Com’è andata a Ginevra

Ashton e Zarif a Ginevra

Poche nuove, buone nuove. Si potrebbe riassumere così l’esito dei colloqui sul nucleare tra gruppo 5+1 e Iran che si sono tenuti a Ginevra il 15 e 16 ottobre. L’Iran ha presentato una propria proposta (con un power point, cosa che ha suscitato – chissà perché – la curiosità di molti cronisti), non svelata ai non addetti ai lavori.

Il fatto che nessuno dei partecipanti al vertice abbia rivelato dettagli su questa proposta, è un elemento molto positivo: vuol dire che si tratta di una base seria su cui lavorare. Il riserbo è una garanzia per evitare di bruciare i margini di trattativa.

La proposta iraniana non sarebbe poi così “nuova”: probabilmente Teheran chiede il riconoscimento del proprio diritto a un programma nucleare civile e la fine delle sanzioni. In cambio, l’Iran avrebbe sospeso l’arricchimento dell’uranio al 20%. Se altri Paesi garantiranno la fornitura di scorte di uranio arricchito al 20% (per uso civile e sanitario), Teheran potrebbe limitare in modo permanente il suo arricchimento di uranio al 5%.

Il tutto avverrebbe in tre fasi che durerebbero da 6 mesi a un anno. Teheran ha inoltre aperto alla possibilità di ispezioni a sorpresa dell’AIEA ai propri siti nucleari. Le ispezioni a sorpresa sono previste dal Protocollo aggiuntivo al “Trattato di Non Proliferazione”. L’Iran – nel 2003, con Khatami presidente – sottoscrisse quel protocollo ma in seguito il parlamento non lo ratificò, proprio in polemica con la comunità internazionale che aveva inasprito le sanzioni.

I colloqui riprenderanno, sempre a Ginevra, il 7 e 8 novembre. Nel frattempo, i dettagli del programma saranno studiati da esperti tecnici e scientifici di entrambe le parti.

Un funzionario americano ha definito la proposta iraniana “seria e dettagliata” come mai prima d’ora. Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha sintetizzato l’esito in un tweet: “Abbiamo appena avviato un processo per chiudere una crisi inutile e aprire nuovi orizzonti. Richiede coraggio, ma un esito positivo sarà di beneficio per tutti”.

Come recita il celebre adagio manzoniano, “adelante, con juicio”.

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