Assemblea degli Esperti, eletto Yazdi

Mohammad Yazdi

L’ayatollah Mohammad Yazdi è il nuovo capo dell’Assemblea degli Esperti (Majles-e Khobragan Rahbari, “Assemblea degli Esperti per la Guida”, è la definizione completa in persiano). Yazdi è stato eletto al secondo ballottaggio, con 47 voti su 73. Gli altri 24 sono andati ad Akbar Hashemi Rafsanjani.

E’ stato un risultato a sorpresa: in molti avevano pronosticato la conferma dell’Ayatollah Hashemi Shahroudi, alla guida dell’Assemblea dallo scorso ottobre, quando era morto il presidente in carica Mahdavi Kani. I candidati in partenza erano quattro: Shahroudi, Yazdi, Rafsanjani e Mohammad Momen. Al primo round, Yazdi ha ricevuto 35 voti, Rafsanjani 25, e Momen 13, mentre Shahroudi ha ritirato la propria candidatura. Al secondo voto, Yazdi ha fatto il pieno con 47 voti, contro i 24 di Rafsanjani. Due membri si sono astenuti e 13 non hanno partecipato alla votazione.

Va ricordato che questa Assemblea degli Esperti, eletta nel dicembre 2006, resterà in carica , in via eccezionale, fino al 2017, quando si voterà anche per le presidenziali e le legislative.

Chi è Mohammad Yazdi

Da non confondersi assolutamente con l’altro Ayatollah Mohammad -Taqi Mesbah Yazdi, conservatore anche lui, ma di formazione completamente diversa e con un altro percorso politico alle spalle.Anzi, per dirla tutta, il nuovo capo dell’Assemblea degli Esperti, venne eletto nel 2006 nella lista Modarresin and Jame Rohaniyat che si contrapponeva proprio a quella che faceva riferimento a Mesbah Yazdi.

E’ perciò un errore piuttosto grossolano definire Yazdi un “ultraconservatore”. E’ sì un conservatore, ma un conservatore tradizionalista, sulle posizioni dell’attuale guida Ali Khamenei. E proprio questa continuità pare sia stato l’elelemento determinante per la sua scelta.

Yazdi, allievo del Grande Ayatollah Boroujerdi, è stato a capo della magistratura per dieci anni, dal 1989 al 1999 ed è attualmente membro anche del Consiglio dei Guardiani.

Il momento politico

Al di là delle contrastanti voci sulla salute di Khamenei, è ovvio che non è lontanissimo il momento in cui l’Assemblea degli Esperti sarà chiamata a indicare un successore dell’attuale Guida. Rafsanjani – che comunque è tutt’altro che uscito dalla scena politica, visto che è a capo del Consiglio per il Discernimento – aveva una proposta molto chiara per il futuro: non un nuovo rahbar, ma un consiglio ristretto che ne assumesse il ruolo e i poteri.

Forse è stata questa presa di posizione a orientare gli Ayatollah nella seconda votazione e a scegliere la soluzione meno “innovativa”. In questo momento, con un accordo sul nucleare apparentemente vicino, la Repubblica islamica non ha probabilmente bisogno di altri scossoni. Anche perché questa Assemblea durerà ancora un altro anno e di cose, da qui a lì, ne potrebbero accadere tante.

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