiamo capire anche leggendo l’appendice sui modi di dire persiani legati ad ogni singola favola. Un elemento distintivo che l’autore ha fortemente voluto e che rappresenta un ulteriore motivo per cui leggere questo libro.

Personalmente, custodirò questa raccolta come una sorta di guida universale. Un testo di riferimento per tutte le volte che leggerò, scriverò o parlerò di Iran.

 

 

Viaggi in Iran per piccoli gruppi

E’ possibile organizzare ogni settimana un tour di sette giorni in Iran, anche per una sola persona, per un numero massimo di 8 partecipanti.

Le quote riportate di seguito NON includono il volo Roma-Teheran. 

 

Quando Prezzo Numero di partecipanti
Tutte le settimane (basta iscrizione un mese prima) 2400 1-2
Tutte le settimane (basta iscrizione un mese prima) 2000 3-4
Tutte le settimane (basta iscrizione un mese prima) 1600 5-7
Tutte le settimane (basta iscrizione un mese prima) 1330 8
250 Euro Sup camera singola

 

Per informazioni:

VEDI ANCHE IL TOUR “PRIMAVERA IN PERSIA” (2-9 APRILE 2016) DA 2.090 TUTTO COMPRESO

 

Domande sull’Islam/4

Quarta puntata del nuovo programma dell’IRIB dedicato alle domande sull’Islam. Il programma è  presentato da Davood Abbasi e alle domande risponde, dalla città santa sciita di Qom (Iran), il religioso musulmano l’Hujjatulislam wal Muslimin (titolo della gerarchia religiosa sciita) Mustafa Milani.

Un ascoltatore ha chiesto cosa rappresentano le figure di Gesù e Maria per i musulmani?

Ecco l’audio della risposta: http://media2.ws.irib.ir/italian/media/k2/audio/195184.mp3

 

 

Iran, ecco il codice civile

E’ stato presentato a Roma lo scorso 26 giugno il Codice Civile iraniano tradotto in italiano da Raffaele Mauriello, docente presso la Facoltà di Studi Internazionali della Ayatollah Allameh Tabataba’i University di Teheran.

Tradurre il Codice Civile di un Paese, ospite nel nostro attraverso la sede diplomatica e la presenza di una numerosa comunità, corrisponde alla volontà di rendere comprensibile agli operatori del diritto italiano – avvocati, giudici, accademici, studiosi, nonché agli imprenditori, per l’intensificarsi dei rapporti giuridici e commerciali con l’ordinamento iraniano di cui il Codice rappresenta un asse di primaria importanza – quella serie di norme e leggi che regolano la vita sociale di un popolo.

“Conoscere la specificità culturale di un Paese per vincere il pregiudizio verso l’Islam”. Questo alla base del lavoro, espresso dallo stesso Mauriello durante la presentazione del Codice.

L’obiettivo è contrastare qualsiasi forma di fondamentalismo sia da parte dei non-musulmani incorrendo nel frequente errore di identificare l’Islam con organizzazioni terroristiche, sia da parte dei musulmani che non conoscono fino in fondo le proprie tradizioni e diventano facile strumento di propaganda religiosa per fini terroristici.

Superare il pregiudizio di una cultura differente dalla propria è possibile solamente attraverso la conoscenza. La stessa conoscenza messa a disposizione da Mauriello che in maniera generosa ha elaborato un lavoro tanto complesso quanto fondamentale per favorire l’apertura, una nuova apertura, verso la Repubblica Islamica dell’Iran alla vigilia del suo ritorno sulla scena internazionale.

Il Codice Civile iraniano tradotto per la prima volta in lingua italiana, edito da Eurolink e fortemente voluto dall’Istituto Culturale Iraniano in Italia, è stato illustrato presso l’Università Link Campus di Roma alla presenza di Ghorban Ali Pourmarjan, direttore dell’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran, Vincenzo Scotti, presidente dell’Università Link Campus, Piero Guido Alpa, professore ordinario di diritto civile alla Sapienza di Roma, Mohammad Jali, docente di diritto privato all’Università di Teheran, Massimo Papa, docente di diritto privato comparato dell’Università Tor Vergata di Roma, Guido Sirianni, docente associato di diritto pubblico dell’Università di Perugia, Ortensio Zecchino, presidente del Centro Europeo di studi normanni.

Il Codice di ispirazione religiosa legato alle parole del Corano è strettamente ancorato alle fonti di diritto islamico ed è l’unico codice civile ad osservare i princìpi della scuola giuridica sciita dagli imamiti, uno dei gruppi confessionali legati all’Islam sciita insieme agli ismailiti, zaiditi e alawiti.

L’influenza religiosa non compromette l’attività del sistema giuridico volto a rispondere alle esigenze della comunità, e pertanto prescinde da qualsiasi condizionamento di carattere religioso: “Dio legifera e il Parlamento codifica le leggi”, come precisa Mauriello.

Di ispirazione europea-napoleonica e di natura islamica, a partire dal 1928 il Codice Civile iraniano è stato oggetto di elaborazione messa a punto da diverse Commissioni raccolte per decidere su come procedere alla stesura del testo, tutte insieme espressione della dialettica tra le tendenze conservatrici intenzionate a mantenere l’identità islamica del codice e quelle riformiste aperte al coinvolgimento di consulenti europei, prendendo a prestito i codici degli ordinamenti giuridici di provenienza europea.

Da un lato la volontà di affidare la stesura del Codice Civile interamente alla tradizione del diritto islamico, privandolo di contaminazioni oltre i confini geografici, dall’altro la ricerca di dettagli inclusi negli ordinamenti giuridici del continente europeo e che potessero fornire un valido contributo alla stesura del testo.

In seguito alla Rivoluzione del 1979, molte sono le innovazioni intervenute con lo scopo di adattare il diritto civile ai princìpi cardini della Repubblica islamica, la cui Costituzione all’art. 4 prevede che “tutte le leggi dello Stato debbano essere in conformità con i precetti dell’Islam”.

Il lungo e travagliato processo di codificazione ha generato l’attuale Codice Civile iraniano che consta di 1335 articoli ed è suddiviso in tre Libri.

Il Primo Libro (dei Beni) approvato in maniera eccezionale nella sua interezza il giorno prima dell’abolizione ufficiale delle capitolazioni, l’8 maggio del 1928. La fonte principale è costituita dal diritto sciita imamita armonizzato con testi moderni e diversi codici civili in particolare quello francese.

Il Secondo Libro (delle Persone) e il Terzo (delle Prove nelle Azioni) oltre al diritto sciita imamita subiscono influenze anche del diritto svizzero. Entrambi i Libri  approvati nel 1935.

La tecnica di traduzione adoperata di Mauriello nel riprodurre in lingua italiana un testo legiferato in lingua persiana, ha avuto come riferimento un approccio teorico messo a punto con l’applicazione dell’analisi coranica definita Tafsir al-Qur’an bi-l-Qur’an, ovvero l’interpretazione del Corano attraverso il Corano. E un approccio pratico, che prevede la traduzione letterale di tutti i termini presenti nel testo iniziale.

Nel caso dell’approccio teorico, il cui esponente di riferimento è l’Ayatollah Allameh Tabataba’i, è stato rivolto a decifrare il Codice attraverso il Codice stesso, senza elementi esterni, attenendosi interamente al testo, e avvalorando la traduzione con un glossario allegato al Codice tradotto, nell’intento di agevolare il lettore per la conoscenza delle parole in lingua farsi.

Per quanto concerne l’approccio pratico, con la collaborazione dello studioso Roy Mottahedeh, autore della traduzione dall’arabo di un testo dell’Ayatollah Muhammad Baqir al-Sadr, Lessons in Islamic Jurisprudence, lo studio di Mauriello è stato finalizzato a tradurre tutti i termini creando corrispondenza tra il termine di partenza persiano (arabo) del diritto musulmano e il termine tradotto.

“L’obbiettivo in qualità di traduttore è stato rendere comprensibile nella lingua italiana il Codice Civile iraniano, consegnando una lettura fluida del testo”, come egli stesso dichiara.

Dalla lettura del Codice Civile iraniano emerge chiaramente il ruolo della donna nel contesto disciplinato dal diritto islamico sciita, le cui libertà seppur limitate in alcuni ambiti risultano di ampio respiro in confronto al diritto islamico sunnita.

Il Temporary Marriage (sigheh), il matrimonio a tempo determinato, è un esempio.

Un contratto fissato per un tempo definito in precedenza e che rappresenta uno degli aspetti rilevanti del Codice Civile iraniano e non previsto nella scuola giuridica sunnita.

Essendo il matrimonio un contratto stipulato a tutti gli effetti con clausole che tutelano le parti firmatarie, esso stesso include anche il divorzio o letterlamente ripudio (talaq) nell’attimo in cui uno dei coniugi si sottrae al rispetto delle norme previste.

Una possibilità che rivela espressamente la maggiore libertà della donna nel contestare il coniuge per il mancato rispetto delle regole contratte e nel ricorrere all’art. 1119 del Codice in cui è previsto che la non conformità comportamentale alle clausole inserite nel contratto matrimoniale conferiscono alla moglie, sulla base di una sentenza del tribunale, il ruolo di procuratore [del marito] e con procura dare il divorzio a se stessa.

In caso di divorzio il marito è tenuto a versare il makharej, il donativo nuziale. E l’onerosità della somma insieme a una serie di obblighi a cui sottostare in caso di divorzio, inducono i giovani iraniani della classe media a non contrarre matrimoni, alimentando le convivenze ritenute illegali.

Altro ambito di rilievo è quello che regola le attività commerciali private e delle società, che indubbiamente rappresenta uno strumento fondamentale per regolare le relazioni tra la Repubblica Islamica dell’Iran e le imprese estere finalizzate a sviluppare interessi strategici con il Paese.

Di ispirazione liberale, il Codice regolamenta gli obblighi a cui sono sottoposti i cittadini proprietari di una società o di un’attività commerciale privata, con un notevole margine di tutela per entrambe le realtà, e agevolando l’interesse a favore di terzi (incluse le imprese estere) intenzionati ad investire nella medesima attività.

Il Libro I, Parte II (da pp.23 a pp.66) dedica un’intera sezione sia alla contrattualistica legata alle attività commerciali sia alle norme vigenti che regolano un’identità giuridica di natura commerciale.

Se la legislazione interna favorisce l’attività di mercato, di riflesso il Codice Civile tradotto diventa lo strumento sostanziale per agevolare quelle realtà straniere intenzionate a stringere rapporti commerciali con l’Iran.

La traduzione del Codice Civile iraniano è un’opportunità che apre all’apprendimento di una cultura la cui impalcatura rappresenta un punto definito nell’insieme di dissonanze che caratterizzano il mondo islamico.

Domande sull’Islam/3

Terza puntata del nuovo programma dell’IRIB dedicato alle domande sull’Islam. Il programma è  presentato da Davood Abbasi e alle domande risponde, dalla città santa sciita di Qom (Iran), il religioso musulmano l’Hujjatulislam wal Muslimin (titolo della gerarchia religiosa sciita) Mustafa Milani.

Un ascoltatore ha chiesto una spiegazione del Corano.

Ecco l’audio della risposta:

 

Domande sull’Islam/2

Seconda puntata del nuovo programma dell’IRIB dedicato alle domande sull’Islam. Il programma è  presentato da Davood Abbasi e alle domande risponde, dalla città santa sciita di Qom (Iran), il religioso musulmano l’Hujjatulislam wal Muslimin (titolo della gerarchia religiosa sciita) Mustafa Milani.

La puntata risponde sempre alla domanda è di Francesco Mini di Fucecchio (Firenze). Ecco il suo messaggio:

Cari amici,
approfitto della pagina che avete creato su Facebook e vi porgo la prima domanda: quali sono le principali differenze tra sunniti e sciiti?

 

Ecco la seconda parte dell’audio della risposta:

Uno scatto dall’Iran

L’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran  intende promuovere, nel quadro delle sue attività culturali, il primo concorso fotografico tra gli italiani appassionati della cultura e della civiltà iraniana per valorizzarne gli aspetti e le caratteristiche.

– Finalità

Il concorso intende promuovere una maggiore e diversa visibilità della cultura iraniana e della vita quotidiana attraverso foto scattate in occasione di un viaggio in Iran che ne mettano in rilievo gli aspetti sociali, le tradizioni, la diversità religiosa e etnica, lo spirito di convivenza, il patrimonio storico-artistico, il patrimonio paesaggistico, le grandi innovazioni.

– Requisiti di partecipazione

 Il concorso è gratuito e aperto a tutti gli italiani senza limiti di età .

I partecipanti dovranno dichiarare il pieno possesso dei diritti sulle immagini inviate nonché acconsentire all’uso gratuito delle stesse da parte dell’Istituto Culturale o di soggetti terzi individuati  dall’Istituto per attività di comunicazione e divulgazione.

– Tema

Le fotografie dovranno  rappresentare in modo originale le bellezze culturali, artistiche e naturali dell’Iran, nonché aspetti della  vita quotidiana della società iraniana e delle sue  tradizioni, delle minoranze religiose e delle diverse etnie.

– Modalità e termini di partecipazione

Per ciascuna foto inviata devono essere indicati: il nome dell’autore, il titolo, una breve e semplice descrizione del soggetto, la data e il luogo nel quale la foto è stata scattata.

Non sono ammesse fotografie modificate digitalmente se non per gli adeguamenti di colore, contrasto, luminosità, nitidezza e peso informatico.

Ciascun concorrente può partecipare per uno o tutti i temi, inviando un portfolio composto da un minimo di 3 a un massimo di 10 foto.

Le foto possono essere a colori o in bianco e nero. Sono ammesse immagini realizzate con fotocamere digitali.

Gli scatti dovranno essere inviate in formato elettronico su CD con estensione .jpeg e .tiff  e con risoluzione 300 dpi.

Ogni partecipante autorizza la pubblicazione e la diffusione delle proprie immagini che potranno essere utilizzate gratuitamente per pubblicazioni e mostre ogni qualvolta lo si ritenga utile. Ad ogni uso dell’opera verrà indicato il nome dell’autore.

Le opere pervenute non verranno restituite. Le stesse rimarranno di proprietà dell’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma  per gli usi che riterrà opportuni.

Ogni autore deve assumere la responsabilità prevista dalla legge in caso di partecipazione con immagini raffiguranti minori e/o soggetti dal volto riconoscibile.

L’invio del materiale (fotografie + eventuale liberatoria) è a carico dei partecipanti e potrà essere effettuato tramite servizi di sharing online (Wetransfer, Dropbox, ecc…) e inviando il link di download alla mail: istitutoculturaleiran@gmail.com. In alternativa il materiale (CD o DVD dati) può essere spedito tramite posta tradizionale (preferibilmente Posta Raccomandata) al seguente indirizzo: Istituto Culturale dell’Iran, Via Maria Pezzè Pascolato, 9  Roma 00135.

La scadenza del bando è fissata per Lunedi 31 agosto 2015.

Le opere giunte fuori tempo massimo non saranno prese in considerazione (farà fede il timbro postale). L’organizzazione non è responsabile di danni o perdita dei materiali durante il tragitto di invio degli stessi a mezzo posta.

Ogni partecipante è responsabile delle opere presentate,  garantisce di essere unico ed esclusivo autore delle immagini inviate, garantisce che le immagini non ledono diritti di terzi.

Commissione giudicatrice

 La Commissione giudicatrice è composta da almeno 3 esperti, italiani ed iraniani i cui nominativi saranno pubblicati sul portale: www.rome.icro.ir , nell’apposita sezione dedicata al concorso fotografico.

I giudizi della Commissione, espressi sulla base dei criteri di originalità, creatività, qualità della fotografia, coerenza con le finalità e il tema del concorso, sono insindacabili.

Premiazione

Le foto inviate saranno esaminate dalla giuria, che a suo insindacabile e inappellabile giudizio eleggerà le due migliori opere. Alle opere che risulteranno vincitrici del concorso saranno attribuiti i seguenti premi.

Primo premio: Un biglietto andata ritorno in classe economica per Teheran.

Secondo premio: Un viaggio a Teheran per tre giorni tutto compreso, biglietto escluso

Le fotografie selezionate dalla Commissione giudicatrice verranno esposte in una mostra prevista nel corso del 2015 in una sede prestigiosa.

Privacy

 I dati personali rilasciati dai concorrenti sono trattati nel rispetto di quanto previsto dal D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003 (Codice in materia di protezione dati personali) e della normativa vigente in tema di privacy.

In ogni momento, i partecipanti potranno esercitare i diritti previsti dall’art. 7 del Codice Privacy (accesso, correzione, cancellazione, opposizione al trattamento) mediante richiesta rivolta senza formalità all’Istituto.

Disposizioni generali

L’Istituto Culturale dell’Iran  si riserva il diritto di modificare e/o annullare  in ogni momento le condizioni e le procedure aventi oggetto il presente concorso prima della data della sua conclusione. In tal caso l’istituto provvederà a dare adeguata comunicazione.

L’Istituto Culturale  non assume responsabilità per qualsiasi problema o circostanza che possa inibire lo svolgimento o la partecipazione al presente concorso.

Per maggiori informazioni  e per l’iscrizione, inviare una mail all’indirizzo:

istitutoculturaleiran@gmail.com  oppure contattare il numero  06- 30 52 207 – 8

 

Un ponte per Teheran

Il Centro di Ricerca e Sperimentazione Metaculturale, ente accreditato alla Regione Lazio per la formazione e l’orientamento professionali, presenta un corso gratuito per le aziende agricole della Regione Lazio, al fine di coadiuvare la creazione di rapporti commerciali con l’Iran. Il corso è infatti suddiviso in due moduli, uno sulla lingua persiana (farsi) e il secondo più incentrato sulla cultura commerciale iraniana in tempo di sanzioni internazionali.

Perché l’Iran? L’Iran è uno dei principali partner economici dell’Italia, secondo solo ad alcuni paesi europei. Secondo i dati ripostati sul sito del Ministero dell’Interno, infatti l’Iran è il 17° paese da cui l’Italia importa l’1,3% dei prodotti totali. Inoltre, secondo l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero Italian Embassy – Trade and Promotion Section l’Italia è il secondo partner europeo dell’Iran, dopo la Germania.

Un ulteriore segnale dell’importanza degli scambi commerciali tra l’Italia e l’Iran è la presenza nel nostro paese di C.I.C.E. (Centro Italo Iraniano di Cooperazione Culturale e Economica) e di CCII (Camera di Commercio e Industria Italo Iraniana) che rappresentano un punto di incontro tra gli interessi dei mercati dei due paesi.

Conoscendo la difficoltà ed il timore di avvicinarsi ad una cultura apparentemente così diversa, questi due corsi vogliono abbattere, per quanto possibile, le barriere che molte aziende italiane hanno a causa della differenza linguistica e culturale. In questo modo, le singole aziende saranno in grado di avere al proprio interno un facilitatore che possa fungere da ponte linguistico e culturale per le aziende stesse.

MODULO I: LINGUA PERSIANA (Farsi)
Il primo modulo del corso sarà concentrato nell’apprendimento base della lingua persiana (farsi) con particolare attenzione all’area tematica del commercio e del marketing. Al termine del corso i corsisti saranno in grado di presentare la propria azienda ed i propri prodotti in lingua persiana. Il corso avrà una capacità di 10-15 corsisti ed una durata di 80 h, divise in 3 ore ad incontro per tre giorni a settimana dal 4 giugno 2015 al 17 luglio 2015.

MODULO II: INTRODUZIONE ALLA CULTURA COMMERCIALE IRANIANA
In questo modulo entreremo più nei dettagli dell’economia iraniana, dei suoi rapporti commerciali con il resto del mondo in tempo di sanzioni internazionali, delle sue caratteristiche peculiari, della normativa import-export e dell’importante ruolo che gioca l’Italia.

Biografia insegnante del corso
La Dott.ssa Elena Scarinci si è laureata nel 2013 in Lingue e Culture Straniere per le Istituzioni, le Imprese e il Commercio presso l’Università degli Studi della Tuscia. Ha vissuto in Turchia per 6 mesi ed in Iran per un anno ad intervalli alterni. Nel frattempo ha lavorato come insegnante di italiano per stranieri sia in Italia che in Iran, dove grazie ad una borsa di studio ha perfezionato la sua conoscenza della lingua persianaottenendo la certificazione di conoscenza della lingua Avanzato 2 presso l’Istituto di lingua persiana Dehkhoda nella capitale Teheran. A Teheran inoltre ha lavorato presso la scuola dell’Ambasciata Italiana Pietro della Valle e con la quale ha pubblicato due libri per l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri.

Dove siamo:

A circa 50km da Roma, Terni e Viterbo.
Facilmente raggiungibile in auto (autostrada A1 uscita Ponzano Romano-Soratte) e in treno (linea Fiumicino-Orte FL1 stazione Gavignano)

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Per informazioni:
0765.570574 – 333.9708927
metaculturale@alice.it

Costi:
I corsi saranno gratuiti.
Tessera sociale annuale 20€
Inizio corsi:
4 giugno 2015

Locandina corsi di persiano

Il vento degli amanti

Baadeh Sabah (باد صبا), Il vento degli amanti, è un film per certi versi leggendario. E per altri maledetto. Girato nel 1970 dal francese Albert Lamorisse con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Arte dello scià, fu ultimato dopo la morte del regista, avvenuta proprio durante le riprese.

L’85% delle riprese del film sono girate da un elicottero. Durante uno degli ultimi voli, l’elicottero urtò dei cavi elettrici alle porte di Karaj e precipitò, uccidendo tutti le persone a bordo.

 

Domande sull’Islam/1

Islam sciita

Ospitiamo un nuovo programma dell’IRIB dedicato alle domande sull’Islam. Il programma è  presentato da Davood Abbasi e alle domande risponde, dalla città santa sciita di Qom (Iran), il religioso musulmano l’Hujjatulislam wal Muslimin (titolo della gerarchia religiosa sciita) Mustafa Milani.

La prima domanda è di Francesco Mini di Fucecchio (Firenze). Ecco il suo messaggio:

Cari amici,
approfitto della pagina che avete creato su Facebook e vi porgo la prima domanda: quali sono le principali differenze tra sunniti e sciiti?

ed ecco l’audio della risposta:

Per interagire

Domande sull’Islam
https://www.facebook.com/domandesullislamirib?fref=ts

Potete inviare le vostre domande pure all’indirizzo email

domandeislam@gmail.com

Festività in Iran nel 2015

Spese di Noruz

Ecco l’elenco delle feste nazionali iraniane nel 2015. Quelle, per intenderci, in cui gli uffici sono tutti chiusi.

 

Venerdì 9 GENNAIO Nascita del Profeta Maometto e dell’Imam Sadeq

Mercoledì 11 FEBBRAIO Anniversario della Rivoluzione

Venerdì 20 MARZO Giornata della nazionalizzazione del petrolio

Sabato 21 MARZO No Ruz , Capodanno persiano

Da domenica 22 a martedì 24 MARZO Vacanze per il Capodanno persiano

Martedì 24 MARZO Martirio di Fatima

Mercoledì 1 APRILE Anniversario nascita Repubblica islamica

Giovedì 2 APRILE Sizdha bedar – Giornata nazionale della natura

Sabato 2 MAGGIO Nascita dell’Imam Ali

Sabato 16 MAGGIO Ascensione del Profeta

Mercoledì 3 GIUGNO Nascita dell’Imam Mahdi

Giovedì 4 GIUGNO Anniversario della morte di Khomeini

Venerdì 5 GIUGNO Rivolta del 15 Khordad 1963

Mercoledì 8 GIUGNO Martirio dell’Imam Ali

Sabato 18 LUGLIO Eid-e-Fetr (Fine del Ramadan)

Martedì 11 AGOSTO Martirio dell’Imam Sadeq

Giovedì 24 SETTEMBRE  Eid-e-Ghorban (Festa del sacrificio)

Venerdì 2 OTTOBRE Eid-al-Ghadir (Nomina di Ali quale successore del Profeta)

Venerdì 23 OTTOBRE  Tassoua

Sabato 24 OTTOBRE Ashura

Mercoledì 2 DICEMBRE Arbaeen

Giovedì 10 DICEMBRE Morte del Profeta Maometto e martirio dell’Imam Hassan

Sabato 12 DICEMBRE Martirio dell’Imam Reza

Martedì 29 DICEMBRE Nascita del Profeta Maometto e dell’Imam Sadeq

Raccontare l’Iran

Bisetun

L’Associazione Culturale Studi Asiatici “Centro Studi Euroasiatici” ( A.C.S.A.) organizza per il ciclo Iran Contemporaneo “Raccontare l’Iran”.

Dal 1979 in poi l’Iran è stato spesso rappresentato dai media come la perfetta antitesi dei valori occidentali. Un Paese lontano, in tutti i sensi, da evitare. O da negare. Eppure chi lo visita rimane quasi sempre affascinato dalla bellezza sensuale dell’Iran, dai suoi posti, dalla sua gente.

Oltre le barriere linguistiche, oltre i pregiudizi, oltre i luoghi comuni, si può e si deve imparare a conoscere e ad amare un Paese, l’Iran, che non è come ci viene raccontato dai giornali e dalla politica ma molto di più, molto meglio, decisamente molto altro.

Interverrà Antonello Sacchetti, giornalista, blogger , autore di 4 libri sull’Iran.

Modera il professor Luigi Tomasi.

La serata continua con la lettura delle poesie tradotte da Nina Sadeghi e interpretate dall’attrice Carmen Esposito.

Venerdì 5 giugno 2015 alle 20.30 aula Kessler del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale

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La fattoria degli umani

La fattoria degli umani

La Fattoria degli Umani tratta il ciclo storico della violenza umana con uno sguardo acuto sia alle vicende attuali di un’area geografica specifica del medio oriente – oggi tristemente conosciuta come roccaforte dell’ISIS – sia alle verità storiche delle invasioni mongole del quattordicesimo secolo in quella stessa terra dove dopo più di 700 anni vengono compiute atrocità disumane, l’eccidio di popolazioni intere e la distruzione delle città costruite in migliaia di anni.

Il regista tenta di svelare il mostro che vive in ciascuno di noi, dividendo con la noncuranza del caso tra vittime e carnefici. In una suggestiva scenografia un grande tavolo rotondo e girevole rappresenta la città. Un grande tavolo sopra il quale sono posizionati alcuni oggetti simbolici che hanno la funzione di ridurre le dimensioni di una tragedia per poterla vedere con occhi diversi; modellini per ricostruire una città millenaria che viene poi distrutta dalla furia violenta di un trattore telecomandato, la torre di Jaber, numerosi soldatini, armi, la sfera di un mappamondo luminoso e un frullatore che evoca un mulino a vento sull’Eufrate e l’orrore delle vittime triturate.

I due personaggi dello spettacolo sono cugini e muovono tali oggetti mentre raccontano una loro versione personale della realtà dei fatti accaduti con un parallelismo storico tra le due tragedie. Una voce femminile invece rappresenta i pensieri del personaggio muto perché il cugino gli ha tagliato la lingua.

La Fattoria degli Umani
Scritto e diretto da Ali Shams
Traduzione: Parisa Nazari
Con:
Aleandro Fusco
Parisa Nazari
Piero Cardano
Assistente alla regia: Magali Steindler
Costumi: Mandana Ansari
27 e 28 Marzo alle 21:00
Domenica 29 alle 20
Teatro Salauno
Roma , P.zza di Porta s,giovanni. dietro la scala santa 10
Per info e Pronotazione : 3490557853

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36° Corso di lingua persiana

L’Istituto Culturale dell’Iran a Roma, nel quadro delle sue attività culturali e didattiche, promuove il 36° Corso di lingua Persiana. Il corso ha la finalità di introdurre ad una delle principali lingue dell’Asia Centrale e Occidentali, la cui grande rilevanza è legata alla sua straordinaria tradizione storico-culturale e al suo status di lingua ufficiale, nelle sue diverse varietà, in paesi strategicamente importanti sullo scenario internazionale come l’Iran, Afghanistan, Pakistan, India e Tajikistan.

Il corso, tenuto da insegnante universitario, si svolgerà da sabato 11 aprile 2015 presso la sede dell’Istituto in via Maria Pezzè Pascolato, 9 Roma e si articola in 17 ore di lezioni per ogni livello per un totale di 51 ore divise in tre livelli e avrà la durata di 10 settimane con la seguente
cadenza:
sabato: ore 08.30- 10.15 e 12.00

La giornata dell’ultima lezione sarà interamente dedicata alla valutazione dei corsisti, con una prova scritta, ed una orale. L’ammissione agli asami è subordinata ad una presenza continuativa alle lezioni non inferiore all’80% del monte ore totali. A tutti coloro che avranno superato le prove finali verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Le iscrizioni sono aperte e limitate a N° 10 partecipanti per ogni singolo livello

Il termine ultimo per l’iscrizione è fissato per il 10 aprile 2015

Iscrizione:
istitutoculturaleiran@gmail.com
06 3052207 – 8

N.B.
Il giorno 11 aprile (prima lezione) è didicato interamente al valutare il livello della conoscenza dei corsisti e le divisioni per l’orario, perciò si chiede la presenza di tutti gli interessati alle ore 09.00.

Iran, arte e cultura

In occasione del 36° anniversario della vittoria della Rivoluzione Islamica l’ Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran organizza in collaborazione con l’Organizzazione della Cultura e delle Relazioni Islamiche, il Museo d’Arte Contemporanea di Teheran, il Museo d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” e la “Casa del Cinema” di Roma il “mese della cultura iranica” con la presentazione di una grande mostra di arte contemporanea dedicata alla produzione ceramica, alle calligrafie e alle miniature e completata da una serie di fotografie che illustrano il passato ed il presente dell’Altopiano iranico .

La mostra si articola attraverso quattro sezioni:

La ceramica: l’arte della ceramica affonda le sue origini in epoche remote, raccontando i progressi della civiltà e le relazioni socio-economiche che ne derivano. In questa sezione saranno esposti manufatti antichi, di proprietà del MNAO che dialogheranno con la più alta espressione artistica contemporanea, ispirata da un lato dalle produzioni delle ceramiche grigie dell’Altopiano e dall’altra dalle grandi fabbriche di Nishapur nel Khorasan e di Samarcanda in Transoxiana, di Rayy e di Kashan solo per citarne alcune.

La miniatura: Le opere d’arte scoperte nella regione del Lorestan risalgono a diecimila anni fa, arte conosciuta e praticata anche nell’impero partico e sasanide, . Dopo l’avvento dell’Islam, in particolare a partire dal XIII secolo l’arte della miniatura, influenzata alle origini dalla tradizione bizantina, divenne un vero e proprio genere artistico, raggiungendo la sua più alta espressione tra il XV e il XVI secolo, raffigurando non solo scene di corte, di caccia, ma anche motivi desunti da altre classi di oggetti come i tappeti e le calligrafie. Nel periodo classico gli artisti erano raggruppati in scuole di cui quella reale era la più prestigiosa; Tabriz e Shiraz furono importanti centri di produzione.

La calligrafia: l’arte della calligrafia, realizzata in caratteri Nasta’liq, è caratterizzata da una inclinazione delle lettere verso destra e da un uso equilibrato delle linee curve del Ta’liq e di quelle dritte del Naskh. E’ realizzata con un calamo di canna , la cui punta, tagliata in obliquo, ha una inclinazione appena visibile. L’inchiostro, nero o colorato, è realizzato con vari pigmenti, mescolati ad acqua depurata, versato su uno stoppaccio di seta, posto nel calamaio che permette di dosare la quantità di inchiostro. I testi che ispirano gli artisti sono tratti dal Libro Sacro o dalla grande poesia persiana.

La fotografia: a completamento dell’esposizione saranno esposte venti fotografie tratte dall’album “Ricordo del viaggio in Persia della missione italiana 1862” conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. L’album dedicato da Marcello Cerruti a Sir Austen Henry Layard, che dopo i celebri trascorsi d’archeologo in Oriente ebbe, in Venezia, interessi nelle arti e nell’imprenditoria, furono eseguite da Luigi Montabone (1827 ca.- 1877) pioniere della fotografia in Italia. La produzione dei fotografi italiani in Persia tra il 1848 e il 1864, oltre a costituire la più precoce documentazione conosciuta sul mondo Qajar, offre un elemento, significativo delle relazioni tra il Regno di Sardegna prima e il Regno d’Italia poi, con la Persia. Un indubbio rilievo ebbe anche l’interesse dello Shah Nasr al-Din verso la fotografia. Questa produzione sollecitò i fotografi persiani dell’epoca che da un lato si indirizzarono verso soggetti legati alla modernità e alla documentazione sociale, dall’altro presero spunto da un gruppo di autori italiani coevi al Montabone, che nella Persia Qajar, ebbero un ruolo pionieristico nello sviluppo della fotografia e nella documentazione del territorio.

La missione italiana in Persia fu progettata sin dal 1860 da Camillo Benso di Cavour, ma solamente nell’aprile del 1862, con la partenza del folto gruppo di componenti, poté prendere l’avvio. Marcello Cerruti, genovese, già ministro in Costantinopoli, guidava l’ambasciata straordinaria, ricca di ben 19 membri (tutti destinati ad occupare posizioni di rilievo nel panorama scientifico italiano).

MOSTRA
IRAN Arte e Cultura
La civiltà dell’Iran attraverso ceramiche, calligrafie, miniature e immagini del passato e del presente
15 marzo -19 aprile 2015

 


Luigi Montabone ed il suo album

“Ricordi del viaggio in Persia della missione italiana del 1862″

 

Luigi Montabone fu un pioniere della fotografia in Italia, attivo dal 1856 fino alla sua morte. La sua carriera è culminata con l’apertura di diversi studi fotografici a RomaFirenzeTorino e Milano oltre ad essere uno dei fotografi italiani che operarono in Persia negli anni 1848-1864, sotto il regno di Nâseroddin Shah, della dinastia Q

ajar (1831-1896). L’identificazione e il recupero della loro opera, ancora oggi poco conosciuta, ha consentito di aggiungere alla conoscenza della storia della rappresentazione fotografica un episodio singolare e di particolare significato, sia per la cultura fotografica italiana, sia per quella iraniana, mettendo in luce l’originale contributo fotografico italiano fuori dei confini nazionali, in particolare per quel capitolo della storia della fotografia dell’Ottocento che riguarda il viaggio in Oriente e la costruzione della sua immagine nella cultura letteraria e visiva occidentale.

Il periodo considerato, eccezionalmente vivo per lo sviluppo degli interessi fotografici, fu particolarmente ricco di avvenimenti che investirono la Persia, sia per quanto riguarda le iniziative diplomatiche italiane ed europee, sia in relazione alle vicende interne e all’interesse verso l’Occidente manifestato dallo shah Nâseroddin. Risalgono a quest’epoca, ad esempio, la formazione dell’Università di Tehran, l’attività fotografica dello stesso Shah e, sul versante occidentale, importanti missioni diplomatiche e scientifiche, come quella del ministro plenipotenziario francese Prosper Bourée (1855-1856), alla quale partecipò come illustratore Alberto Pasini (1826-1899), e quella italiana del 1862 guidata dal ministro Marcello Cerruti, che vide in campo il fotografo Luigi Montabone (1827 ca.-1877), assistito da Alberto Pietrobon, e l’illustratore Stanislao Grimaldi del Poggetto (1825-1903), coadiuvato da Giuseppe Centurione (1824-1897), impegnati al servizio dei diplomatici e del folto gruppo di scienziati tra cui Filippo De Filippi, Giacomo Doria e Michele Lessona.

La fortuna della campagna di riprese realizzata da Luigi Montabone durante la missione del 1862, riscontrabile nella diffusione internazionale degli album fotografici che ne celebrarono l’evento, testimonia l’interesse verso la singolarità dell’impresa visiva e il particolare rilievo che veniva attribuito alla più moderna e realistica documentazione fotografica. Nella serie di Montabone, che comprende vedute ed edifici di Yerevan, Qazvin, Soltaniyeh, Tabriz, Tbilisi, Tajrish, Tehran, Zanjan, si riassumono e si condensano sapientemente tutti gli intenti documentativi, scientifici, narrativi e celebrativi della missione stessa. Le fotografie così ottenute occupano una posizione particolare rispetto alla ricca produzione di indirizzo orientalista che nel decennio successivo inizierà a circolare con abbondanza in Occidente. Fortemente orientate dagli interessi del gruppo di giovani naturalisti che presero parte alla missione, le immagini fotografiche di Luigi Montabone, nel panorama della fotografia persiana dell’epoca, rappresentano un episodio anticipatore, che sollecitò l’interesse verso soggetti legati alla modernità e alla documentazione sociale.

L’esemplare “Ricordi del viaggio in Persia della missione italiana del 1862”, conservato alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, dal quale sono tratte le diciassette fotografie in mostra fu acquisito nel 1918 e si compone da sessanta fotografie, con ritratti di personaggi della Corte, di una ventina di personaggi georgiani, paesaggi dell’Armenia e del Caucaso e vedute persiane..

Questa copia presumibilmente proviene dalla dispersione di parte dei beni dell’abitazione veneziana di Sir Austen Henry Layard (1817–1894), eminente archeologo inglese al quale si deve la scoperta delle città assire di Nimrud (1845) e di Niniveh (1849). Infatti  nel frontespizio si legge una dedica manoscritta di Marcello Cerruti “Al miglior amico d’Italia | al Sig Layard | il suo devotissimo | M Cerruti | li 29 ottobre 1865 (Firenze)”.

L’esemplare Marciano è particolarmente rappresentativo, vuoi per essere stato il primo album indagato, vuoi perché le sue caratteristiche ricorrono in gran parte degli esemplari esaminati, tanto da farne il modello di riferimento. Eccetto l’esemplare allestito per Vittorio Emanuele II, (Torino, Biblioteca Reale) le copie degli album finora noti sono composti con identica quantità di fotografie.

Le immagini, rispettano la progressione dell’itinerario percorso dalla Missione per giungere a Tehran, mentre sono frequenti le varianti di montaggio delle fotografie nella sequenza relativa alle singole località illustrate.

Il criterio di ordinamento degli album privilegia in apertura della sequenza le raffigurazioni delle autorità, a cui vengono fatte seguire le residenze ufficiali e le vedute delle singole località documentate.
Gli esemplari che più concordano con l’album marciano, sono le copie conservate nell’Archivio della Casa Reale dell’Aia e alla Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro.


Il Museo di arte Contemporanea di Teheran

Il Museo, sito al centro della città, è circondato da un’area verde denominata Il Parco delle Statue per la presenza di sculture di importanti maestri dell’Iran e del mondo.

Opera sotto la direzione generale degli affari artistici del Ministero della Cultura e della Guida Islamica della Repubblica Islamica dell’Iran.

L’edificio è stato progettato dall’architetto Kamran Diba ed è uno fra i più importanti palazzi della capitale iraniana per la sua architettura persiana moderna ispirata all’architettura tradizionale iraniana, in particolare lla torre del vento di Yazd.

Il vestibolo (la sala d’ingresso di rappresentanza), i punti d’incrocio e il passaggio utilizzati nell’architettura di questo edificio sono studiati proprio per invitare i visitatori ad immergersi nell’approfondimento della storia gloriosa dell’arte e della cultura dell’Iran.

Il Museo d’arte contemporanea viene considerato il centro dell’attività artistiche più importanti dell’Iran nell’ambito delle arti visive. Nei suoi due mila metri quadrati di spazi riservati alle esposizioni,

divisi in nove sale, vengono costantemente presentate le diverse esposizioni artistiche creando l’occasione, per gli appassionati dell’arte, di ammirare le bellezze dei capolavori artistici.

Il Museo d’arte Contemporanea di Teheran ha iniziato ufficialmente le sue attività culturali nel

1978 e cerca con tutte le forze di promuovere l’arte della Rivoluzione Islamica. Gli obiettivi si

concentrano in maggior misura nella presentazione dell’arte contemporanea per promuovere le capacità

iraniane dal punto di vista di qualità e quantità, sostenendo gli artisti in modo che possano promuovere

l’arte iraniana nel mondo pur conservando la propria identità estrinsecata nelle loro opere e scoprire al contempo nuovi talenti e nuove idee.

Il museo possiede un patrimonio ricco di capolavori artistici tra i più prestigiosi al mondo. Le statue, posizionate all’interno del Parco, di grandi artisti scultori come Alberto Giacometti, Henry Moore, Parviz Tanavoli, hanno donato a questo luogo, non solo una bellezza sorprendente ma anche un alto valore artistico. Alcune opere dei noti scultori mondiali posizionate nel Parco delle Statue sono: Cavallo e Cavaliere di Marino Marini; Le Therapeute di Renè Magritte.; L’uomo esteso di Henry Moore; La grande Donna e L’uomo che cammina, due capolavori di Alberto Giacometti; Torsione nello spazio di Max Bill; Omaggio a Pablo Neruda di Eduardo Chillida

Il visitatore non appena entra nel museo dopo aver fatto un percorso rotatorio visitando le sale arriva al vestibolo che ospita il capolavoro dell’artista Giapponese Haraguchi Noriyuki intitolato La Materia e il Pensiero.

Oltre le nove sale espositive il museo possiede anche una biblioteca specializzata, con la sezione

audiovisiva e cineteca.

Tra le opere che fanno parte del patrimonio del Museo di Arte Contemporanea di Teheran possiamo elencare quelle di artisti come Pierre- Auguste Renoir, Lautrec, Paul Gauguin, Pablo Picasso,

Max Ernest, Magritte, Jackson Pollock, Franz Jozef Kline, Francis Bacon ed altri artisti di fama internazionale.

Cultura iraniana a Roma

Doppio appuntamento con la cultura iraniana a Roma a partire da venerdì 13 marzo 2015. Una mostra al museo di Arte orientale di via Merulana e una rassegna di cinema presso la Casa del Cinema a Largo Marcello Mastroianni. Ecco i dettagli.

LEGAMI DI CELLULOIDE
Poetica e sentimenti del nuovo cinema iraniano

Sette film per illustrare la poetica dei sentimenti nell’Iran contemporaneo. Il cinema come forma d’arte privilegiata per esprimere il cambiamento senza tradire i valori più profondi della società iraniana.

Consulta il programma completo: Programma rassegna cinema

13/14/15 marzo 2015
Casa del Cinema
Roma, Largo Marcello Mastroianni 1

Info: 06 30 52 207 / 8
istitutoculturaleiran@gmail.com

Programma rassegna cinema

Invito inaugurazione rassegna

 

 

INVITO CINEMA iran 2015

 

 

IRAN, ARTE E CULTURA
La civiltà iraniana attraverso ceramiche, calligrafie, miniature e immagini del presente e del passato

Inaugurazione sabato 14 marzo, ore 11.00

Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”, Via Merulana 248, Roma

Iran, arte e cultura

L’Iran degli ayatollah nell’era digitale

Iran digital landscape

Domenica 7 giugno, alle ore 17,30 presso Taberna Persiana  (Via Ostiense 36 H) a Roma, viene presentata la ricerca L’Iran degli ayatollah nell’era digitale. Censura e nuovi media in Iran. Presentato da Arab Media Report, in collaborazione con Small Media. Sarà presente l’autore Antonello Sacchetti – giornalista e autore di Diruz – insieme ad Azzurra Meringolo – coordinatrice scientifica di Arab Media Report – e Antonella Vicini – giornalista esperta di Iran e autrice di Sguardi Persiani

In “L’Iran degli ayatollah nell’era digitale” sono riassunte indagini sulla televisione satellitare, l’editoria, la stampa e internet in Iran, con inediti approfondimenti sul mondo dei social network e delle start-up. Seguendo lo sviluppo dei media in questi ambiti, in ognuno di essi si approfondisce la nascita e l’espansione della censura governativa, i mezzi cui ricorre la società per aggirarla e gli aspetti paradossali e contraddittori che emergono da questa interazione. Tanto da domandarci fino a che
punto possiamo pensare l’Iran come una società chiusa, in cui i cittadini sono costantemente controllati e messi sotto pressione, e fin dove, invece, può estendersi il controllo del governo nell’era di internet e dei media globalizzati.

Ingresso libero con aperitivo persiano fino ad esaurimento posti.

Si prega di confermare la propria presenza a arabmediareport.redazione@gmail.com

L’Iran degli ayatollah nell’era digitale (PDF)

L’Iran degli ayatollah nell’era digitale. Censura e nuovi media in Iran

Domenica 7 giugno ore 17,30

Taberna Persiana

Via Ostiense 36 H, Roma

 

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L’Iran e la satira

Una Metamorfosi iraniana

La strage della redazione di Charlie Ebdo ha riaperto il dibattito sul rapporto tra satira e potere, soprattutto nei Paesi islamici. In un altro post abbiamo anche parlato di quali siano state le reazioni in Iran. .

Per farsi un’idea del rapporto tra satira e potere nella Repubblica Islamica, vorremmo qui proporre tre libri, diversi tra loro per stile e data di pubblicazioni e tutti e tre ugualmente interessanti per ragioni diverse.

Il primo si intitola Iran. Gnomi e giganti, paradossi e malintesi, testi di Ebrahim Nabavi  e disegni di Reza Abedini, pubblicato in Italia da Spirali nel 2009.

E’ un libro bello da leggere e anche solo da sfogliare. Alcune pagine sono graffianti. Ad esempio:

La fuga dei cervelli

“Ha riso: l’hanno accusato di prendere in giro il regime e l’hanno picchiato.

Era silenzioso: l’hanno accusato di ordire un complotto contro il governo.

Ha condotto una vita allegra: l’hanno arrestato per immoralità.

Ha inseguito la ricchezza: l’hanno accusato di corruzione.

Ha inseguito il potere: l’hanno accusato di opposizione al governo.

Ha pianto: l’hanno arrestato con l’accusa di disfattismo.

Ha scritto: l’hanno arrestato con l’accusa di diffondere menzogne e d’insultare i leader.

Non ha scritto: gli amici l’hanno accusato di complicità con il potere.

Ha camminato: l’hanno picchiato con l’accusa di vagabondaggio.

Si è seduto: l’hanno accusato di ostruire il passaggio.

Alla fine un bel giorno, ha usato il cervello: è fuggito.

La morale: uno dei motivi della fuga dei cervelli è l’uso del cervello”.

Ebrahim Nabavi

Secondo consiglio di lettura: Una metamorfosi iraniana, di Mana Neyastani, pubblicato in Italia nel 2012 da Coconino Press – Fandango. E’ un graphic novel dai toni kafkiani, tratto da una storia vera. Mana disegna vignette per il supplemento settimanale per ragazzi del giornale Iran. Il suo lavoro non ha a che fare con la politica, almeno così crede. Un giorno però pubblica una storia in cui uno scarafaggio parla azero. Non c’è l’intenzione di offendere nessuno, ma nel giro di pochi giorni scoppia la protesta degli azeri nel nord del Paese. Le scuse del giornale non bastano e Mana diventa il facile capro espiatorio. Arriva l’arresto, il carcere e poi la scelta dell’esilio. Un libri duro, che fa capire come la macchina della censura possa colpire tutti.

Terzo e ultimo consiglio di lettura: Nel paese dei mullah, di Hamid-Reza Vassaf. Anche questo è un graphic novel. La storia è in questo caso inventata: un soldato dell’esercito iraniano naufraga su un’isola deserta del Golfo Persico. Lo soccorre uno uno scrittore che ha scelto di vivere lì, lontano dal trambusto di Teheran. L’incontro tra il militare e l’intellettuale diventa l’occasione per ripercorre, ognuno dal suo punto di vista, la storia dell’Iran dalla rivoluzione ai giorni nostri.

Buona lettura.

Musica tradizionale persiana a Milano

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Concerto di musica tradizionale persiana in occasione dell’anniversario della nascita del Profeta dell’Islam

Gruppo Sepid o Siah Bianco e Nero

Info: 06 30 52 207 / 8 – Si prega di comunicare la vostra presenza inviando una e-mail all’istituto:
istitutoculturaleiran@gmail.com
Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran – Roma