Attentato di Parigi: le reazioni in Iran

Agenzia Irna

Negli approfondimenti giornalistici relativi alla strage della redazione del settimanale parigino Charlie Ebdo, si menziona spesso il caso Rushdie . Nel 1989, l’ayatollah Khomeini lanciò infatti una fatwa con cui condannava come blasfemo il romanzo Versetti satanici dello scrittore indiano Salman Rushdie e invitava i musulmani di tutto il mondo a punire con la morte il suo autore.  Rushdie vive da allora sotto sorveglianza (ma il traduttore giapponese del romanzo venne ucciso) e il suo caso ha fatto scuola. Anche allora, come nel caso delle vignette pubblicate dalla rivista francese, era la vita di Maometto ad essere rappresentata in modo considerato sacrilego.

Le reazioni della politica

Sono passati quasi 26 anni e le istituzioni politiche e religiose iraniane hanno condannato la strage di Parigi. Con sfumature diverse, ma in modo piuttosto netto.

La portavoce del ministero degli Esteri Marzieh Afkham ha dichiarato:

“Ogni atto terroristico contro innocenti è estraneo agli insegnamenti dell’Islam”.

Aggiungendo comunque una critica molto forte alla rivista che aveva pubblicato le vignette.

“È inaccettabile approfittare della libertà d’espressione per insultare le religioni e i simboli delle religioni”. E concludendo con una considerazione molto “politica”: atti terroristici come quello di Parigi sono una diretta conseguenza dell’ondata di violenza ed estremismo che ha colpito il Medio Oriente nell’ultimo decennio.

Un chiaro riferimento alla crisi siriana e al supporto dato da Usa ed Europa all’opposizione anti Assad.

Più vago il messaggio del presidente Hassan Rouhani che si è espresso con due tweet in inglese quasi identici e molto generici.

 

La condanna nella preghiera del venerdì

L’ayatollah conservatore Ahmad Khatami (da non confondere con l’ex presidente riformista Mohammad), membro dell’Assemblea degli Esperti, durante il sermone nella preghiera del venerdì (9 gennaio) a Teheran ha affermato:

Condanniamo con forza l’attacco terroristico in Francia e crediamo che l’Islam non permette assolutamente l’uccisione di innocenti, siano essi a Parigi, in Siria, in Pakistan, nello Yemen o Afghanistan. (…) Per questi omicidi sono da biasimare i dollari Usa, le sterline inglese e gli euro dell’Ue. Questi terroristi sono una vostra creazione e sono stati nutriti dal sostegno politico vostro e dei vostri alleati.”

 

La copertura dei media iraniani

I giornali iraniani hanno in media coperto i fatti di Parigi anche in modo dettagliato. Il giornale Iran, legato al governo Rouhani, ha dato ampio risalto all’accaduto, con molte immagini della strage. Anche Press Tv, la televisione statale satellitare (in inglese) segue gli eventi e twitta anche con lo slogan “Je suis Charlie”.

Curiosamente, sono stati i giornali riformisti quelli più cauti nel raccontare l’accaduto. Mentre i conservatori hanno condannato con forza la strage anche per criticare l’estremismo salafita e più in generale l’ISIS e la crisi in Siria e Iraq.

Tra i quotidiani, il più sensibile è stato il riformista Shargh che ha dato ampio spazio all’accaduto e ha pubblicato sul proprio sito e poi twittato l’ultima vignetta di Charlie Ebdo contro il lader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e un collage di foto con i redattori della rivista e il direttore Stephane Charbonnier.

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